Gli abbonati al bicipark “sul pedale di guerra”

Legambiente ricorda come quest’anno sia stato portatore di buone notizie, a Padova, sul fronte della mobilità sostenibile ed in particolare riguardo al tema della bicicletta.

Impossibile da dimenticare la mobilitazione collettiva che si è avuta per permettere ai ciclisti di utilizzare via San Francesco, fino a prima solo pedonale, o l’organizzazione di giornate dedicate all’ insegnamento della riparazione delle due ruote, od anche l’iniziativa adotta una ciclabile. Sarebbe davvero bello poter dire che ormai Padova=bicicletta. Leggi di più

Telefoni mobili e tumori alla testa: la Cassazione conferma

I giudici della Sezione Lavoro della Cassazione (Sentenza n. 17438 del 3-12.10.12) hanno pienamente e definitivamente confermato la Sentenza della Corte d’Appello di Brescia riguardante il caso di un malato di tumore al nervo trigemino a causa dell’intenso uso per lavoro di telefoni mobili (cellulari e cordless).

I Giudici della Cassazione hanno: 1) ribadito la validità dei riferimenti scientifici citati dal CTU di Brescia e dai consulenti del ricorrente I.M.: l’oncologo che lo aveva seguito e il Prof. Levis già Ordinario di Mutagenesi Ambientale all’Università di Padova cofondatore della nostra Associazione per la parte epidemiologica; 2) nuovamente spiegato la causa delle discrepanze tra gli studi e i giudizi apparentemente tranquillizzanti (Progetto Interphone: IARC, CE, ICNIRP, OMS, ma anche Compagnie di telefonia cellulare internazionali e nazionali) e quelli molto allarmanti del gruppo Hardell; 3) recepito ancora una volta il tema dei conflitti di interesse e dei conseguenti “business bias” che rendono palesemente ininfluenti i risultati degli studi scientifici che ne sono gravati; 4) ricordato il principio generale – estensibile a tutte le patologie e le loro cause lavorative anche se non tabellate dall’INAIL – in base al quale può essere comunque valutata la “ragionevole certezza” del rapporto causa-effetto che dà luogo a un “rilevante grado di probabilità”.

Questa sentenza – inutilmente ostacolata da ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma e osteggiata persino dal Procuratore Generale della Repubblica nel suo intervento  nell’udienza in Cassazione – facilita il percorso di altre cause su casi di tumore da esposizioni lavorative sia a CEM/ELF (linee elettriche ad alta tensione) che a radiofrequenze (non solo cellulari e cordless, ma anche radioemittenti  e radar), ma potrebbe aprire la strada per il riconoscimento ed il risarcimento anche di patologie acute di varia natura dovute ad esposizioni a CEM, e persino a patologie imputabili ad altri agenti ambientali “non tabellati” dall’INAIL.

Se questa sentenza è indubbiamente un passo avanti fondamentale per il riconoscimento dei danni oncologici provocati da esposizione a CEM, bisogna purtroppo constatare che, a distanza di un anno, non c’è segno che sia in fase di realizzazione l’impegno per una “campagna di informazione indirizzata ad un uso appropriato e non smodato e indiscriminato del telefono cellulare” che il Ministero della Salute per mezzo del Consiglio Superiore di Sanità si era impegnato a realizzare col comunicato n.226 del 15.11.2011 pubblicato dopo la trasmissione di Report sull’argomento (27.11.11) e ripreso da varie testate giornalistiche. Impegno ribadito anche di recente in risposta al quesito posto al Ministero da un Avvocato colpito da tumore al cervello dopo uso intenso e prolungato del cellulare (La Gazzetta del Mezzogiorno del 08.10.12).

Per informazioni:
info@applelettrosmog.it
www.applelettrosmog.it

Per la rilevanza che questa sentenza ha a livello anche internazionale, qui è scaricabile in formato pdf il comunicato stampa in lingua inglese.

A.P.P.L.E. (Associazione Per la Prevenzione e Lotta all’Elettrosmog)

Vietato vietare animali domestici in condominio

Vittoria per le famiglie che vivono con quasi 20 milioni di quattro zampe: mai più cause in tribunale e liti condominiali per far allontanare cani, gatti o coniglietti dalle case. La battaglia iniziata nelle Assemblee condominiali e nei Tribunale, è stata portata dalla LAV in Parlamento per una soluzione legislativa aldilà delle sentenze, e presto arriverà al traguardo dell’approvazione finale in terza lettura.

Pochi giorni fa la Camera dei Deputati ha approvato un’integrazione all’articolo 1138 del Codice Civile secondo la quale “le norme del Regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”. L’Italia quindi adegua un’altra parte della propria legislazione ai principi contenuti nel Tratto Europeo che definisce gli animali esseri senzienti, e al Codice penale che punisce i loro maltrattamenti.

Si tratta di un nuovo, concreto passo per porre fine a una discriminazione contro chi vive con animali domestici, una battaglia che per il diritto di proprietà sulle case aveva già visto schierarsi la Giurisprudenza, ma che vedeva ancora ben organizzata un vera e proprio animalofobia da condominio: di fatto questo nuovo principio legislativo assicura anche la fine delle cause per il passaggio nelle scale e l’utilizzo degli ascensori da parte dei quattro zampe, una pace sociale che dovrà essere rispettata da tutti, senza alcun dubbio interpretativo”.

Naturalmente rimangono tutte le forme di tutela civile e penale che l’ordinamento già prevede a favore dei terzi che concretamente subiscano un danno dall’animale (inquinamento acustico, problemi igienico-sanitari certificati, per esempio). L’approvazione di questa nuova legge fa venir meno inutili controversie giuridiche, con grande vantaggio per la cosiddetta “macchina della giustizia”.

Il nuovo articolo è stato approvato grazie alla presentazione, a inizio di questa Legislatura, nel 1998, della proposta di Legge della LAV per la riforma del Codice Civile sostenuta dalle parlamentari Gabriella Giammanco (Pdl) e Franca Chiaromonte (Pd), sostenuta nel passaggio della Camera dagli onorevoli Luigi Vitali, Michela Vittoria Brambilla, Gianni Mancuso del Pdl, Rodolfo Viola e Andrea Sarubbi del Pd e il relatore Salvatore Torrisi che la LAV ringrazia.

La LAV pubblica anche la lista dei deputati che, come da verbali online della Camera, si sono opposti con interventi nelle Commissioni all’approvazione della nuova positiva norma a tutela di animali e famiglie: Anna Margherita Miotto, Luciana Pedoto, Gino Bucchino (Pd); Carla Castellani, Mariella Bocciardo, Carmelo Porcu (Pdl); Donato Renato Mosella (Api).

LAV Padova – a cura di Dafne Crea, Redazione di Ecopolis

Perché essere contrari alla fusione AcegasAps – Hera

La fusione Hera – APS Acegas, votata dal Consiglio Comunale di Padova, non può essere banalmente considerata come l’inevitabile evoluzione di un processo di privatizzazione (le Spa sono società di diritto privato, anche se con prevalente capitale pubblico) già avviato con la precedente fusione delle aziende padovana e triestina. In realtà il processo di concentrazione avviato sottintende una visione della gestione dei beni comuni e dei servizi pubblici del tutto antitetica rispetto a quella espressa dai 27 milioni di cittadini che hanno votato sì al referendum sull’acqua. E, d’altra parte, non è affatto scontato che la nuova fusione (più finanziaria che imprenditoriale) possa garantire – come contropartita all’allontanamento dei centri decisionali dal nostro territorio – economie di scala, maggiore efficienza e quindi un miglioramento del servizio offerto alle comunità locali ed una riduzione delle tariffe.

Stefano Rodotà, già Presidente della Commissione per la Riforma dei Beni Pubblici istituita nel 2007, in più occasioni ha sottolineato come il tema dei Beni Comuni non sia “né una bizzarria, né un tema marginale” e come anzi il riferimento all’importanza dei beni comuni costituisca il dato che più caratterizza la fase attuale. «Una novità politica, scrive Rodotà, che i partiti soffrono o avversano. Ancora inconsapevoli, dunque, del fatto che non siamo di fronte ad una questione marginale o settoriale, ma ad una diversa idea della politica e delle sue forme, capace non solo di dare voce alle persone, ma di costruire soggettività politiche, di redistribuire poteri» (Stefano Rodotà, La Repubblica 5 gennaio 2012).

Secondo Rodotà i Beni Comuni (ovvero i beni «funzionali all’esercizio di diritti fondamentali e al libero sviluppo della personalità») devono essere “indisponibili per il mercato” ed essere “amministrati muovendo dal principio di solidarietà”. La loro gestione deve garantire l’accesso di tutti al bene e deve vedere la partecipazione dei soggetti interessati, facendo ad esempio appello all’articolo 43 della Costituzione che prevede la possibilità di affidare la gestione di servizi essenziali, fonti di energia e situazioni di monopolio, oltre che ad enti pubblici, anche a “Comunità di lavoratori o di utenti”.

Le indicazioni della Commissione Rodotà sono state approfondite, anche dal punto di vista giuridico e costituzionale, dal testo di Ugo Mattei “Beni Comuni: un manifesto”, che evidenzia come il concetto di bene comune rimette in discussione la storica contrapposizione tra stato e mercato, tra liberismo e statalismo entrambi caratterizzati dalla tendenza alla concentrazione del potere ai vertici di una gerarchia sovrana che esclude ogni altro soggetto decisionale. Il governo dei Beni Comuni, afferma Ugo Mattei, rifiuta per sua natura la concentrazione del potere a favore della sua diffusione, a favore di un modello collaborativo e partecipativo, presuppone un governo democratico dell’economia.

Sta qui credo il nocciolo della questione. Chi si è espresso a favore della fusione Hera – APS Acegas (a cui in prospettiva dovrebbe seguire quella con le società milanesi e torinesi A2A ed Iren) ritiene strategicamente importante dar vita ad una grande Multiutility del Nord, di diritto privato ma ai cui vertici verrebbero posti manager di nomina politica, un’azienda di dimensioni tali da poter di fatto costituire una posizione di monopolio nell’affidamento dei servizi pubblici. Ma quale affidabilità hanno – dopo gli scandali degli ultimi anni – questi carrozzoni finalizzati prioritariamente al profitto e nei quali di “pubblico” c’è solo la nomina dei consigli di amministrazione da parte dei partiti? E se – in assenza di società in house – diverrà obbligatorio sottoporre a gara pubblica la gestione dei servizi pubblici, quali vantaggi potranno derivare alle comunità locali dal dover di fatto trattare con una Multiutility operante in regime di monopolio? E nello specifico di Padova, quale interesse potrà avere Hera a dismettere la prima linea degli inceneritori (che diverrà possibile non appena si raggiungerà l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata nel nostro bacino di riferimento), se proprio dall’incenerimento di rifiuti ordinari e speciali deriva il maggior utile della società?

Se non si ha la forza o la volontà di scegliere la via delle società in house direttamente gestite dagli enti locali, se – come fanno i sostenitori della fusione – ci si appella alle virtù salvifiche del mercato, non sarebbe paradossalmente meglio per i Comuni, al fine di garantire le proprie autonome scelte sui temi dell’energia, dell’acqua, del ciclo dei rifiuti, gestire delle vere gare pubbliche favorendo la concorrenza tra più soggetti, previa una precisa definizione delle proprie finalità, degli obiettivi da conseguire, dei criteri di valutazione e degli indicatori che verranno utilizzati per monitorare i risultati conseguiti?

Certo non è automatico né facile tradurre gli indirizzi di fondo in concreti progetti di riforma volti all’introduzione di nuovi modelli collaborativi e partecipativi nella gestione dei servizi pubblici locali, anche se va ricordato come già vi siano significative esperienze di riferimento: in primo luogo quella dell’Eau de Paris, un’azienda speciale che dal 1° gennaio 2010 – dopo la ripubblicizzazione – gestisce l’acqua nella capitale francese con la presenza nel Consiglio di Amministrazione di cittadini e associazioni, anche se solo con poteri consultivi e di controllo.

E’ un capitolo aperto, un terreno da esplorare e che necessita di una forte capacità progettuale per la ricerca di soluzioni nuove e innovative sia a livello legislativo che nelle pratiche amministrative locali. E’ però altrettanto certo che i processi di concentrazione finanziaria in corso non vanno nella direzione di un governo trasparente e partecipato dei servizi e di un rafforzamento del legame che deve esistere tra aziende di servizio e politiche territoriali delle comunità locali finalizzate al risparmio energetico ed alla chiusura dei cicli ecologici.

Sergio Lironi

Riqualificazione (partecipata) di Piazza Caduti della Resistenza

Lo scorso 21 novembre, in occasione della Festa dell’Albero,  grazie al contributo di Despar, Legambiente ha collocato in Piazza Caduti della Resistenza “l’Isola verde della biodiversità” composta da 8 grandi alberi di circa 4 metri: Carpini bianchi, Bagolari, Ornielli, Pruni.

Iniziava così un percorso partecipato che assieme ai residenti, alle scuole e alle associazioni del rione, alla Presidenza del Quartiere 5 Sud-Ovest e con il sostegno dall’Assessorato al verde pubblico Comunedi Padova, si poneva l’obiettivo rapida risistemazione complessiva  della piazza: liberata dalle auto ed alberata.

Tra marzo e a aprile 2012, Legambiente ha somministrato un questionario (concordato con l’amministrazione) ai residenti del quartiere in cui insiste Piazza Caduti della Resistenza su come riqualificazione la piazza, che successivamente elaborava.

La proposta che ha raccolto il maggior numero di preferenze è stata “Piazza verde, ciclo-pedonale ed accogliente”, seguita da “Piazza per la cultura e piccoli spettacoli”.

Sulla base di queste indicazioni il SettoreVerde del Comune di Padova iniziaval’elaborazione del progetto tecnicodi risistemazione (vedi progetto allegato) e su proposta dell’Assessorato al Verde uno stanziamento è stato messo a bilancio dal Comune per la realizzazione a stralci del progetto di sistemazione della Piazza. Da oggi, fino al 19 ottobre,  Legambiente distribuirà ai residenti del rione il progetto per un’ulteriore occasione di coinvoglimento. Ultimata questa fase il  Comunedi Padova inizierà il lavori.

I punti di distribuzione del progetto sono: Legambiente, Punto Giovani Toselli, Charity Shop (P.za Caduti della Resistenza 6, 7 e 5); ASU (v. Santa Sofia 5); Auser Savonarola (v. Varese 4); Fondazione Anffas – Lab. Intrecci (v. Toselli 11); Circolo Arci XXV Aprile (vicolo II° Magenta 2/A); Scuola Randi (v. Piave 23); Scuola Valeri (v. Monte Santo 24); Quartiere 5 (P.za Napoli 40).

Per la mappa e la descrizione dettagliata del progetto clicca qui.

Sandro Ginestri – Coordinatore Legambiente Padova

 

Ovunque andrete sarete una polis

Riprende da martedì 6 ottobre l’iniziativa “Ovunque andrete sarete una polis”, la scuola per la partecipazione attiva delle donne allo spazio pubblico, organizzata dal Centro documentazione donna Lidia Crepet e dal Centro Veneto Progetti Donna di Padova.

Il secondo modulo (il primo si è tenuto nel trimestre aprile-giugno) apre con una lezione magistrale aperta al pubblico da titolo Come fondare giuridicamente i beni comuni, tenuta da Lucia Piani, docente di Valutazione ambientale e processi decisionali dell’Università di Udine. Le lezioni magistrali, aperte a tutti, avranno come tema comune la valorizzazione del territoriointeso come spazio pubblico in cui esercitare i propri diritti ed assolvere ai doveri.

Sebbene la partecipazione alla scuola sia aperta alle sole donne, alle lezioni magistrali anche gli uomini sono i benvenuti, sia che abbiano esperienza sia che siano solo interessati ai temi che vengono trattati alle lezioni.

Il corso infatti alterna lezioni magistrali (aperte a tutti) e laboratori fondati sul lavoro di gruppo (riservati alle iscritte).

La scuola, che cita le parole della colonizzazione greca, e, come specifica la filosofa Hannah Arendt, esprimono la convinzione che l’azione e il discorso creano uno spazio tra i partecipanti che può trovare la propria localizzazione in qualsiasi tempo e per ogni dove, ha come obiettivo quello di contribuire alla crescita di soggetti femminili liberi e forti, per vivere meglio nel mondo comune degli uomini e delle donne.

L’ambizioso intento sta nel risvegliare la consapevolezza che la democrazia non si fonda su una delega tout court ai candidati/eletti e che la responsabilità della distanza tra eletti ed elettori ricade su entrambi i soggetti, anche se, certamente, non in eguale misura.

Siamo convinte che le donne possono portare alla politica un valore aggiunto solo se accettano e fanno accettare la propria differenza, rifiutano facili omologazioni e contribuiscono attivamente, nel mondo comune delle donne e degli uomini, allo sviluppo della democrazia qualunque sia la realtà sociale a cui decidono di partecipare.

Le lezioni si terranno presso la Sala Consiliare del Comune di Cadoneghe in Piazza Insurrezione, 4, di norma il martedì.

Il programma del corso è consultabile anche nel sito www.centrolidiacrepet.it e http://www.centrodonnapadova.it/news/32-riprende-la-scuola-di-politica.html

Centro Veneto Progetti Donna di Padova

Puliamo il Mondo…nei nostri territori

Puliamo il Mondo è l’edizione italiana di Clean up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo, il cui comitato organizzativo per l’Italia è Legambiente fin dal lontano 1993. Il circolo di Padova ha contribuito la scorsa domenica con la Festa del Recupero e dell’Energia pulita, che ha registrato un grande successo e partecipazione. Ma non è finita.

Saonara-Vigonovo, Limena, Este: ecco i circoli locali di Legambiente della provincia di Padova che parteciperanno ancora a Puliamo il Mondo, coordinando volontari, cittadinanza, associazioni e amministrazioni nelle attività di pulizia del nostro territorio presso parchi, giardini, strade, piazze, fiumi…

Per il quinto anno consecutivo, il Circolo Saonara Vigonovo «La Sarmazza» organizza la pulizia del tratto arginale dell’Idrovia che unisce i comuni di Saonara e Vigonovo. La scelta del luogo è finalizzata a mantenere alta l’attenzione su tutto l’asse idroviario, affinché si riesca a vincere le annose battaglie che si concentrano su questo territorio: il completamento dell’idrovia Padova Venezia, la camionabile prevista dal GRAP e la costruzione della mega-linea elettrica Dolo-Camin. Due saranno i punti di partenza, uno a Villatora di Saonara presso gli impianti sportivi, l’altro a Vigonovo, in via Ariosto presso la passerella. Se le condizioni lo permetteranno, l’associazione «Amissi del Piovego» metterà in acqua un’imbarcazione per pulire anche il corso dell’Idrovia. Per chi vorrà parteciparvi, è infine prevista per pranzo una grigliata tra i partecipanti.  In caso di maltempo la giornata verrà recuperata il 7 ottobre. Per informazioni ed adesioni Mauro Dal Santo, tel. 334/6569406.

Due invece gli appuntamenti di Puliamo il Mondo organizzati dal Circolo Legambiente «Dai Colli all’Adige» di Este. Innanzitutto, quello di domenica 30 settembre al Bosco dei Lavacci (detto anche Bosco del Bacino Valgrande) con annessa visita guidata. L’obiettivo è quello di conoscere meglio questa vicina, preziosa  “Zona di Protezione Speciale”; ripulire l’area di accesso al bosco e l’argine sinistro Gorzone da eventuali rifiuti; chiedere infine alle Autorità preposte di far rispettare sempre il divieto di caccia in questa ZPS, non sempre osservato. E’ possibile visitare Villa Grompa  con la guida del prof. Claudio Gallana. Chi lo volesse, può raggiungere il punto di ritrovo partendo da Este in bicicletta (1 ora 1/2 ca. la percorrenza). Chi è interessato a partecipare all’iniziativa e per tutte le altre necessarie informazioni è pregato per motivi organizzativi di comunicarlo al Circolo (per telefono al n. 0429 4015 , per sms al cellulare 3290910771 o per e-mail a: legambiente.este@alice.it).

Il tema portante dell’altro appuntamento del Circolo di Este, fissato per venerdì 28 settembre, sarà l’acqua, il “bene comune” più prezioso per la vita, e perciò da risparmiare, salvaguardare e mantenere pulita. L’intenzione è quella di coinvolgere gli studenti delle scuole elementari e medie. In programma la pulizia del Bosco dell’ex alveo Restara e l’illustrazione del funzionamento dell’impianto di depurazione delle acque, con l’aiuto di tecnici addetti.  La proposta è valida per tutte le classi della scuola dell’obbligo di Este. Contattare il Circolo o il Bacino PadovaTre per informazioni e adesioni (entro venerdì 21 settembre 2012: saranno accettate le prime 5-6 classi per un totale di 100-120 alunni circa). Il referente per il circolo di Este è Flores Baccini; Bacino Padova 3: tel. 0429/616970; fax 0429/616990; e- mail: liberambiente@pdtre.it; Comune di Este: tel.0429/617566;  fax 0429/600888; e- mail:l.cavallini@comune.este.pd.it

Il Circolo Legambiente di Limena infine coordina i ragazzi del locale Istituto Comprensivo, con l’obiettivo di sviluppare la sensibilità e la formazione civica dei ragazzi sul tema della differenziazione della raccolta dei rifiuti nell’ottica della minima produzione di rifiuti e del riciclo: il tutto per mezzo di attività ludiche e all’aperto, simulando la raccolta differenziata in forma di gioco.

 A cura della Redazione di Ecopolis

No alla fusione Acegas-Aps HERA

A poco più di un anno dalla grande vittoria referendaria del 12 e 13 giugno 2011 quando milioni di italiani si pronunciarono in maniera chiara sulla ripubblicizzazione del servizio idrico e la fuoriuscita dell’acqua dal mercato e dalle logiche di profitto, sulla cancellazione in tariffa della remunerazione del capitale investito dal gestore… ci ritroviamo, oggi, quasi punto e a capo.Perché la progettata operazione di fusione, meglio, incorporazione della nordestina ACEGAS-APS nell’emiliana HERA, con la partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti, rappresenta solo l’ultimo anello di una serie di provvedimenti (del governo Berlusconi prima, del governo Monti poi) tesi a svuotare la carica autenticamente democratica del risultato referendario. Si tratta di un’operazione fatta con metodo tutto verticista e chiuso nelle stanze dei poteri economici, perfettamente coerente con l’assunto dominante: i “mercati” dettano la linea politica ai Governi esattamente come i consigli di amministrazione (delle due società) decidono al posto dei Consigli comunali (chiamati poi a ratificare quelle scelte) e di noi cittadini-utenti.

L’esatto contrario di quanto abbiamo affermato coi referendum!! E decidono su beni essenziali alla vita di noi tutti, ponendo una pietra tombale sulla possibilità, da parte della cittadinanza, di intervenire su scelte così importanti e di avviare un reale percorso di ripubblicizzazione (in gioco, ricordiamolo, non è solo la gestione del servizio idrico ma anche quella dei rifiuti -ancora tutta incentrata sull’incenerimento- e, più in generale, dei servizi locali). Non solo, anche il diritto di essere compiutamente ed esaustivamente informati ci viene nel contempo negato.

Per questi motivi, l’Assemblea cittadina NO alla fusione ACEGAS-HERA, composta dai comitati, associazioni, movimenti, sindacati e partiti che in questi anni hanno sostenuto il percorso referendario, invitano giovedì 20 settembre ore 21 alla sala Polivalente, in via Diego Valeri, Padova per un incontro di approfondimento sui motivi della contrarietà alla fusione. Intervengono Andrea CASELLI, Coordinamento Regionale Comitati dell’acqua Emilia Romagna e Marco BERSANI, Attac Italia – Forum Italiano dei movimenti per l’acqua.

Alcune riflessioni ce le scrive una lettrice di ecopolis, Antonia Carone, medico di base: “Nei giorni scorsi Zanonato ha illustrato, con dovizia di dati, l’utilità e il guadagno di Padova nell’operazione di fusione Hera-APS Acegas. Il suo ragionamento parte dalla ineluttabile necessità che ha Acegas-Aps, società quotata in borsa, di andare sul mercato e quindi la possibilità di essere comperata da chiunque in Europa voglia investire su questi affari. Meglio associarsi a Hera che è grossa, vicina, e “nostra”, nella quale potremmo ancora fare pesare le nostre opinioni.

Non dice che il 20 luglio la Corte Costituzionale ha restituito la voce ai cittadini e la democrazia al nostro Paese dichiarando incostituzionale l’articolo 4 del Decreto Legge 138, con il quale il governo Berlusconi calpestava il risultato referendario e reintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali.

La sentenza blocca tutte le modificazioni successive, comprese quelle del Governo Monti. E’ un passaggio importante perchè la sentenza ribadisce la volontà popolare espressa il 12 e il 13 giugno 2011. Quello che vale per l’acqua, difeso come bene comune dalla grande maggioranza degli Italiani nel Referendum, può essere esteso anche ad altri beni comuni strategici (l’aria, il sole , i rifiuti..). Non devono essere quotati in borsa, non sono merce che si vende e si compra e su cui si guadagna e si specula, non devono essere finanziarizzati, ma devono rispondere ai bisogni dei cittadini.

E i nostri Amministratori devono rispettare e valorizzare la nostra decisione, non essere interessati solo agli immensi profitti che si prospettano. Pensiamo, una volta tanto, anche alla salute dei cittadini!”.

A Padova la Festa provinciale del Volontariato

E’ giunta alla nona edizione la grande festa che ogni anno il volontariato padovano organizza per far conoscere alla cittadinanza l’apporto dato dai volontari al territorio provinciale.La “Festa provinciale del volontariato e della solidarietà” si celebrerà quest’anno domenica 23 settembre, come da tradizione nelle piazze del centro storico di Padova, da Piazza Garibaldi al Bo, attraversando le piazze dei Frutti, delle Erbe e Signori fino a Piazza Capitaniato.Una Festa unica, suddivisa per aree tematiche, promossa da Csv provinciale e dal comune di Padovacon la collaborazione di Legambiente, Acli, Arci, Aics, Csi, Enars, Pastorale Nuovi Stili di vita, Ulss 16, Medici con l’Africa Cuamm, Ambac Veneto (Associazione musicale bande assiemi e complessi) e con il patrocinio di regione Veneto, provincia di Padova e Co.Ge.Le centinaia di associazioni che parteciperanno troveranno il spazio ideale in una delle sei aree nelle quali si caratterizza la festa: il Volontariato in piazza della Frutta e via Oberdan, Disabilità in piazza delle Erbe, Ambiente in piazza dei Signori, Nuovi Stili di Vita in piazza Capitaniato, Promozione sociale, pace e diritti umani e Sport in via VIII Febbraio.

In quest’anno speciale durante il quale si celebra l’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni, le associazioni di Padova e provincia hanno deciso di presentarsi alla città riscoprendo il valore del giocare insieme (da qui lo slogan “GeCo – Generazioni in Gioco”).

Tra giochi, laboratori e tante attività la cittadinanza è invitata a sperimentare con i volontari e a conoscere le diverse forme di impegno sociale e volontariato che offre il nostro territorio.

Vi saranno, tra le tantissime proposte di giochi e attività: una speciale “Caccia al geco”, ovvero una particolare caccia al tesoro che porterà i partecipanti, con prove e indovinelli, tra gli stand delle associazioni, alla ricerca del Geco, la mascotte della festa; un “Gioco dell’Oca” gigante lungo 24 metri; esibizioni e giochi sportivi; laboratori di ceramica e di scultura del legno; uno spazio bimbi in piazzetta Garzeria; la presentazione del “buono sereno” la non-moneta del volontariato in piazza Capitaniato; la mostra di Medici con l’Africa CUAMM “Eroi quotidiani” nella Loggia della Gran Guardia; il primo Festival delle Bande Musicali e Majorettes che animeranno le piazze nel corso della mattinata e…tante, tantissime altre proposte per tutti!

Non poteva mancare uno spazio dedicato alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia, ed è per questo che l’associazione La Fucina delle Idee allestirà in piazza dei Frutti una pesca di beneficenza e una lotteria con estrazione il giorno stesso della festa.

Alla Festa in Padova, si aggiungono come sempre, altre feste del volontariato in diversi comuni della provincia: il 2 settembre (Monselice), domenica 16 settembre appuntamento con la festa del volontariato a Este, a Conselve e a Ponte San Nicolò. Il 23 settembre oltre a Padova ci sarà la festa anche a Piove di Sacco, il 29 settembre la festa sarà quella del Consiglio di quartiere 3, il 30 settembre a Montagnana e infine il 14 ottobre il “Settembre solidale” si conclude con la festa a Loreggia.
Il programma completo della Festa provinciale del volontariato è disponibile sul sito www.csvpadova.org. Per informazioni è possibile telefonare al CSV al num. 049 8686817.