Solidarietà a Gianpaolo Barbariol

Legambiente Padova esprime la propria solidarietà a Gianpaolo Barbariol, caposettore del settore Verde del Comune di Padova, a cui sono state rivolte minacce attraverso la formula della pallottola anonima inviata alla redazione del Mattino di Padova. Oltre alla solidarietà nei confronti del dirigente comunale, Legambiente vuole esprimere in maniera chiara che le deliranti dichiarazioni giunte anonime al caposettore sono di quanto più lontano possa esistere dal concetto di ambientalismo, che nel corso della sua recente storia ha sempre affiancato i movimenti che si sono battuti per la nonviolenza e la pace.

“Cani si nasce” e il parco zoofilo di Frapiero

DSCN0242Il parco zoofilo di Frapiero si trova a Cona (provincia di Venezia), ed è un parco/canile che ospita circa 85 cani su una superficie di 30.000 mq.

E’ stato inaugurato nel 1999 con l’intento di creare una struttura che potesse garantire ai cani ospiti una condizione temporanea di benessere nonostante la costrizione in box e le conseguenze che l’isolamento sociale comporta prima di un’adozione.

Il parco, infatti, consta di 45 box coperti, 24 dei quali presentano un’ampia area scoperta con prato e alberi dove i cani possono giocare e correre liberi. Si tratta di una struttura all’avanguardia che punta a mettere in primo piano la qualità di vita dei cani ospiti. Leggi di più

Subito indagine epidemiologica anche a Monselice

I cementifici emettono dosi massicce d’inquinanti, anche di dieci volte superiori a quelle degli inceneritori, e nell’area di Monselice, dove  insistono non uno bensì tre cementifici, il primo cittadino nonché responsabile della tutela della salute, non muove un dito nemmeno di fronte all’intenzione di chiudere definitivamente l’unica centralina ARPAV funzionante nella sua città.

Ad accrescere la nostra preoccupazione non sono solo le notizie che giungono da Taranto, ma altresì i risultati dell’indagine epidemiologica sulla salute respiratoria della popolazione residente a Fumane (VR), altro polo cementifero del Veneto (I risultati di questa prima parte d’indagine disponibile sul sito biometria.univr.it/fumanestudy/reports.html) Gli indicatori sanitari utilizzati dalla sezione di epidemiologia e statistica dall’Università di Verona, fanno riferimento agli anni 1999 – 2009 e riguardano due realtà a confronto, quella di Fumane su cui insiste un cementificio, e quella di Mezzane, sempre nel veronese, dove si trova una fabbrica di batterie per auto. I bambini di Fumane lamentano irritazione agli occhi, ricoveri e assenze sono superiori ai loro coetanei di Mezzane e aumentano nei giorni successivi ai picchi di PM10. In generale ricoveri e rischi ospedalieri, tutte le diagnosi per tutti i tipi di tumore, le malattie del sistema cardiocircolatorio, dell’apparato respiratorio, aborti e complicazioni della gravidanza sono nettamente superiori a Fumane rispetto agli abitanti di Mezzane. Leggi di più

Violenza contro le donne: una tragedia in crescita

Malamore no. Riprendiamoci la vita. Una serata di musica, letteratura e canto, per riflettere sulla violenza contro le donne, è stata promossa il 30 Novembre dal Centro Veneto Progetti Donna e dal Centro documentazione donna Lidia Crepet in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Lettura, musica e canto sono stati gli ingredienti di uno spettacolo unico e originale, per riflettere sul rapporto tra donne e uomini e sulle possibilità di uscire da situazioni di violenza per “riprendersi la vita”.

Ogni storia di violenza alle donne è diversa. Diversi i soggetti coinvolti, i contesti e i percorsi. Per questo motivo il Centro si è proposto di evitare modelli interpretativi, sempre parziali e discutibili. Sono state invece preferite le suggestioni e gli spunti offerti dalla musica e la letteratura, perché chi ascolta è insieme testa e cuore, intelligenza ed emozione; non è e non deve essere né un giudice né un ermeneuta. Leggi di più

Piccoli azionisti e Banca Etica: una petizione al Governo

Il presidente di Banca Etica, Ugo Biggeri, ha inviato a metà novembre al Ministro Grilli quasi 8.000 firme, raccolte in pochi giorni, a sostegno della petizione (esenzione dall’imposta di bollo su dossier titoli con meno di euro 1.000, vedi qui). Il Ministero si è impegnato a rispondere(*).

Una mobilitazione straordinaria, che ci fa ben sperare per il futuro della finanza cooperativa, che anche in questo caso ha dimostrato una grande capacità di attivarsi e mobilitarsi.

La “Legge di Stabilità” allo studio del Governo ha cancellato l’esenzione dall’imposta per gli investimenti fino a 1.000 euro, imponendo anche su di essi un bollo da 34,20 euro. La misura mette in difficoltà le tante esperienze di azionariato diffuso e popolare e di finanza cooperativa come quella di Banca Etica. Leggi di più

Regolamento energetico: occasione da non sprecare

Buona parte della bolletta energetica che affligge le famiglie italiane dipende da come sono progettati, realizzati o ristrutturati gli edifici.

Gli edifici sono infatti responsabili di una grossa fetta dei consumi energetici e dei gas serra: i consumi legati a questo settore rappresentano oltre il 35% del totale nazionale.

Alla crisi economica, che impone un occhio di riguardo al risparmio energetico, si aggiunge la crisi ambientale globale, che sta già mostrando i suoi effetti anche sul clima locale come le ondate anomale di calore delle ultime estati e la tropicalizzazione del clima Leggi di più

Resistenza e memoria online

Con questo primo numero si inaugura un percorso tutto nuovo. L’ANPI padovano infatti produrrà e divulgherà un notiziario (scaricalo qui) con periodicità mensile in cui si darà comunicazione di eventi, attività messi in campo dall’ANPI provinciale e dalle sezioni del territorio, senza però trascurare le notizie che verranno dal Nazionale o da altre Associazioni che perseguano i nostri obiettivi [secondo noi lo rendono particolarmente utile le schede non retoriche di oscuri combattenti per la libertà riportati alla loro biografia quotidiana, alcune foto terribili come quella dei 31 impiccati a Bassano lungo l’argine del Brenta o le segnalazioni bibliografiche, n.d.r.].

Dunque anche l’ANPI si rinnova! E’ un rinnovamento che certo non tocca i principi ispiratori che devono essere sempre alla base della Associazione e che, pur nel ringiovanimento permesso ormai da alcuni anni dallo Statuto, continuano ad essere gli stessi: la difesa dei valori per cui si è combattuta la Resistenza e che hanno trovato traduzione negli articoli della nostra bella Carta Costituzionale. Leggi di più

Gli abbonati al bicipark “sul pedale di guerra”

Legambiente ricorda come quest’anno sia stato portatore di buone notizie, a Padova, sul fronte della mobilità sostenibile ed in particolare riguardo al tema della bicicletta.

Impossibile da dimenticare la mobilitazione collettiva che si è avuta per permettere ai ciclisti di utilizzare via San Francesco, fino a prima solo pedonale, o l’organizzazione di giornate dedicate all’ insegnamento della riparazione delle due ruote, od anche l’iniziativa adotta una ciclabile. Sarebbe davvero bello poter dire che ormai Padova=bicicletta. Leggi di più

Telefoni mobili e tumori alla testa: la Cassazione conferma

I giudici della Sezione Lavoro della Cassazione (Sentenza n. 17438 del 3-12.10.12) hanno pienamente e definitivamente confermato la Sentenza della Corte d’Appello di Brescia riguardante il caso di un malato di tumore al nervo trigemino a causa dell’intenso uso per lavoro di telefoni mobili (cellulari e cordless).

I Giudici della Cassazione hanno: 1) ribadito la validità dei riferimenti scientifici citati dal CTU di Brescia e dai consulenti del ricorrente I.M.: l’oncologo che lo aveva seguito e il Prof. Levis già Ordinario di Mutagenesi Ambientale all’Università di Padova cofondatore della nostra Associazione per la parte epidemiologica; 2) nuovamente spiegato la causa delle discrepanze tra gli studi e i giudizi apparentemente tranquillizzanti (Progetto Interphone: IARC, CE, ICNIRP, OMS, ma anche Compagnie di telefonia cellulare internazionali e nazionali) e quelli molto allarmanti del gruppo Hardell; 3) recepito ancora una volta il tema dei conflitti di interesse e dei conseguenti “business bias” che rendono palesemente ininfluenti i risultati degli studi scientifici che ne sono gravati; 4) ricordato il principio generale – estensibile a tutte le patologie e le loro cause lavorative anche se non tabellate dall’INAIL – in base al quale può essere comunque valutata la “ragionevole certezza” del rapporto causa-effetto che dà luogo a un “rilevante grado di probabilità”.

Questa sentenza – inutilmente ostacolata da ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma e osteggiata persino dal Procuratore Generale della Repubblica nel suo intervento  nell’udienza in Cassazione – facilita il percorso di altre cause su casi di tumore da esposizioni lavorative sia a CEM/ELF (linee elettriche ad alta tensione) che a radiofrequenze (non solo cellulari e cordless, ma anche radioemittenti  e radar), ma potrebbe aprire la strada per il riconoscimento ed il risarcimento anche di patologie acute di varia natura dovute ad esposizioni a CEM, e persino a patologie imputabili ad altri agenti ambientali “non tabellati” dall’INAIL.

Se questa sentenza è indubbiamente un passo avanti fondamentale per il riconoscimento dei danni oncologici provocati da esposizione a CEM, bisogna purtroppo constatare che, a distanza di un anno, non c’è segno che sia in fase di realizzazione l’impegno per una “campagna di informazione indirizzata ad un uso appropriato e non smodato e indiscriminato del telefono cellulare” che il Ministero della Salute per mezzo del Consiglio Superiore di Sanità si era impegnato a realizzare col comunicato n.226 del 15.11.2011 pubblicato dopo la trasmissione di Report sull’argomento (27.11.11) e ripreso da varie testate giornalistiche. Impegno ribadito anche di recente in risposta al quesito posto al Ministero da un Avvocato colpito da tumore al cervello dopo uso intenso e prolungato del cellulare (La Gazzetta del Mezzogiorno del 08.10.12).

Per informazioni:
info@applelettrosmog.it
www.applelettrosmog.it

Per la rilevanza che questa sentenza ha a livello anche internazionale, qui è scaricabile in formato pdf il comunicato stampa in lingua inglese.

A.P.P.L.E. (Associazione Per la Prevenzione e Lotta all’Elettrosmog)

Vietato vietare animali domestici in condominio

Vittoria per le famiglie che vivono con quasi 20 milioni di quattro zampe: mai più cause in tribunale e liti condominiali per far allontanare cani, gatti o coniglietti dalle case. La battaglia iniziata nelle Assemblee condominiali e nei Tribunale, è stata portata dalla LAV in Parlamento per una soluzione legislativa aldilà delle sentenze, e presto arriverà al traguardo dell’approvazione finale in terza lettura.

Pochi giorni fa la Camera dei Deputati ha approvato un’integrazione all’articolo 1138 del Codice Civile secondo la quale “le norme del Regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”. L’Italia quindi adegua un’altra parte della propria legislazione ai principi contenuti nel Tratto Europeo che definisce gli animali esseri senzienti, e al Codice penale che punisce i loro maltrattamenti.

Si tratta di un nuovo, concreto passo per porre fine a una discriminazione contro chi vive con animali domestici, una battaglia che per il diritto di proprietà sulle case aveva già visto schierarsi la Giurisprudenza, ma che vedeva ancora ben organizzata un vera e proprio animalofobia da condominio: di fatto questo nuovo principio legislativo assicura anche la fine delle cause per il passaggio nelle scale e l’utilizzo degli ascensori da parte dei quattro zampe, una pace sociale che dovrà essere rispettata da tutti, senza alcun dubbio interpretativo”.

Naturalmente rimangono tutte le forme di tutela civile e penale che l’ordinamento già prevede a favore dei terzi che concretamente subiscano un danno dall’animale (inquinamento acustico, problemi igienico-sanitari certificati, per esempio). L’approvazione di questa nuova legge fa venir meno inutili controversie giuridiche, con grande vantaggio per la cosiddetta “macchina della giustizia”.

Il nuovo articolo è stato approvato grazie alla presentazione, a inizio di questa Legislatura, nel 1998, della proposta di Legge della LAV per la riforma del Codice Civile sostenuta dalle parlamentari Gabriella Giammanco (Pdl) e Franca Chiaromonte (Pd), sostenuta nel passaggio della Camera dagli onorevoli Luigi Vitali, Michela Vittoria Brambilla, Gianni Mancuso del Pdl, Rodolfo Viola e Andrea Sarubbi del Pd e il relatore Salvatore Torrisi che la LAV ringrazia.

La LAV pubblica anche la lista dei deputati che, come da verbali online della Camera, si sono opposti con interventi nelle Commissioni all’approvazione della nuova positiva norma a tutela di animali e famiglie: Anna Margherita Miotto, Luciana Pedoto, Gino Bucchino (Pd); Carla Castellani, Mariella Bocciardo, Carmelo Porcu (Pdl); Donato Renato Mosella (Api).

LAV Padova – a cura di Dafne Crea, Redazione di Ecopolis