A teatro l’effetto serra spiegato ai bambini

spazio_al_teatro_gallery_12_20120926_1428572095Un pupazzo di neve che si sta sciogliendo, proprio al Polo, e due giovani esquimesi che cercano di salvarlo. Ogni loro sforzo, però, rimane vano, fino a quando il Vecchio dei Ghiacci chiarirà loro che cosa stia in realtà succedendo… Suona familiare? E’ la storia dell’effetto serra, spiegata ai bambini dagli Alcuni di Treviso.

Ahi, ahi ahi, si sciolgono i ghiacciai” è il titolo dello spettacolo che aprirà la rassegna “Una fetta di Teatro” al Teatro (già cinema) Rex, che come un’altra storica sala padovana, il cinema Esperia, prova a rinnovarsi coinvolgendo famiglie e scuole in una rassegna ambiziosa. “La scelta di appoggiarsi al Gruppo Alcuni consente alle Sale della comunità di iniziare questa esperienza di rilancio con una proposta di alta qualità, attenta ai risvolti didattici dell’azione scenica e all’educazione legata all’intrattenimento” spiega Marco Sanavio, Leggi di più

In mostra “La voce delle stelle”

imagesFino al 6 gennaio 2013, presso la Loggia della Gran Guardia, continua l’esposizione delle tavole originali tratte dal libro “La voce delle stelle”, scritto da Laura Walter e illustrato da Valentina Salmaso (Kite Edizioni 2012) e finalista del Premio Legambiente “Un Libro per l’Ambiente 2013”, sezione narrativa.

 La mostra, partendo dalle illustrazioni del libro, cerca di avvicinare i visitatori alla figura di Galileo Galilei, l’ uomo che sfidando le regole del suo tempo ha rivoluzionato il pensiero scientifico. Leggi di più

Distrutti 30 alveari sui Colli Euganei

Solo dei criminali possono mettere in pratica un atto così vile e sconsiderato, che oltre a causare un’ingente perdita all’azienda agricola colpita crea un gravissimo danno all’ambiente. I responsabili devono finire in galera. Questo è ciò che si deve dire, senza mezzi termini, di fronte alla denuncia di un apicoltore di Baone, Antonio Ferraretto collaboratore dell’azienda di famiglia Graziosa De Facci di Calaone, al quale nei giorni scorsi sono stati distrutti decine di alveari. Parlare di atto di vandalismo è riduttivo perché chi ha agito lo ha fatto con l’intento di distruggere nel modo peggiore gli alveari e uccidere il maggior numero possibile di api.

 “In uno dei nostri apiari a Calaone in via Papafave – ci racconta Ferraretto – durante una visita di controllo abbiamo trovato 30 alveari scoperchiati. Leggi di più

Tra i “Vandali” di Gian Antonio Stella

Ammetto la mia debolezza: impazzisco per le citazioni letterarie. Certo, mi piacerebbe sempre andarle a controllare, avendone il tempo, ma la capacità di affabulazione di Gian Antonio Stella è tale che sospendo volentieri il giudizio, e mi lascio coinvolgere dal succedersi di immagini e battute che è la sua presentazione. Se c’è una cosa che sarà apprezzata, chiedendo qualche commento all’uscita dalla sala, è proprio questa sua immediatezza comunicativa, che ha convinto anche chi era arrivato senza molte aspettative. Il pubblico è vario e forma una platea calda, che risponde bene al relatore.

La presentazione di “Vandali” è un atto d’accusa, un tentativo di lavare i panni sporchi in piazza, come si dovrebbe fare in democrazia, almeno secondo l’opinione di Curzio Malaparte. «Tenetevi i trombettieri» dice Stella, e tornando a Malaparte: «inni e ipocriti elogi sono la peggior forma di patriottismo». Una dichiarazione di intenti molto pesante, proposta come conclusione di una carrellata di scempi architettonico-paesaggistici fin troppo lunga, fatta di operazioni mal condotte ma anche di colpevole trascuratezza: la Reggia di Carditello e le case di Ischia, ma anche il progetto di Motorcity o le 28 aree industriali di Crocetta del Montello. Leggi di più

Salviamo il paesaggio: arriva il manuale!

È il momento di ripensare il rapporto tra “cemento” e “sviluppo”. Bisogna farlo per il “bene comune”: il bene del paesaggio, violato senza tregua per assecondare il circolo vizioso cave-cemento-cementificazione; il bene dei lavoratori di tutto il comparto, per i quali è indispensabile immaginare un’alternativa; il bene delle famiglie italiane, infine, i cui risparmi sono spesso immobilizzati in una “casa”, il cui valore rischia di sprofondare nelle sabbie mobili allorché sarà scoppiata la “bolla immobiliare”.

Questo manuale è una “scatola degli attrezzi” – già testati con successo – per chi vuole opporsi alla cementificazione. Un viaggio attraverso le esperienze dei comitati che in tutto il Paese lavorano per “salvare il paesaggio” e le cui azioni sono ricche di spunti per tutti. Un panorama delle amministrazioni coraggiose che preferiscono gli onori della tutela del suolo, agli oneri di urbanizzazione nel loro bilancio. Il “consumo di suolo zero” è infatti la prima risposta alla “bolla”. Leggi di più

Approfondire la Romea Commerciale

Se ne parla da anni (cercate Nuova Romea con Google, troverete forum che discuto l’argomento già dal 2005), se ne promettono meraviglie, ma le critiche sono continue: sorgono comitati, si chiede la messa in sicurezza della Romea (quella vecchia), si avanzano dubbi sull’impatto ambientale in un territorio così caratteristico come quello del Delta del Po. La Orte-Mestre continua a far parlare di sé: è davvero necessaria un’altra autostrada che attraversi l’Italia da Nord a Sud? Leggi di più

Nuovi sconti per i soci Legambiente

Legambiente Padova propone ai propri soci una nuova convenzione che coniuga attenzione alla salute ed attenzione per l’ ambiente: da Pinottica sconti del 20% su occhiali e relative lenti, e del 10% su contattologia (clicca qui per scoprire come iscriverti a Legambiente e godere di questa ed altre convenzioni). Legambiente da tempo cerca di promuovere il consumo critico attraverso le convenzioni per i propri soci. Anche Pinottica condivide questa filosofia: tra i prodotti di punta vi sono due linee di occhiali con montature in bioplastica realizzati interamente da risorse rinnovabili. Pinottica propone, oltre ad occhiali delle migliori marche, lenti oftalmiche di altissima qualità e lenti a contatto, linee ecocompatibili, attente all’ambiente sia in fase di costruzione, sia per la loro biodegradabilità. Leggi di più

Dialogo davanti alla Cappella degli Scrovegni

Il prof. Zanardi ed un immaginario interlocutore discutono di fronte alla Cappella degli Scrovegni.

Zanardi richiama l’allarme che i quotidiani “Telegraph” e “Le Figaro” hanno lanciato sulla conservazione degli affreschi di Giotto, a seguito dei lavori iniziati in un cantiere posto a breve distanza, appena al di là del Piovego, che prevede la costruzione di una torre binata alta oltre cento metri e di un vastissimo interrato profondo 10.

Il suo interlocutore cerca di tranquillizzarlo richiamando le rassicuranti relazioni dei tecnici. Leggi di più

Un ricordo di Marcello Cini

Pochi giorni fa è scomparso Marcello Cini, un amico, un maestro dell’ambientalismo, una personalità di primo piano nel dibattito epistemologico, in cui proponeva una rivisitazione ecologica e sistemica delle discipline scientifiche. Anche per questo Legambiente è stata sempre la sua associazione di riferimento. E lui un riferimento certo per noi.

Le lezione principale che ho appreso da Marcello Cini è quella riguardante la natura meccanicista della scienza. Marcello, che già dai tempi di “Sapere” di Maccacaro si batteva contro l’idea che la scienza fosse neutrale (largamente diffusa anche a sinistra) negli anni successivi approfondì l’analisi. Criticava l’approccio dominante delle varie discipline, quello di ridurre la varietà dei processi naturali a pochi elementi e leggi fondamentali. Già con Cartesio, Galilei, Newton infatti, si erano delineate le istanze di una scienza tendente a definire i fenomeni in una prospettiva quantitativa. La visione che ne emerge – scriveva Cini – è quella di un mondo “visto come un mosaico di parti differenti, della stessa natura, reciprocamente indipendenti, ognuna analizzabile e comprensibile di per sè‚ in termini dei suoi costituenti e delle loro interazioni, a prescindere dal contesto e dall’ambiente circostante. Si tratta di un mondo solo apparentemente strutturato in livelli, perchè‚ si suppone che da ogni livello le proprietà dei singoli componenti di un sistema siano sufficienti a determinare completamente le proprietà..” (Marcello Cini, Dalla cultura del macchinismo alla cultura della complessità, in Atti del Convegno Educazione Ambientale, dal ghetto culturale alla proposta interdisciplinare, Legambiente, Comune di Scandiano, 1988, pag. 24).

Marcello, continuerà la ricerca verso il superamento di questo paradigma scientifico proponendo, con G. Bateson (di cui fu artefice della diffusione delle sue opere in Italia), un approccio sistemico alla realtà. Un approccio che mette al centro la relazione che intercorre tra le diverse parti del sistema, non più concepibili come realtà isolabili, e quella che intercorre tra il sistema nel suo complesso e l’ambiente esterno. La consapevolezza che tra le diverse parti del nostro ecosistema vi è un rapporto d’influenza reciproca comporta, quindi, il decadere della visione meccanicistica propria delle scienze moderne.

Quando nel 1980 morì Bateson, Marcello scrisse su Il manifesto un articolo titolato “E’ morto uno sconosciuto: ne sentiremo parlare”. Di Marcello Cini, che certo non era uno sconosciuto, certamente ne sentiremo parlare moltissimo.

Lucio Passi – Direzione Nazionale Legambiente

Bogotà, città per le persone e non per le automobili

Dovremmo costruire le nostre città con un fine preciso: che la gente sia felice e vi si senta bene. Ad esempio costruire una città per la gente e non per le automobili – suona molto semplice. Tuttavia la maggior parte delle amministratori, all’insorgere di difficoltà, fa compromessi che alla fine impediscono i veri cambiamenti. L’esempio di Bogotà, capitale della Colombia, è di fama mondiale e dimostra che un’amministrazione capace di portare a termine coerentemente e coraggiosamente il proprio programma può portare a cambiamenti grandissimi.

La capitale della Colombia è cresciuta assai velocemente, ed è diventata in breve tempo enorme: negli ultimi cent’anni il numero della popolazione è cresciuta da 100.000 a circa 7 milioni di persone. In tanti sono emigrati dalle campagne con la speranza di trovare lavoro o per scappare dalla violenza. La città così sovrappopolata ha generato problemi di sicurezza, povertà estrema, e figurava tra i luoghi peggiori in cui vivere in Colombia e nell’America Latina intera. Gli abitanti non avevano prospettive per il futuro, erano infelici e odiavano la loro città. Gli amministratori non avevano idea di come risolvere questi gravi problemi.

La sistemazione della mobilità cittadina è iniziata nella seconda metà degli anni ’90, ed è ricollegabile sopratutto al periodo sindacale di Enrique Peñalosa (1998-2001). Al momento di entrare in carica, Peñalosa ricevette un progetto grandioso dalla Agenzia Internazionale Cooperazione Giapponese: un sistema stradale a sette livelli, che avrebbe richiesto la spesa di 5 miliardi dollari. Tutto questo in una città dove non esisteva un trasporto pubblico sistematizzato, se non autobus che circolavano caoticamente tagliandosi la strada tra loro (con elevato numero di incidenti). Mancavano sia le fermate per gli autobus costruite in maniera adatta, che marciapiedi sicuri e integrati tra loro.

L’amministrazione della città ha infine votato contro le autostrade, per avanzare invece un proprio progetto. In breve tempo hanno costruito 1200 parchi pubblici. Fu presa ad esempio Curitiba, in Brasile, e il suo sistema di infrastrutture efficente e rapido per gli autobus (Bus Rapid Transit), il ”Trans Milenio” che regge il confronto con la metropolitana per tempi di percorrenza e costi di costruzione. E’ stata introdotta la domenica senz’auto, in cui le arterie principali della cittá vengono chiuse per oltre cento chilometri. Ogni domenica ne fanno uso 1,5 milioni di persone. Sono stati eliminati parcheggi, costruiti parchi giochi sia nei quartieri ricchi che poveri. Hanno costruito il piú lungo spazio pubblico pedonale in America Latina, usato giornalmente da 3 milioni abitanti, che è diventato un vero luogo d’incontro, uno spazio sociale.

Quest’area pedonale ha avuto un ruolo molto importante nella riduzione della criminalità: essa attraversa la zona più pericolosa di Bogotà, che dopo questo riordinamento è cambiata radicalmente. La zona si è riempita di vita, la gente è scesa in strada e ha stretto relazioni sociali. Ciò ha migliorato la qualità della vita, e ha fatto percepire l’amministrazione della città più vicina agli abitanti, capace di fare qualcosa di concreto per loro. La ricostruzione della strada non fu solo una risistemazione della città: si ottenne come risultato una diversa organizzazione dei luoghi di socialità urbana. La mobilità ha influenzato direttamente i processi sociali.

Qualche altro risultato ottenuto nel periodo di sei anni:

– il tempo passato imbottigliati nel traffico è diminuito di ben un’ora al giorno;

– la gente risparmia in media 200 ore del tempo di viaggio in un anno;

– la velocità media di flusso del traffico è aumentato del 43%; l’uso della macchina è diminuito del 40% nel periodo più trafficato;

– l’uso della bicicletta è cresciuto da 0,3% a 5%;

– l’inquinamento dell’aria è diminuito del 16%;

– il numero delle morti violente è diminuito del 12%

il numero degli incidenti mortali è diminuito del 13%

La ricetta di Peñalosa e semplice: la costruzione della mobilità è un riordino generale delle priorità nella vita quotidiana, nonché un ripensamento di quelle politiche. ”La difesa delle piste ciclabili non è una soluzione architettonica, ma la difesa di un diritto: a meno di ritenere che solamente chi ha la possibilità di spostarsi in automobile ha il diritto a una mobilità sicura”. Quando il sindaco ha fatto apporre i cartelli di divieto si sosta, ci sono state proteste. La sua risposta è stata semplice: il territorio è un spazio pubblico. La maggior parte della gente non ha né giardino né proprietà fuori città; le alternative dunque sono stare in appartamento a guardare la TV, o poter godere di uno spazio pubblico in città. Dipende solo da noi poter realizzare progetti simili. Il rapido e stimolante sviluppo di Bogota è un buon esempio su come sia possibile cambiare la vita di una cittá semplicemente dando la priorità non alle automobili ma alle persone.

Clicca qui per vedere il video (25 minuti, in lingua inglese)

Gyöngyver Meszaros, volontaria Servizio Volontariato Europeo – a cura della Redazione di Ecopolis