In cerca di giovani teatranti

piazza cadutiUno spettacolo teatrale per raccontare la storia del quartiere Palestro. Questo il nuovo progetto “Artisti non per caso”: fra attivazione giovanile e riqualificazione rionale in Piazza Caduti della Resistenza a cura di Legambiente Padova e COSPE Veneto, finanziato dalla Fondazione Cariparo. Un modo diverso di raccontare il passato, realizzato dai più giovani per ravvivare il quartiere e non perdere la memoria del passato.

Lo spettacolo verrà costruito con la collaborazione di Officine Arti teatro nel corso dei mesi di febbraio marzo e aprile attraverso degli appuntamenti settimanali che si svolgeranno presso la sala di quartiere di Via Dottesio. Leggi di più

PaTreVe non è la soluzione

mancini fotoAl di là dello stop amministrativo dovuto alla caduta del Governo, continua in ecopolis il dibattito su riordino delle province e area metropolitana Venezia, Padova e Treviso. Iniziato due numeri fa con l’intervento di Sergio Lironi (leggi qui), abbiamo dato parola ai veneziani critici: prima Edoardo Salzano (leggi qui), oggi Oscar Mancini, di cui trovate -qui di seguito- uno stralcio del suo lungo intervento (testo integrale vedi qui).

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Nel testo unico sull’ordinamento degli Enti Locali (L. 142/90 ndr) si stabilisce che nelle aree indicate, e tra queste Venezia, “il comune capoluogo e gli altri comuni ad esso uniti da contiguità territoriale e da rapporti di stretta integrazione in ordine all’attività economica, ai servizi essenziali, ai caratteri ambientali, alle relazioni sociali e culturali possono costituirsi in città metropolitane ad ordinamento differenziato”. Il comune capoluogo per l’appunto, non due o tre comuni capoluogo! Non sembra dunque corrispondere a questo criterio l’idea di assorbire ben tre province nella città metropolitana di Venezia. Leggi di più

Riordino delle Province: una critica

Sono sbalordito della superficialità con cui si sta affrontando il riordino delle competenze amministrative del Veneto, ivi compresa la realizzazione della cosiddetta PA-TRE-VE, l’ipotetica città metropolitana Padova-Treviso-Venezia.

Negli anni settanta, una volta istituite le regioni, ci fu un ampio dibattito su come coprire il vuoto che si era manifestato nella gestione del territorio tra le nuove istituzioni e i comuni, in relazione a tutte le decisioni che travalicavano la dimensione territoriale comunale: dall’organizzazione dei grandi servizi collettivi (salute, formazione ecc.) dalla politica dell’abitazione, ai trasporti,  alle attività produttive, alla gestione e tutela acque, ai rifiuti ecc.). Leggi di più

Padova e la città metropolitana

Il decreto governativo con cui vengono istituite le città metropolitane e ridisegnati i confini delle province italiane (con un taglio di 36 delle 86 attuali) appare essenzialmente motivato, più che da un coerente progetto di razionale riordino dell’architettura istituzionale dello stato e delle regioni, da ragioni economiche ovvero dalla volontà di ridurre uno dei capitoli della spesa pubblica.

Non sappiamo se il provvedimento governativo otterrà i risultati sperati sul piano economico. Certo è che molte delle scelte operate appaiono più il frutto dell’improvvisazione che di un meditato ridisegno delle funzioni e delle competenze degli enti locali, a fronte delle nuove problematiche e dei profondi cambiamenti intervenuti nella società e nell’organizzazione del territorio. Leggi di più

Porto e logistica. Genova-Venezia 4 a 0

Nel giugno scorso titolavo un mio pezzo, mandato ai giornali e non pubblicato : Genova-Venezia 4 – 0. La netta vittoria a tavolino del sistema logistico ligure su quello veneto, dopo che sono cominciati i lavori per la costruzione del Terzo Valico degli Appennini.

E’ parte fondamentale del completamento della linea ferroviaria Rotterdam-Genova, che in Svizzera può già diramarsi lungo le direttrici offerte da due grandi tunnel: il Gottardo verso la valle del Reno fino in Olanda e il Loetschberg verso Parigi e Londra (e così la TAV in Val Susa diventa puro spreco di denaro pubblico, come del resto ha sancito in ottobre la Corte dei Conti francese). Leggi di più

Ferrovie venete: servono investimenti, non propaganda

Il governatore Luca Zaia ha promesso la gestione veneta delle ferrovie regionali, affermando che il Veneto possiede risorse e progetti. Critico anche nei confronti degli enormi investimenti ferroviari al Sud Italia, in particolare il nuovo collegamento Napoli – Bari. In Veneto già opera la Sistemi Territoriali, controllata dalla Regione Veneto, e si vuole arrivare, entro pochi mesi, alla costituzione di una società regionale mista con la partecipazione di Sistemi Territoriali e Trenitalia come socio di minoranza per la gestione del traffico ferroviario veneto, sul modello di altre grandi regioni del Nord Italia. Leggi di più

Come si cresce in scuole vecchie e pericolose?

Un’edilizia scolastica vecchia, ferma agli storici problemi legati alla sicurezza, troppe le emergenze irrisolte, poche le eccellenze e i passi avanti. La messa a norma delle scuole resta il tallone d’Achille: quasi la metà degli edifici scolastici non possiede le certificazioni di agibilità, più del 65% non ha il certificato di prevenzione incendi e il 36% degli edifici ha bisogno d’interventi di manutenzione urgenti. 

È la fotografia scattata da Ecosistema Scuola 2012 –  XIII edizione,  rapporto di Legambiente sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia. Indagine che nasce con l’obiettivo di restituire il quadro di quanto gli enti locali competenti, e cioè i Comuni (responsabili per scuole materne, elementari e medie) e le Province (competenti per le Superiori) investano in politiche che intrecciano sostenibilità e sicurezza. Leggi di più

A Mario Monti una lettera sull’Idrovia

Una lettera è stata mandata nei giorni scorsi dall’Associazione “Salvaguardia Idraulica del territorio padovano e veneziano” al Presidente del Consiglio prof. M. Monti. Volevamo ricordargli che l’idrovia incompiuta tra Padova e l’Adriatico è inserita nella lista di canali fluviali, definita da un Trattato Internazionale sui corsi d’acqua interni, siglato a Ginevra nel giugno 1999.
Un importante studio legale, che opera in prevalenza all’estero, ha compilato il testo che è stato mandato per conoscenza anche ad altri Ministri, come pure ad alte Autorità del’Unione Europea. Leggi di più

A Padova il “Parking Day”

Legambiente e Amissi del Piovego oggi hanno organizzato il primo “Parking Day” padovano per rilanciare la campagna Salviamo il Paesaggio dalla cementificazione e per chiedere al Comune di Padova precisi impegni.

 Parking Day nasce nel 2005, quando uno  studio dell’arte e design a San Francisco ha convertito temporaneamente un stallo per il posteggio in parco pubblico nel centro della megalopoli. Da allora Parking Day è diventato un movimento globale in cui associazioni e cittadini creano o propongono nuove forme di utilizzo del territorio (urbano ed extraurbano) per finalità ambientali e sociali. Il territorio come bene comune, dunque.

A Padova oggi Legambiente e Amissi del Piovego hanno trasformato alcuni parcheggi in via Matteotti in  un parco lillipuziano: una provocazione per dire che anche nella nostra città si cementifica troppo a scapito di verde e territorio e chiedere un riduzione dell’edificazione prevista nei prossimi anni

Negli ultimi 30 anni un quinto d’Italia è stata cementificata: 6 milioni di ettari. Ci sono 10 milioni di case vuote, eppure si continua a costruire. In particolare, oltre al paesaggio si stanno perdendo per sempre i suoli fertili. Una sistematica distruzione di risorse che vede la Regione Veneto in prima fila, seconda solo alla Lombardia.

Per fermare lo scempio si è costituito il Forum Nazionale “Salviamo il Paesaggio di cui fanno parte 400 organizzazioni, tra cui Legambiente e Amissi del Piovego, operante anche  Padova.

“Ai tutti i Sindaci italiani  – spiega Sergio Lironi Presidente Onorario di Legambiente  Padova – dal Forum è arrivata la richiesta di censire le abitazioni e i fabbricati industriali vuoti, sfitti o non utilizzati, e i terreni ancora liberi, ma destinati all’edificazione. Il Comune di Padova ci ha risposto con dati vecchi più di 10 anni, ma comunque già sappiamo che in città ci sono migliaia di case vuote, oltre settemila sono in vendita.

Stiamo sostenendo il censimento con una raccolta di firme tra i cittadini che ha già raccolto 1500 firme. Alla quale ne abbiniamo un’altra per creare un Parco agricolo e paesaggistico esteso a tutto il territorio compreso tra la Brenta e il Bacchiglione, una grande “cintura verde” interessante tutti i Comuni della Comunità metropolitana padovana.

Chiediamo al Comune di Padova di fornirci i dati aggiornati del consumo di suolo (abitazioni e i fabbricati industriali vuoti, sfitti o non utilizzati, e i terreni ancora liberi, ma destinati all’edificazione) e di valutare seriamente una moratoria nell’edificazione, seguendo l’esempio dei comuni più virtuosi, quali quelli di Udine e di Desio, che hanno tagliato un milione di metri cubi dai loro piani regolatori. Il PAT (il nuovo piano regolatore) di Padova,  infatti, è assolutamente sovradimensionato aggiungendo alla volumetria ancora edificabile del vecchio Piano Regolatore, di 2.607.892 metri cubi altri 2.084.232 mc. per un volume edificabile totale di 4.692.124 metri cubi. Una spaventosa colata di cemento. A chi possa servire questa nuova volumetria – conclude Lironi – non si capisce, visto che la popolazione in città sta diminuendo e che ci sono già più di 7000 case che non riescono ad essere vendute.

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A cura della redazione di Ecopolis

Quei 320 milioni che i Comuni dimenticano di usare

Scadenza rinviata: i distributori gas avevano tempo fino al 15 ottobre per fare domanda all’Autorità per l’energia in modo da poter ricaricare in bolletta i soldi da dare ai Comuni per alleviare i costi dell’energia delle fasce più deboli. Invece la deadline è stata spostata al 19 novembre. I Comuni che non lo avessero fatto, dunque, hanno un po’ di tempo in più per chiedere i fondi ai concessionari senza che questi ci rimettano di tasca propria e dunque tentino di opporsi all’erogazione. […] E non sono spiccioli: fino a 323 milioni di euro all’anno in totale. Per esempio Torino potrebbe avere 6 milioni l’anno, Napoli 4 milioni, Venezia oltre 2 milioni.

[…] “Si tratta di un’opportunità da cogliere al volo perché, se non si richiedessero ora, questi soldi andrebbero a far parte della quota dal 2008 non redistribuita e non richiesta, per recuperare la quale si dovrebbe affrontare una causa civile. In sintesi: o ora, o tra dieci anni dopo una causa, se la si vince”, commenta a Qualenergia.it Davide Sabbadin, responsabile energia di Legambiente Veneto, che si sta mobilitando per far conoscere ai Comuni questa possibilità spesso ignorata.

Come sappiamo, nel lento processo di liberalizzazione del gas i 177 ambiti (i distretti delle reti del metano) italiani dovrebbero assegnare le concessioni ai distributori tramite gare che, se fatte bene, renderebbero il rapporto più vantaggioso per i Comuni. Tuttavia il processo è lento: si mettono a gara 25 ambiti ogni 6 mesi e, al momento, su 6.500 Comuni metanizzati, in Italia solo 600 hanno concluso la gara. La normativa in questione che deriva dall’art. 46 bis L. 222/07, come successivamente modificato, prevede che le municipalità interessate dalle nuove gare possano incrementare, da subito e fino alla conclusione delle gare d’ambito, il canone delle concessioni di distribuzione fino al 10% del vincolo sui ricavi di distribuzione, la parte della bolletta che va a remunerare il gestore. I soldi così raccolti, dice la legge, dovranno essere destinati “prioritariamente all’attivazione di meccanismi di tutela relativi ai costi dei consumi di gas da parte delle fasce deboli di utenti”. La delibera Aeeg 159/08, all’art. 59, ha poi stabilito che i distributori possano rifarsi ricaricando sugli utenti finali: un rincaro che è proporzionale ai consumi e che in media si aggira su 1 euro al mese per utente.

Ovviamente, a differenza che per la somma dovuta per il 2012, per gli arretrati degli anni scorsi le società di distribuzione non potrebbero rifarsi sugli utenti, bensì avrebbero perdite secche: per questo i Comuni che volessero recuperare il gruzzolo che spetterebbe per gli anni passati loro dal 2008 al 2011 – cosa che nessuno ha mai fatto finora – dovrebbero prepararsi a battaglie legali.

Più semplice ottenere i soldi del 2012: basta una delibera. […] I Comuni possono rivolgersi a Legambiente (energia@legambienteveneto.it) o al ConsorzioRetiGahttp://www.retigas.it/, un consorzio privato (ma indipendente dalle società distributrici di gas) patrocinato da ANCItel.

[…] I Comuni farebbero bene ad approfittare dell’aiuto offerto e recuperare questi soldi, tanto più in questo momento in cui le Amministrazioni pubbliche hanno poche risorse da investire nell’efficienza energetica e nella tutela dei meno abbienti, due settori strategici per combattere la crisi.

L’articolo completo (con il rimando alle puntate precedenti) si trova qui: http://www.qualenergia.it/articoli/20121022-fondi-gas-ai-comuni-poveri-ed-efficienza-scadenza-rinviata.

Sintesi a cura di Annalisa Scarpa – Redazione di Ecopolis