ANCORA TANTO AMIANTO IN VENETO

Il rogo a Taglio Di Po e la presenza di eternit riportano al centro un problema irrisolto

 

 

Legambiente Veneto esprime vicinanza alla comunità coinvolta e ringrazia Vigili del Fuoco, ARPAV, ULSS e le altre autorità competenti impegnate nelle operazioni di spegnimento, messa in sicurezza e monitoraggio. La presenza di eternit e le misure precauzionali adottate, compresa la chiusura delle scuole, impongono prudenza: saranno le analisi degli enti competenti a valutare le conseguenze ambientali del rogo, evitando nel frattempo conclusioni premature.

Pur senza sovrapporre all’emergenza polemiche fuori luogo, per Legambiente quanto accaduto richiama una questione più generale sulla quale l’associazione interviene da anni e che non può essere ignorata: la presenza ancora diffusa dellamianto in Veneto e la necessità di accelerarne la rimozione e la messa in sicurezza.

Questo significa procedere verso un Veneto progressivamente libero dall’amianto, attraverso censimento, bonifica e rimozione dei manufatti, sostenendo famiglie, imprese ed enti locali. Un percorso che deve prevedere necessariamente anche una destinazione finale sicura del materiale rimosso: per questo Legambiente sostiene da tempo la necessità del Veneto di disporre di almeno un sito regionale dedicato, individuato in un’area idonea secondo rigorosi criteri ambientali e sanitari, a tutela delle falde e delle risorse idriche e sottoposto ad adeguati controlli e monitoraggi.

È una discussione difficile e comprendiamo pienamente le preoccupazioni dei territori quando si parla di impianti destinati a ricevere amianto” dichiara Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto. Proprio per questo servono trasparenza, dati, confronto pubblico e criteri scientifici rigorosi. Quanto sta accadendo a Taglio di Po richiama lattenzione sulla presenza di amianto ancora diffusa nel nostro territorio e sulla necessità di accelerarne la rimozione. Ma se vogliamo toglierlo dai nostri tetti e ridurre i rischi, dobbiamo anche decidere come gestire in sicurezza quello che rimuoviamo”.

È su questo punto che Legambiente Veneto invita alla cautela anche rispetto alle ipotesi di modifica del Piano regionale di gestione dei rifiuti e guarda con preoccupazione ai tentativi, da parte di alcuni Consiglieri regionali, di intervenire sui punti cruciali del Piano regionale di gestione dei rifiuti che consentono di arrivare finalmente all’individuazione di siti idonei per questi materiali.

I criteri di localizzazione sono indispensabili per escludere le aree incompatibili sotto il profilo ambientale e territoriale; al tempo stesso occorre evitare che lintroduzione di nuovi vincoli renda impossibile individuare siti idonei, rinviando ancora una volta la soluzione del problema. Per Legambiente continuare a trasferire fuori regione o all’estero i rifiuti contenenti amianto non è una risposta strutturale: aumenta costi e trasporti e rischia di ostacolare la necessaria e corretta rimozione della cosiddetta “fibra killer” dal territorio veneto, evitandone lo smaltimento illecito, come rilevato ancora troppo frequentemente dalle Forze dell’Ordine.

Non chiediamo scorciatoie né minori le tutele conclude Lazzaro Chiediamo esattamente il contrario: individuare soluzioni sicure e rigorose per smaltire lamianto che dobbiamo rimuovere dal nostro territorio garantendo i più elevati standard di sicurezza. Oggi la priorità a Taglio di Po è la tutela delle persone e di chi sta affrontando lincendio; domani dovremo interrogarci con responsabilità su come accelerare la rimozione dellamianto ancora presente in Veneto e su come garantire uno smaltimento sicuro. Non è una questione che riguarda un singolo territorio: liberare il Veneto dallamianto è una responsabilità che riguarda lintera comunità regionale”.

Per questo l’associazione chiede, una volta superata l’emergenza di Taglio di Po, che la questione dell’amianto torni al centro di una discussione regionale seria, fondata sui dati e lontana tanto dagli allarmismi quanto dalle semplificazioni. Legambiente Veneto sottolinea in questo senso la necessità di non arretrare rispetto agli obiettivi del Piano regionale dei rifiuti, di accelerare il percorso verso l’autosufficienza nella gestione dei rifiuti contenenti amianto e, parallelamente, di rafforzare gli strumenti e gli incentivi destinati alla mappatura, alla bonifica e alla rimozione dell’eternit ancora presente sul territorio.

Legambiente Veneto