NO, GRAZIE ALLE NUOVE NORME EUROPEE SUI FERTILIZZANTI

Le nuove regole consentirebbero agli Stati membri di spargere fertilizzanti a base di letame superando fino al 50% il limite stabilito dall’attuale Direttiva Nitrati

 

Questa settimana, l’EEB ((European Environmental Bureau) ha presentato un reclamo al Mediatore europeo – l’organo di controllo dell’UE – contestando alla Commissione europea la mancata osservanza di garanzie fondamentali durante l’elaborazione di nuove norme sui fertilizzanti a base di letame (rifiuti zootecnici).

Una situazione che puzza – Più di quanto si possa pensare. Le nuove regole consentirebbero agli Stati membri di spargere fertilizzanti a base di letame superando fino al 50% il limite stabilito dall’attuale Direttiva Nitrati. Tuttavia, tali limiti esistono per una buona ragione: un eccesso di nitrati è pericoloso. L’uso eccessivo di letame provoca il dilavamento dei nutrienti, inquinando i corsi d’acqua, causando un accumulo tossico di nutrienti nel suolo e danneggiando le colture.

In altre parole – La sovra-fertilizzazione dei terreni porta alla creazione di “zone morte” acquatiche, rende l’acqua del rubinetto non potabile e rende pericolosa la balneazione. Oltre il 30% delle acque superficiali dell’UE e più dell’80% delle acque marine presentano già squilibri e problemi di salute ambientale, mentre il 14% delle acque sotterranee supera i limiti di potabilità. Si tratta di un problema che riguarda tutta l’Europa: dalla Francia, Spagna e Irlanda fino ai Paesi Bassi, alla Germania e all’area del Mar Baltico.

Chi, dotato di buon senso, sosterrebbe una misura del genere? Già, appunto. La Commissione ha basato la proposta RENURE su un unico studio limitato, senza un’adeguata valutazione d’impatto, senza prove fornite dal proprio organismo scientifico e senza consultare i cittadini dell’UE.

Il contesto generale – Questo caso non è un episodio isolato, ma rientra in una tendenza preoccupante. L’agenda di deregolamentazione, in senso più ampio, vede sempre più spesso una produzione normativa orientata agli interessi industriali che scavalca le procedure corrette, dando la priorità ai grandi gruppi economici. Persino la Vicepresidente esecutiva della Commissione, Teresa Ribera, ha recentemente avvertito che la deregolamentazione sta diventando un “terribile spettacolo politico” capace di segnare la fine dell’UE così come la conosciamo.

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Redazione Ecopolis