LA LEGALITÀ NON È UN DATO DI FATTO

Benzina spacciata per solvente chimico, controlli dei Nas, incidenti sul lavoro, sequestro di droga

 

 

Di seguito il Rapporto sulla Legalità della CGIL Veneto di aprile, sezione ambiente, con “un occhio di riguardo” su Padova:

Ispezioni dei NAS di Padova su piscine e parchi. I Nas dei Carabinieri di Padova hanno presentato i risultati della campagna “estate tranquilla” avviata dal 1 maggio al 5 agosto 2026. Il bilancio: 14 persone denunciate per abusivismo professionale, truffa al SSN, ricette false e frodi alimentari; elevate 48 sanzioni amministrative per 96mila euro; sospesi 11 locali e 9 centri estetici oltre a 10 camere d’albergo termale per legionella; sigilli a strutture e macchinari per un valore di 2,1 ML di euro; sanzioni a parchi acquatici, piscine, farmacie per varie irregolarità igieniche e gestionali.

Ispezioni dei NAS di Padova su piscine e parchi. I Nas dei Carabinieri di Padova hanno presentato i risultati della campagna “estate tranquilla” avviata dal 1 maggio al 5 agosto 2026. Il bilancio: 14 persone denunciate per abusivismo professionale, truffa al SSN, ricette false e frodi alimentari; elevate 48 sanzioni amministrative per 96mila euro; sospesi 11 locali e 9 centri estetici oltre a 10 camere d’albergo termale per legionella; sigilli a strutture e macchinari per un valore di 2,1 ML di euro; sanzioni a parchi acquatici, piscine, farmacie per varie irregolarità igieniche e gestionali.

Due chili di Ketamina spediti da corriere a Padova, arrestati 2 giovani. Due chili di ketamina erano nascosti in una scatola di cornflakes, spedita dalla Germania insieme ad altri prodotti dolciari come normale consegna commerciale. Il pacco è stato intercettato dalla Guardia di Finanza durante un controllo antidroga. La Procura della Repubblica di Padova ha gestito l’operazione aspettando il ritiro del pacco da una società di spedizione. I due giovani padovani, presentatesi per il ritiro del pacco, dopo una colluttazione e un tentativo di fuga sono stati arrestati. Nel pacco c’erano 4 buste da mezzo chilo ciascuna di ketamina, sufficienti per produrre 4.300 dosi (100mila euro il valore commerciale). La successiva perquisizione domiciliare ha fatto trovare altra droga e 2 bilancini di precisione per confezionare le dosi. Dopo l’udienza di convalida gli arresti sono stati confermati (per uno già con precedenti specifici per traffico di droga in carcere al Due Palazzi di Padova).

Benzina spacciata per solvente chimico a Padova, bloccato carico di contrabbando. La Guardia di Finanza di Padova, con il supporto della Polstrada di Padova e Venezia, ha bloccato il 4 agosto 2026 un autoarticolato partito dalla Polonia (guidato da un’autista ungherese) e diretto in Grecia, secondo i documenti di viaggio. Nei documenti, all’apparenza in regola, la cisterna trasportava solvente chimico, ma le caratteristiche del viaggio hanno insospettito le Fiamme Gialle che hanno deciso di far fare al laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Venezia un controllo mirato. Si è appurato quindi che la cisterna trasportava 33mila litri di benzina pronti per il mercato, evadendo le imposte e accise. Il sequestro della benzina è stato convalidato dalla Procura di Padova e dal GIP del Tribunale di Padova. Per il conducente c’è ora l’accusa di contrabbando di prodotti petroliferi (rischio di 5 anni di reclusione) e una multa tra 31mila e 156mila euro. Evase accise per oltre 15mila euro.

Muore nel cantiere edile a Padova, 6 indagati. Il 4 agosto alle ore 13, nel pieno dell’emergenza calore, il giovane lavoratore edile Nicu Terletchi, giunto il giorno prima dalla Moldavia e presumibilmente senza contratto, ha accusato un malore mentre lavorava con temperature estremamente elevate. Il datore di lavoro e i dipendenti (tutti cittadini rumeni) pare abbiano aspettato ben 4 ore prima di prestargli i soccorsi. Le indagini sono state affidate ai Carabinieri e ai tecnici dello SPISAL di Padova che hanno ricostruito i vari passaggi avvenuti prima di chiamare (troppo tardi) i sanitari del SUEM 118. La PM Claudia Brunino della Procura di Padova ha aperto un’inchiesta per omissione di soccorso e omicidio colposo con iscritti 6 indagati, e disposto l’autopsia sul corpo della giovane vittima, affidata al medico legale Antonello Cirnelli. Dopo aver accusato il malore la vittima è stata portata a casa (pochi chilometri dalla città), su indicazioni del titolare della ditta edile (Viorel Roman), e affidata a dei parenti del titolare della ditta (moglie, zia e figlia della zia). Tutti i lavoratori della ditta erano ospitati nell’abitazione del titolare. I tentativi casalinghi di rianimarlo si sono rivelati vani e quindi si è deciso per il trasporto all’ospedale a Padova. Dalle ricostruzioni pare che dopo pochi chilometri le 2 donne incaricate del trasporto si siano fermate in preda al panico in un parcheggio di supermercato a Saonara chiamando i sanitari del SUEM 118 perché la vittima non dava già più segni di vita. I sanitari del SUEM 118 giunti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare la morte del lavoratore edile. La relazione dei Carabinieri alla Procura, raccolta con testimonianze, mette bene in risalto le troppe anomalie di tutta questa inaccettabile vicenda. Il fascicolo d’indagine della Procura potrebbe riservare presto nuove sorprese e altri indagati. Avviati subito gli interrogatori degli indagati per fissare le deposizioni sulle numerose zone d’ombra. Disposta l’autopsia sul corpo della vittima. La Procura ha chiesto agli inquirenti una relazione sulle condizioni di lavoro nel cantiere e sull’orario dell’attività difforme dalle disposizioni dell’ordinanza regionale (blocco attività all’aperto dalle ore 12.30 alle ore 16). Sono stati sequestrati sia la Land Rover usata per il trasporto sia lo zaino della vittima. Gli indagati si difendono nell’interrogatorio di garanzia del 8 agosto 2026 sostenendo che “Nicu aveva bevuto”. Per gli inquirenti aver trovato 2 bottigliette vuote di vodka da 200 ml nello zainetto dell’operaio è decisamente “una messinscena”. Disposto il sequestro di tutti i cellulari e delle foto di videosorveglianza, viste le molte contraddizioni nelle deposizioni degli indagati. Dall’esito dell’autopsia svolta dal medico legale Antonello Cinielli il 7 agosto la vittima risulta che non avesse bevuto, smentendo così gli indagati. Ora tutti gli esami tossicologici sono nelle mani della dott.sa Donata Favretto di UNIPD per la relazione definitiva. La giovane moglie dalla Moldavia dichiara che il marito “non aveva i soldi per l’acqua figuriamoci per il vino”. La Procura di Padova ha disposto l’esame del DNA sulle 2 bottiglie nello zaino.

La Fillea CGIL di Padova ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Non è un tragico incidente. È un crimine sociale che sgomenta, indigna e richiede giustizia immediata», «se fosse confermato il quadro emerso dalle indagini, ancora una volta il profitto e l’illegalità dimostrerebbero di contare più della vita umana, con il sistema dei cantieri che mostra la sua faccia più feroce». La Fillea chiede un piano straordinario di ispezioni, l’applicazione rigorosa delle ordinanze anti caldo, una legge nazionale sul lavoro nelle ondate di calore e maggiore trasparenza negli appalti”.

Strage di Bologna, l’ergastolano Paolo Bellini, autore della strage, dal carcere di Padova attacca i giudici e l’ex moglie. Paolo Bellini, condannato in via definitiva a luglio 2025 (vedi news 2.1. rapporto legalità luglio 2025) come uno degli esecutori della strage di Bologna del 2 agosto 1980 (insieme a Francesca Mambro, Giusva Fioravanti, Luigi Ciavardini, Gilberto Cavallini), attualmente detenuto in carcere Due Palazzi di Padova, ha realizza 3 filmati di 10, 15 e 22 minuti dove mostra foto e propone ipotesi cercando di screditare le prove emerse durante le udienze, prendendosela con i magistrati e con l’ex moglie Maurizia Bonini, testimone chiave del processo, che aveva dichiarato che l’ex marito era a Rimini il 2 agosto alle 12.30 e non prima. I filmati, realizzati a luglio 2026, sono finiti ora on line. Il timore è che, oltre alla gravità delle dichiarazioni, Bellini potrebbe aver veicolato all’esterno messaggi in codice e intimidazioni. Bellini, noto killer di Cosa Nostra e appartenente al terrorismo nero, già in passato si era reso più volte protagonista di gravissime minacce e condotte intimidatorie nei confronti dei magistrati, dei testimoni e delle figure coinvolte nei processi a suo carico. Bellini fu arrestato per queste ragioni a giugno 2023 e trasferito immediatamente nel carcere di massima sicurezza di Spoleto, poi a Cagliari e solo di recente a Padova. In attesa della risposta del ministro della Giustizia alle interrogazioni parlamentari sull’accaduto, forte è la presa di posizione dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto che dichiara: “siamo stupiti e preoccupati da come Paolo Bellini abbia potuto trovare spazio per dichiarazioni apparentemente farneticanti, ma con riferimenti precisi al processo e potenziali messaggi”.

Tratto dal Rapporto mensile sulla legalità in Veneto redatto da Ilario Simonaggio, responsabile Osservatorio Legalità CGIL Veneto. Per chi volesse leggere la versione completa, il Rapporto sulla legalità è pubblicato sul portale della CGIL Veneto, nell’Osservatorio sulla Legalità del Consiglio Regionale Veneto nonché sul sito dei quotidiani NEM nello spazio riservato agli abbonati. Fonte del Rapporto sono i media locali e le ordinanze di custodia nei casi di associazioni criminali.

Redazione Ecopolis