IN BICI A PADOVA? SÌ, MA SERVE PIÙ SICUREZZA

La restituzione dei risultati del sondaggio evidenzia luci e ombre in quella che è la percezione della sicurezza sulla ciclabilità padovana

Il 4 settembre abbiamo lanciato sui nostri canali ufficiali il questionario In bici a Padova: facciamo il punto che, in un mese di raccolta dati, è stato compilato da oltre 300 cittadini e cittadine della città.

L’obiettivo del questionario è quello di delineare una visione condivisa dalla comunità riguardo i punti di forza e le criticità delle infrastrutture e servizi dedicati alla mobilità ciclabile cittadina e si colloca nell’ambito del nostro impegno a favore della mobilità sostenibile e dell’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano

Guardando nel dettaglio i risultati del questionario, iniziamo considerando che il 63,5% dei partecipanti utilizza la bicicletta quotidianamente per i suoi spostamenti, il 20% la usa 2-3 volte a settimana, mentre tra il 5 e il 6% la utilizza più sporadicamente, circa 1 volta a settimana o 2-3 volte al mese. Per gli spostamenti, l’80% degli utenti conosce ma non utilizza i servizi di bike sharing: solo una piccola percentuale ne usufruisce con regolarità (1.3%), mentre è più comune (15.2%) che le persone vi si affidino occasionalmente.

Alla domanda Qual è il principale punto di forza della ciclabilità a Padova, secondo te?, circa la metà dei partecipanti (48.9%) ha individuato l’estensione della rete di piste ciclabili come fattore positivo, seguito dai collegamenti con il centro città (28.3%). La sicurezza dei percorsi e la disponibilità di parcheggi per bici sono considerati punti di forza solamente dal 3% dei cittadini e il 7,6% sostiene che nessuno dei punti precedenti sia un elemento di forza e alcuni (4.1%) fanno notare come le caratteristiche stesse della città di Padova, quali le dimensioni ridotte e la morfologia pianeggiante, siano ciò che di base incentiva l’utilizzo della bicicletta.

Abbiamo quindi chiesto di indicare le principali criticità delle infrastrutture ciclabili e la problematica più importante risulta essere legata alla discontinuità delle piste ciclabili (42.4%), seguita dal conflitto con auto e pedoni (27.5%), dalla scarsa manutenzione del manto stradale (15.2%), e, in ultimo, dal tasso di furti e dalla mancanza di parcheggi sicuri (5.4%). Tra le opzioni presenti nel questionario, la mancanza di illuminazione non è stata individuata direttamente da nessun partecipante come criticità, ad eccezione del 3.8% che le considera tutte e cinque di eguale problematicità. Da notare anche lo spunto di un/a partecipante che mette in luce la mancanza di ombra nei tratti ciclabili.

Alla luce di queste prime informazioni, aggiungiamo che solo il 5.1% dei partecipanti si sente molto sicuro/a a spostarsi in bicicletta, mentre circa il 60% si sente abbastanza sicuro/a e il 32% poco sicuro/a. Le zone individuate come meno sicure sono: Stanga/Fiera (31.4%), Centro storico e Arcella (27.6%), zona industriale (26%), Chiesanuova (20%), mentre in percentuale minore Guizza e Sacra Famiglia (11%) e la zona Forcellini/Terranegra (8.9%).

Nelle zone più esposte a rischi, la principale causa di insicurezza (63.5%) dipende dallo stato delle piste ciclabili, discontinue, strette o assenti. Di importanza simile sono poi le questioni legate al traffico veloce o al comportamento scorretto degli automobilisti (52.7%), al manto stradale dissestato (46%), al conflitto con pedoni o altri mezzi quali monopattini e altre bici (41%), gli incroci e le rotatorie pericolose (33%). Mentre rimane ancora marginale (7%) la questione della scarsa illuminazione.

Spostando lo sguardo verso futuri possibili scenari, abbiamo chiesto di selezionare quali fattori potrebbero costituire un incentivo per aumentare l’utilizzo della bici come mezzo di trasporto quotidiano. In primis, vengono indicate più piste ciclabili protette e continue (85.7%), poi più parcheggi sicuri per bici (36%), maggiore sicurezza in termini di illuminazione e controllo (25%), maggiore integrazione con i mezzi pubblici (20%) e in ultimo incentivi economici (13%).

Sempre con un occhio al futuro, è stato domandato ai partecipanti se e come sarebbero disposti/e a contribuire per portare dei miglioramenti alla ciclabilità cittadina. La maggior parte (78%) sarebbe interessata a fare segnalazioni tramite app o apposite piattaforme. Circa un terzo (tra il 20% e il 30%) contribuirebbe diffondendo informazioni tra conoscenti, partecipando a incontri e tavoli di lavoro, o ancora unendosi a iniziative e pedalate per la città. Il restante 5.7% non sarebbe interessato ad essere coinvolto.

Oltre al contributo di cittadini e cittadine, nel questionario è stato domandato anche se e quanto sia importante un intervento del Comune e per l’83% sarebbe molto importante.

Il presidente di Legambiente Padova, Francesco Tosato, commenta così: “Sappiamo bene come la ciclabilità padovana sia molto diffusa, ce lo dimostrano anche i risultati degli ultimi anni dell’iniziativa Giretto d’Italia, e non solo tra la numerosa popolazione universitaria ma anche tra chi sceglie di andare a lavoro con questo mezzo. D’altronde, per gli spostamenti urbani di pochi chilometri, la bicicletta è di gran lunga l’opzione migliore perché consente di abbattere i tempi di spostamento, garantendo al contempo grande flessibilità di movimento, così come è noto che Il chilometraggio di piste e corsie ciclabili in città è ragguardevole, quella che però non è sempre all’altezza è la qualità: ancora troppe ciclabili presentano problematici punti di contrasto con pedoni o automobili e  anche gli  interventi che rientrano nell’ambito del progetto di Bicipolitana non sempre hanno risolto questa problematica, in quanto sono spesso tratti ciclabili in sede promiscua. Per una ciclabilità efficiente e interconnessa, serve migliorare la sicurezza e la fluidità del percorso e lavorare su di una migliore comunicazione delle rete esistente”.

Alice Ravanelli