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fioritura colzaAncora un mese fa, camminando lungo via Bordignon, la strada che da via Filiasi raggiunge via Boccaccio, a Terranegra, e che taglia gli ampi spazi ancora liberi che costituiscono il relitto di uno dei cunei verdi della città stellare progettata del grande urbanista Piccinato, si potevano ammirare, grandi distese gialle di coltivazioni di colza.Un paesaggio piacevolissimo, un esempio di quella campagna in città che vorremmo che fosse conservata e sottratta all’urbanizzazione, integrandola in quel progetto di parco Agro Paesaggistico di cui da tempo stiamo discutendo con i comuni dell’area metropolitana, con la Provincia e con la stessa Regione.

Vane speranze! La sciagurata programmazione urbanistica, che ha interessato la nostra città, ha destinato a zona di perequazione integrata questi ampi spazi, che sono un polmone di verde e, a tutt’oggi, baluardo contro la saldatura dei vari nuclei residenziali che, a macchia d’olio, hanno interessato le ex aree agricole dei rioni Forcellini e Terranegra. Le giustificazioni per queste scelte le conosciamo: dato che queste aree sono state in gran parte destinate a verde pubblico ed il comune non ha i soldi per gli espropri, si concede con la perequazione che si costruisca sul 30% della superficie complessiva e si ottiene, gratuitamente, il rimanente 60% per i servizi pubblici.

Si poteva fare di meglio? Secondo noi sì: si poteva limitare il sistema perequativo alla stretta superficie necessaria per soddisfare gli standard previsti dalla legge e restituire tutto il resto alla destinazione agricola. Se poi tale superficie fosse stata organizzata in un parco agricolo in grado di consentire una compatibile permeabilità da parte della popolazione, si sarebbero ottenuti tre risultati: offrire opportunità imprenditoriali per giovani agricoltori, salvare il paesaggio e favorire l’uso pubblico degli spazi agricoli, con la creazione, ad esempio, di mercati di prossimità in cui si incontrasse l’offerta dei produttori agricoli e la domanda dei cittadini consumatori. Tant’è. Le cose sono andate come sappiamo ed ora ci troviamo di fronte alla domanda di perimetrazione dell’area d’intervento relativa alla zona di perequazione integrata di Terranegra, primo passo per la successiva presentazione del piano attuativo e della successiva edificazione.

Dal planivolumetrico, presentato con la domanda di perimetrazione, si rilevano questi dati:

  • Superficie territoriale di zona (Sz), al netto delle superfici a parcheggio pubblico di P.R.G. e per le sedi stradali: 164.609 mq (più di 16 ettari);
  • Superficie edificabile (Se): 49.383 mq ;
  • Superficie da cedere per servizi (Ss): 115.226 mq, di cui 112.355 mq a verde pubblico, 1.252 mq a strade, 1.619 mq a parcheggi di lottizzazione e 11.522 per eventuale edilizia residenziale pubblica (ERP);
  • Volume edificabile (escluso quello dell’ERP): 41.152 mc, di cui 32.409 mc nel primo stralcio esecutivo e 8.743 nel secondo stralcio;
  • Volume esistente, che va aggiunto ai precedenti: 1.450 mc.

Con riferimento alla Sz sopra indicata, va precisato che, all’ambito di intervento unitario, previsto dal PRG, è stata aggiunta, in quanto ammesso dalle norme urbanistiche, un’area esterna corrispondente ad uno spazio verde a nord della scuola Falconetto. Tale area sarà in parte edificata ed in parte messa a disposizione dell’istituto scolastico.

Entrando nel merito del planivolumetrico allegato alla domanda presentata al comune, si deve ammettere che c’è stato uno sforzo progettuale per garantire la conservazione di corridoi ecologici di collegamento con il Parco Iris, con gli impianti sportivi del CUS e con le aree verdi a ridosso del canale di S. Gregorio. Va però rilevato che questi corridoi finiscono in corrispondenza dei confini dell’area di proprietà e non raggiungono le aree verdi a cui dovrebbero collegarsi, per cui resterà in capo al comune l’onere di provvedere in merito, intervenendo, peraltro, in ambiti privati.

Resta comunque il rammarico per la frantumazione di un ampio spazio libero, che si era conservato fino ad oggi pressoché integro, e per il fatto che, comunque, le aree che saranno cedute al comune sono frammentate dovendosi adeguare al disegno dell’insediamento residenziale. Nell’iter del Piano Urbanistico Attuativo che seguirà, cercheremo di ridurre al minimo questi inconvenienti, tenendo conto anche che l’area è parzialmente interessata dalla perimetrazione delle zone di attenzione del Piano di Assetto Idrogeologico di recente adottato.

Lorenzo Cabrelle – Legambiente Padova

2 Responses to “Assalto alle aree verdi di Terranegra”

  1. Betty scrive:

    E’ un’analisi molto ricca e ben articolata, come sono sempre quelle firmate da Cabrelle, ma un po’ sconsolata. Speravo si concludesse con una nuova petizione. Non arrendetevi, non arrendiamoci: questo Comune farà anche degli “sforzi progettuali per garantire… ecc. ecc,”, ma non ha ancora di sicuro acquisito la consapevolezza dell’urgente necessità di un’inversione di tendenza.
    Lanciate altre petizioni, rompiamo più possibile le scatole: basta cemento! Basta in assoluto! Riqualifichiamo e valorizziamo il verde, dovunque questo sussista e resista!

  2. Fabio scrive:

    Da ragazzino, come del resto molti miei coetanei nati negli anni Settanta, m’impantanavo in bicicletta nei sentieri tra i fossi e le pannocchie di quei campi, s’andava nei fossi a cercar di prendere i rospi… una volta via Dell’Angelo finiva proprio nei campi e in bici ci si inoltrava giocando a Indiana Jones!

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