Fusione AcegasAps-Hera. Acqua bene comune?

I favorevoli alla fusione Hera-Acegas sostengono che non c’è privatizzazione, perché la nuova società sarà comunque a maggioranza pubblica. Si da il caso che anche la nuova società sarà una s.p.a. quotata in borsa, e le remunerazioni agli azionisti pubblici e privati deriveranno dalla maggiore vendita del prodotto. Essendo però questo prodotto l’acqua, un Bene Comune finito, (se ne consuma di più di quello che la natura riesce a procurarci), si dovrebbe invece incentivare il risparmio e penalizzare chi ne abusa. Invece Zanonato, il PD, IDV, e SEL, hanno votato per la fusione, il PRC ha votato contro. (Ovviamente non sono da considerare le posizioni dei partiti di opposizione, artefici per primi di privatizzare tutto, e ora in posizione spudoratamente strumentale).

Con questa operazione è come dicessero ad ognuno di noi: cittadino/a, usane finché vuoi, perché i proventi economici che deriveranno dal pagamento della tua bolletta verranno usati in parte dal tuo Comune, che partecipa con sue azioni alla società Hera -Acegas, per garantirti altri servizi che altrimenti non saremo in grado di darti, visti i tagli economici del Governo e della Regione nei confronti degli Enti Locali. Gli altri andranno in tasca ai privati che posseggono queste azioni.

Ma il risultato referendario contro la privatizzazione dell’acqua aveva dimostrato che la volontà popolare per questo bene primario non considerava l’acqua un bene sul quale far guadagni, né da parte pubblica né privata. Infatti, chi ha avuto la fortuna di impegnarsi approfonditamente nella campagna referendaria ha potuto riscontrare immediatamente una diffusa avversione alla privatizzazione dell’acqua, tutt’ora presente; dovuta alla consapevolezza che l’acqua è un bene vitale per il quale si deve rispettarla e favorirne il risparmio, non specularci sopra. Quindi, una buona Amministrazione doveva subito dopo il risultato referendario mettere in atto una campagna di coinvolgimento, di dibattito con i cittadini che puntasse alla costruzione di un percorso per arrivare alla ri-pubblicizzazione dell’acqua. Istituendo ad esempio fin da subito l’assessorato ai Beni Comuni, un consigliere dell’acqua in ogni quartiere; portare a conoscenza di ciascuno le reti di distribuzione dalla fonte al rubinetto, stabilire una quota minima per tutti e penalizzare gli sprechi, ribassare gli stipendi dei manager, ecc. Allora non è stato fatto.

In questi giorni apprendiamo che l’assessore all’Ambiente Alessandro Zan ha pubblicamente preso posizione perché l’acqua, Bene Comune, torni totalmente pubblica. Chiedendo l’immediata istituzione di un’apposita commissione – così come sottoscritto per accettazione dal sindaco Zanonato – con il compito di pianificare lo scorporo dell’acqua, dalla fusione Acegas-Hera. Dopo tante sacrosante polemiche, può essere una buona notizia. Tutto dipenderà dalla capacità di far diventare il percorso di ri-pubblicizzazione dell’acqua a Padova, un percorso di coinvolgimento e autentica partecipazione della cittadinanza, riscoprendo e promuovendo la Cultura dell’Acqua, e riallacciandosi alle ragioni della vittoria del referendum contro la privatizzazione di questo bene.

Per quanto riguarda la posizione dei lavoratori e lavoratrici di settore, e le loro rappresentanze sindacali, che sono d’accordo con la fusione delle due società, si pone da subito una domanda: “Siete interessati a collaborare perché l’acqua venga scorporata dalla fusione Acegas-Hera e ridiventi totalmente pubblica?

Silvano Cogo

Ovunque andrete sarete una polis

Riprende da martedì 6 ottobre l’iniziativa “Ovunque andrete sarete una polis”, la scuola per la partecipazione attiva delle donne allo spazio pubblico, organizzata dal Centro documentazione donna Lidia Crepet e dal Centro Veneto Progetti Donna di Padova.

Il secondo modulo (il primo si è tenuto nel trimestre aprile-giugno) apre con una lezione magistrale aperta al pubblico da titolo Come fondare giuridicamente i beni comuni, tenuta da Lucia Piani, docente di Valutazione ambientale e processi decisionali dell’Università di Udine. Le lezioni magistrali, aperte a tutti, avranno come tema comune la valorizzazione del territoriointeso come spazio pubblico in cui esercitare i propri diritti ed assolvere ai doveri.

Sebbene la partecipazione alla scuola sia aperta alle sole donne, alle lezioni magistrali anche gli uomini sono i benvenuti, sia che abbiano esperienza sia che siano solo interessati ai temi che vengono trattati alle lezioni.

Il corso infatti alterna lezioni magistrali (aperte a tutti) e laboratori fondati sul lavoro di gruppo (riservati alle iscritte).

La scuola, che cita le parole della colonizzazione greca, e, come specifica la filosofa Hannah Arendt, esprimono la convinzione che l’azione e il discorso creano uno spazio tra i partecipanti che può trovare la propria localizzazione in qualsiasi tempo e per ogni dove, ha come obiettivo quello di contribuire alla crescita di soggetti femminili liberi e forti, per vivere meglio nel mondo comune degli uomini e delle donne.

L’ambizioso intento sta nel risvegliare la consapevolezza che la democrazia non si fonda su una delega tout court ai candidati/eletti e che la responsabilità della distanza tra eletti ed elettori ricade su entrambi i soggetti, anche se, certamente, non in eguale misura.

Siamo convinte che le donne possono portare alla politica un valore aggiunto solo se accettano e fanno accettare la propria differenza, rifiutano facili omologazioni e contribuiscono attivamente, nel mondo comune delle donne e degli uomini, allo sviluppo della democrazia qualunque sia la realtà sociale a cui decidono di partecipare.

Le lezioni si terranno presso la Sala Consiliare del Comune di Cadoneghe in Piazza Insurrezione, 4, di norma il martedì.

Il programma del corso è consultabile anche nel sito www.centrolidiacrepet.it e http://www.centrodonnapadova.it/news/32-riprende-la-scuola-di-politica.html

Centro Veneto Progetti Donna di Padova

Nuovo stadio a Limena? Solo altre speculazioni

La proposta di disponibilità di un’area da 80.000 mq destinata ad ospitare il nuovo stadio dell’Associazione Calcio Padova avanzata candidamente senza alcun confronto democratico da parte del sindaco del comune di Limena, è quanto mai allarmante.A fronte delle dichiarazioni apparse sulla stampa (“Padova, fai lo stadio qui”), che non trovano riscontro in nessun ambito amministrativo, tanto meno nel P. A. T. in corso di redazione, auspichiamo che i cittadini e i consiglieri comunali di Limena chiedano al sindaco di ponderare con maggiore oculatezza su scelte univoche e non partecipate, fortemente impattantisul territorio agro-paesaggistico, sulla viabilità, sulla qualità dell’aria, sul già precario tessuto socio-economico di Limena.Dispiace inoltre che politici locali e provinciali accolgano, senza battere ciglio, proposte che, contro ogni buona prassi amministrativa, vogliono mettere in discussione l’utilizzo dello stadio Euganeo, un’opera realizzata con fondi pubblici appena 18 anni fa e sulla quale si è continuato ad investire in tutti questi annicon il completamento della curva sud, la copertura della tribuna, la sistemazione della viabilità e dei parcheggi, ora anche coperti.Il problema naturalmente non riguarda solo Limena: la cosiddetta “legge stadi”, in discussione al Senato, può diventare, per chi vuole realizzare facili speculazioni edilizie, uno straordinario strumento per costruire in ogni comune italiano rendendo edificabili aree che oggi, in base ai piani vigenti, non lo sono. E in queste operazioni prevedere “attività residenziali, direzionali, turistico-ricettive e commerciali”. Niente a che vedere con lo sport e le squadre di calcio, ma un provvedimento speciale che maschera dietro ad un argomento molto caro agli italiani, il calcio appunto, la volontà di liberalizzare l’edificabilità di terreni agricoli e persino, con alcune forzature, aree vincolate.Il rischio più grande che l’Italia sta correndo è di non rendersi conto che il territorio è oggi la sua risorsa più preziosa, e che questo anche a Limena è a rischio.

Circolo Legambiente di Limena

Martin Luther King a fumetti

Nel mese di dicembre dell’anno 1956 la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva dichiarato illegale la separazione razziale negli autobus a Montgomery e ciò aveva rappresentato un formidabile successo per la campagna di boicottaggio degli autobus da parte dei neri sostenuta da Martin Luther King.

Minacce, provocazioni, arresti, attentati dinamitardi avevano cercato di indebolire il movimento di protesta, ma la natura nonviolentadell’iniziativa aveva sempre impedito che si arrivasse ad uno scontro vero e proprio tra la popolazione bianca e quella di colore.

Dopo il resoconto di quanto avvenne a Montgomery, il fumetto si sofferma brevemente sulla figura di Gandhi e sul suo ruolo chiave in importanti campagne nonviolente sostenute in India, tra cui quella contro la legge sul sale e quelle a favore degli intoccabili.

Le ultime pagine del fumetto riassumono invece quanto degli insegnamenti di queste due importanti figure risulti ancora attuale e come ciò che viene definito come “Il metodo Montgomery” possa essere utilizzato anche al giorno d’oggi per combattere ingiustizie e soprusi. Ogni persona può dare il proprio contributo, sempre rimanendo nell’ambito di una lotta pacifica e nonviolenta che abbia a cuore sì il perseguimento dei propri obiettivi, ma conservando anche in ogni occasione il rispetto per i propri avversari.

La forza e l’attualità degli insegnamenti di King sono evidenti, ma è la storia recente stessa che dimostra quanto questa affermazione sia vera. Nel 2008, Dalia Ziada, una blogger egiziana e appartenente all’American Islamic Congress, decise di tradurre in arabo il fumetto allo scopo di promuovere la disobbedienza civile e lo distribuì in 2000 copie dal Marocco allo Yemen. In una sua dichiarazione Dalia disse che il suo scopo era quello di ispirare all’azione: “Spero che i lettori arabi traggano da questo fumetto l’insegnamento che un cambiamento è possibile. Dobbiamo usare il nostro intelletto in modi innovativi e creativi, per esercitare pressione su coloro che prendono le decisioni e far cessare le dittatura, la tirannia e i soprusi esercitati contro di noi”. Dalia aggiunse ancora: “ Penso sia ora di utilizzare l’azione nonviolenta per affrontare i problemi storici della regione e i conflitti locali di ciascun Paese del Medio Oriente”.

Quanto il fumetto sulla storia di Montgomery e le parole di Dalia abbiano ispirato pochi anni dopo molte delle lotte che a volte vengono identificate con l’appellativo di “Primavera Araba” possiamo solo immaginarlo, ma è certo che i principi ispiratori della nonviolenza sono ancora vivi e vitali anche in questo terzo millennio.

Il fumetto può essere ordinato presso il M.I.R., sede di Padova, scrivendo all’indirizzo: mirsezpd@libero.it. Il contributo richiesto per copia è di 2,50 € (2,00 € per 10 o più copie) + eventuali spese postali.

M.I.R. Padova

Succede in città

>>> Venerdì 5 ottobre

Visita all’ex campo di concentramento Villa Venier La Sezione Sparviero dell’ANPI di Cadoneghe ha organizzato la visita al’ex-campo di concentramento per gli ebrei padovani a Vo’ Vecchio (ora restaurata Villa Venier-Morosini) per sabato 10 novembre 2012 con la guida di Francesco Selmin, autore del libro “Nessun giusto per Eva – la Shoah a Padova e nel Padovano”. Chi è interessato a parteciparvi troverà nell’allegato programma i particolari per prenotarsi. Nel link che segue alcuni minuti da “Schindler’s List” (Eva non trovò nessun Schindler a Padova). http://www.youtube.com/watch?v=uqKkamu7xTc

>>> Sabato 6 ottobre

Just a sip – Acqua In occasione delle “Giornate della Cooperazione Internazionale” del Comune di Padova, ACS organizza invita a partecipare a Just a sip – Acqua – La magia di Tékhné Teatro (Torino) per una serata su acqua, diritti e sostenibilità. Serata a sostegno del progetto di ACS in Mozambico. Sabato 6 ottobre, ore 21.00 – Padova, Centro Culturale Altinate San Gaetano, Via Altinate 71. Ingresso libero. Per ulteriori informazioni visita http://www.acs-italia.it/joomla/mozambico/just-a-sip-acqua-la-magia-di-tekhne-teatro-per-una-serata-su-acqua-diritti-e-sostenibilita.html ACS – Associazione di Cooperazione e Solidarietà Via A. Cornaro 1/a – 35128 Padova, tel. e fax: (+39).049.8648774

Cucina Bio – Le quattro stagioni Ciclo di incontri culturali-gastronomici. Ogni incontro prevede un aspetto culturale con un esperto di alimentazione, e un aspetto gastronomico con la degustazione di piatti preparati con prodotti biologici di stagione per sottolineare l’importanza di armonizzare la propria alimentazione con i cicli naturali. Gli incontri previsti sono quattro e sono in corrispondenza alle quattro stagioni. Per ogni incontro prevista anche la presenza di un personaggio di riguardo che sarà l’ospite della serata. Ore 19,30 presso la sede Biolca. Ospite della serata il dott. Gennaro Muscari Tomaioli, medico omeopata, docente di medicina omeopatica che ci parlerà di come curare il diabete con l’alimentazione; questo argomento verrà sviluppato nel convegno in programma il 21 ottobre a Monastier di Treviso. Breve relazione con possibilità di domande da parte dei partecipanti alla serata. Quota di partecipazione E. 20,00. Posti limitati. Obbligatoria la prenotazione telefonando al 049 9101155 (Biolca orari segreteria) o al 333 6071916 (Carmen) o info@labiolca.it

Dibattito con Mamdou Cissockho “Sovranità alimentare all’epoca della crisi ambientale: quale ruolo per il movimento contadino africano e per la cooperazione italiana?” che si terrà sabato 6 ottobre alle ore 18.00 in Sala Paladin, Palazzo Moroni, Padova. Il dibattito sarà condotto e mediato dalla giornalista Giuliana Sgrena. Un’occasione per discutere di sovranità alimentare e diritto al cibo in un’ottica internazionale. Il dibattito è inserito all’interno della Giornate della Cooperazione promosse dal Comune di Padova-Assessorato alla Cooperazione Internazionale ed è organizzato grazie al supporto di Cospe. “In Italia – dice Mamadou d’accordo con l’attuale presidente ROPPA Djibo Bagna – cerchiamo soprattutto solidarietà e reti. E’ soltanto parlando, discutendo con le persone, denunciano le violazioni e gli abusi e rivendicando i nostri diritti che riusciremo a porre le basi di uno sviluppo equo e sostenibile in Africa”. Segui l’evento su Facebook: http://www.facebook.com/events/445112372207821/?ref=ts&fref=ts

>>> Domenica 7 ottobre

El Biologico in Piassa. In piazza dei Signori e dei Frutti, a Padova, dalle 8.30 alle 19.00 la manifestazione ha lo scopo di far conoscere i prodotti di agricoltura biologica e di artigianato naturale del mercato equo. E’ organizzata dall’associazione “El biologico in piassa” impegnata nella promozione del “consumo critico”. L’iniziativa padovana si inserisce nella cornice nazionale della XIII BioDomenica (Bio, Benessere Garantito). Numerose le attrazioni lungo il corso della giornata con giochi in legno e laboratori creativi per i più piccoli e vari appuntamenti e laboratori per i più grandi (vedi qui programma), a far da contorno ai numerosi banchi dei produttori agricoli e dell’artigianato locale. Legambiente parteciperà con il proprio stand, con particolare attenzione alla campagna nazionale “Salviamo il Paesaggio” e relativa raccolta firme, affiancato dal laboratorio di riciclo. Inoltre aperture straordinare dalla Torre dell’Orologio e Reggia Carrarese a cura del gruppo Salvalarte ed isole ecologiche legambientine per la raccolta differenziata nelle due piazze. E’ possibile consultare il programma della giornata all’indirizzo http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?id=8094#.UG2vZeKmXlY

Autunno tra ville e oratori Domenica 7 Ottobre 2012 Legambiente Circolo Riviera del Brenta organizza la visita di tre ville venete assieme ai proprietari: Oratorio Madonna del Rosario (Località Olmo, Via Malpaga 86, Borbiago di Mira) ore 14:15 (visita guidata dalla dott.ssa Gabriella Niero; al termine ci sarà un breve intervallo di musica classica); Villa Sargenti Giantin (Via Crociata 91, Campoverardo di Camponogara) ore 16:15 (visita guidata dal prof. Flavio Giantin e dalla dott.ssa Cristina Ermo); Villa Sagredo Bano (Via Sagredo 3/A, Vigonovo) ore 17:30 (visita guidata dalla dott. Roberto Bano; al termine della visita un simpatico aperitivo concluderà la giornata). Per la partecipazione all’intera manifestazione viene chiesto un piccolo contributo di 5 euro. E’ necessario prenotare (capienza massima 70 persone) entro il Sabato 29 Settembre 2012 inviando una email a salvalarte@legambienterivierabrenta.org con propri dati (cognome e nome, telefono, numero di partecipanti). Per informazioni chiamare Legambiente al 3453421353. In caso di maltempo l’evento sarà rinviato a domenica 14 ottobre. www.legambienterivierabrenta.org

Fusione Acegas-Aps HERA, un sì che preoccupa

Lunedì sera il Consiglio Comunale di Padova è stato chiamato a esprimersi in merito alla fusione fra AcegasAps e la multiutility Hera. Il consiglio comunale, vista l’importanza della decisione, è stato posto sotto i riflettori: molti i presenti, contestazioni fuori, riunioni dei partiti convocate d’urgenza per tutto il fine settimana. Alla fine il consiglio comunale ha votato sì: nella maggioranza solo Rifondazione Comunista si è opposta alla fusione.

Ciò che ha stupito più Legambiente però è stata la modalità con cui si è arrivati a questa decisione. Qualche articolo agostano, qualche riunione a settembre e poi l’aut aut imposto dal Sindaco. O si vota si, o si va a casa. Ecco, la prima cosa che ha stonato di questa fusione è stato proprio questa fretta. Si può dire ciò che si vuole, si può affermare la bontà dell’operazione, ma non che non si sia cercato di arrivare a un voto blindato nel minor tempo possibile.

Come Legambiente abbiamo chiesto che la decisione venisse posticipata. La città avrebbe potuto discutere con calma e in maniera approfondita: in fondo si tratta di decidere chi gestirà in futuro i nostri servizi: acqua, gas, rifiuti e non solo. Perché non spiegare con calma alla città questa operazione? Perché tutta questa fretta?

Al sindaco Zanonato, lo sappiamo, la partecipazone non piace. Ma d’altronde è comprensibile: diventato sindaco nel 1993, è sempre stato un decisionista e poco incline agli stimoli che venivano dalla società civile. Non cambierà certo modalità ora che è al termine del suo mandato (prova ne è gli insulti scritti con incredibile mano lesta sui social network durante il consiglio comunale, nei confronti di chi osava criticare l’operazione).

Ciò che ancora stupisce è la subalternità di chi è stato costretto a votare questa fusione. Sel, l’Idv, esponenti del Pd (unite a Rifondazione) rappresentavano circa un terzo della maggiornza. E un fronte così compatto avrebbe potuto imporre una discussione più ampia. Avrebbe permesso anche a questi partiti di spiegare meglio ai cittadini quali garanzie hanno chiesto nei confronti della fusione.

Oggi invece appaiano, all’opinione pubblica come deboli e ostaggi del Sindaco.

Non aver chiesto più tempo è stata per loro un’occasione sprecata.

Ci auguriamo però che si impari dai proprio errori. E che nelle prossime occasioni si apra a una vera partecipazione: anche vedendo cosa sta succedendo nel resto d’Italia, che sia questo un monito per i futuri candidati sindaci.

Andrea Ragona – Presidente Legambiente Padova

Smog. Un giorno su due inquinato e fuorilegge

Tra maggio e settembre  a Padova si sono verificati 90 giorni di superamento del limite dell’ozono. Il numero di giorni di superamento del limite dell’ozono ammesso dalla legge (Dlgs 183/04), è di 25. Tra giugno e agosto il valore giornaliero (120 microgrammi per metro cubo d’aria) per la protezione della salute umana è stato superato praticamente tutti i giorni.

Oltre ai noti effetti acuti dovuti ad alte concentrazioni d’ozono, dai 180 microgrammi in su, vanno tenuti in grande considerazione anche i danni sul lungo periodo provocati dall’esposizione a minori, ma ripetute, concentrazioni d’ozono. Nei bambini possono portare ad una riduzione della funzione polmonare e negli adulti accelerano il naturale processo d’invecchiamento della funzione polmonare.

L’ozono è un inquinante tipicamente estivo che aumenta la sua concentrazione nell’aria quando gli alti livelli di radiazioni solari trasformano i cosiddetti inquinanti “precursori”, ossidi d’azoto e i composti organici volatili, nell’ozono stesso. Ossidi di azoto e i composti organici volatili che sono emessi principalmente dai tubi di scappamento.

L’Ozono è il contraltare dell’inquinamento da polveri sottili (PM10) dei mesi più freddi. PM10 che già conta 57 giorni di superamento del limite, contro i 35 ammessi per legge, destinati ad aumentare tra ottobre e dicembre.

Dall’inizio dell’anno tra ozono e PM10 abbiamo complessivamente registrato 147 superamenti dei limite di legge. Più di un giorno su due inquinato! L’eccessivo inquinamento atmosferico a  Padova è un problema cronico, causato dal massiccio traffico veicolare.

In maggio il Centro Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS ha dichiarato i gas di scappamento dei motori diesel “cancerogeni certi” per gli esseri umani e l’esposizione a tali gas associata a un “rischio accresciuto di tumore al polmone”. Fino allo scorso anno  l’OMS riteneva le polveri sottili “probabilmente cancerogene”. Dopo ulteriori studi sono state classficate come certamente  cangerogene.

L’Amministrazione comunale non può continuare a procrastinare serie misure e politiche di contrasto. Bisogna iniziare a lavorare su un progetto di controllo e moderazione del traffico in entrata in città, circa 230mila spostamenti al giorno: questo si può fare con l’Ecopass o con il sistema dei crediti degli accessi: un monte-accessi gratuiti alla città, superato il quale il “cityuser” deve scegliere se usare mezzi sostenibili (bicicletta, trasporto pubblico, carpooling, carsharing ecc.) o comprare nuovi accessi, che finanzieranno il potenziamento della rete dei trasporti alternativi. Si abbassi inoltre il limite di velocità a 30km orari in tutta la città per garantire maggiore sicurezza a pedoni e ciclisti incentivando così spostamenti senz’auto per i percorsi urbani.

Nel frattempo, siccome nemmeno il Comune sa quanti veicoli dovrebbe fermare con l’ordinanza che vieta la circolazione degli euro zero a  benzina (compresi i motocicli a 2 tempi), e gli euro 1 e 2  diesel, Legambiente chiede che a tutti i mezzi sia applicato un adesivo (euro zero, euro 1, euro 2 ecc.) in modo da facilitare il lavoro della polizia urbana.

Lucio Passi – Portavoce Legambiente Padova

 

Puliamo il Mondo…nei nostri territori

Puliamo il Mondo è l’edizione italiana di Clean up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo, il cui comitato organizzativo per l’Italia è Legambiente fin dal lontano 1993. Il circolo di Padova ha contribuito la scorsa domenica con la Festa del Recupero e dell’Energia pulita, che ha registrato un grande successo e partecipazione. Ma non è finita.

Saonara-Vigonovo, Limena, Este: ecco i circoli locali di Legambiente della provincia di Padova che parteciperanno ancora a Puliamo il Mondo, coordinando volontari, cittadinanza, associazioni e amministrazioni nelle attività di pulizia del nostro territorio presso parchi, giardini, strade, piazze, fiumi…

Per il quinto anno consecutivo, il Circolo Saonara Vigonovo «La Sarmazza» organizza la pulizia del tratto arginale dell’Idrovia che unisce i comuni di Saonara e Vigonovo. La scelta del luogo è finalizzata a mantenere alta l’attenzione su tutto l’asse idroviario, affinché si riesca a vincere le annose battaglie che si concentrano su questo territorio: il completamento dell’idrovia Padova Venezia, la camionabile prevista dal GRAP e la costruzione della mega-linea elettrica Dolo-Camin. Due saranno i punti di partenza, uno a Villatora di Saonara presso gli impianti sportivi, l’altro a Vigonovo, in via Ariosto presso la passerella. Se le condizioni lo permetteranno, l’associazione «Amissi del Piovego» metterà in acqua un’imbarcazione per pulire anche il corso dell’Idrovia. Per chi vorrà parteciparvi, è infine prevista per pranzo una grigliata tra i partecipanti.  In caso di maltempo la giornata verrà recuperata il 7 ottobre. Per informazioni ed adesioni Mauro Dal Santo, tel. 334/6569406.

Due invece gli appuntamenti di Puliamo il Mondo organizzati dal Circolo Legambiente «Dai Colli all’Adige» di Este. Innanzitutto, quello di domenica 30 settembre al Bosco dei Lavacci (detto anche Bosco del Bacino Valgrande) con annessa visita guidata. L’obiettivo è quello di conoscere meglio questa vicina, preziosa  “Zona di Protezione Speciale”; ripulire l’area di accesso al bosco e l’argine sinistro Gorzone da eventuali rifiuti; chiedere infine alle Autorità preposte di far rispettare sempre il divieto di caccia in questa ZPS, non sempre osservato. E’ possibile visitare Villa Grompa  con la guida del prof. Claudio Gallana. Chi lo volesse, può raggiungere il punto di ritrovo partendo da Este in bicicletta (1 ora 1/2 ca. la percorrenza). Chi è interessato a partecipare all’iniziativa e per tutte le altre necessarie informazioni è pregato per motivi organizzativi di comunicarlo al Circolo (per telefono al n. 0429 4015 , per sms al cellulare 3290910771 o per e-mail a: legambiente.este@alice.it).

Il tema portante dell’altro appuntamento del Circolo di Este, fissato per venerdì 28 settembre, sarà l’acqua, il “bene comune” più prezioso per la vita, e perciò da risparmiare, salvaguardare e mantenere pulita. L’intenzione è quella di coinvolgere gli studenti delle scuole elementari e medie. In programma la pulizia del Bosco dell’ex alveo Restara e l’illustrazione del funzionamento dell’impianto di depurazione delle acque, con l’aiuto di tecnici addetti.  La proposta è valida per tutte le classi della scuola dell’obbligo di Este. Contattare il Circolo o il Bacino PadovaTre per informazioni e adesioni (entro venerdì 21 settembre 2012: saranno accettate le prime 5-6 classi per un totale di 100-120 alunni circa). Il referente per il circolo di Este è Flores Baccini; Bacino Padova 3: tel. 0429/616970; fax 0429/616990; e- mail: liberambiente@pdtre.it; Comune di Este: tel.0429/617566;  fax 0429/600888; e- mail:l.cavallini@comune.este.pd.it

Il Circolo Legambiente di Limena infine coordina i ragazzi del locale Istituto Comprensivo, con l’obiettivo di sviluppare la sensibilità e la formazione civica dei ragazzi sul tema della differenziazione della raccolta dei rifiuti nell’ottica della minima produzione di rifiuti e del riciclo: il tutto per mezzo di attività ludiche e all’aperto, simulando la raccolta differenziata in forma di gioco.

 A cura della Redazione di Ecopolis

Elettrodotto Dolo-Camin: appello al Consiglio di Stato

Continua la battaglia dei comitati di CAT e dei Comuni interessati contro il progetto di elettrodotto aereo da 380.000 V. Dolo-Camin, che chiedono in alternativa l’interramento della linea. Un’opera devastante per il territorio, che prevede tralicci alti anche 60 metri a ridosso di centri abitati, della Riviera del Brenta e ad edifici di grande valore storico come Villa Sagredo a Vigonovo. Dopo la recente sentenza del TAR Lazio che ha rigettato i ricorsi presentati da CAT e dai Comuni, CAT assieme a molti cittadini prosegue la sua azione legale contro Terna, Regione Veneto e Ministeri competenti, presentando appello al Consiglio di Stato.

Ma non siamo più soli, il fronte del “no” si è allargato: positive ed importanti sono infatti le recenti prese di posizione dei comitati di Mirano, Vetrego e Spinea contro l’elettrodotto aereo Malcontenta-Mirano (tratta abbinata al Dolo-Camin).In un’affollata assemblea pubblica tenuta la scorsa settimana sono state illustrate le ragioni dell’appello al Consiglio di Stato presentate dai Comuni di Saonara, Vigonovo, Strà, Fossò, Campononogara e Dolo, un fronte di Comuni che è rimasto compatto soprattutto grazie al costante lavoro di sensibilizzazione ed informazione che i comitati di CAT hanno esercitato in questi anni.

Ma come è stato ribadito anche ieri in assemblea dallo stesso legale incaricato dai Comuni, a fianco delle Amministrazioni impegnate in questa battaglia di diritto è assolutamente necessario il sostegno  forte e coeso della cittadinanza,  espressa appunto attraverso l’impegno di associazioni e comitati organizzati.

Cat sottolinea come sia indispensabile far sentire attraverso la mobilitazione popolare che i Sindaci  non sono soli in questa battaglia ma esprimono a pieno diritto le esigenze dei loro cittadini, e ribadisce il suo impegno nell’allargare il fronte dell’opposizione al progetto coinvolgendo i comitati sorti recentemente nel padovano e nel veneziano.

Solo così, creando un fronte comune fra cittadini ed amministrazioni locali è possibile lanciare un forte messaggio  alle istituzioni, Regione Veneto per prima, affinché la volontà dei cittadini, la tutela della loro salute e del territorio in cui vivono, sia rispettata.

Per informazioni e contatti: www.infocat.it ; Adone Doni 340020207 ; Giorgio Martellato 3472460575

CAT – Comitati Ambiente Territorio

Per un mondo senza gendarmi

La presente giornata di studio punta ad essere un momento di riflessione per confrontarsi sul percorso che realtà istituzionali e società civile devono compiere, con particolare riferimento alla cornice europea, per mettere a punto strategie che escludano sempre più il ricorso alle armi.

L’ultimo decennio del secolo scorso ha segnato la conclusione di un sistema internazionale bipolare, un sistema – quello della “guerra fredda” – che innegabilmente aveva dato vita ad un “ordine globale”. A scanso di qualsiasi interpretazione nostalgica, va osservato che quell’ ”ordine” ha compreso centinaia di conflitti armati – spesso promossi o svolti per procura dalle due superpotenze – con milioni di vittime. Dopo il crollo del muro di Berlino la crescente volontà di protagonismo di altre realtà statuali ha fatto sì che il sistema delineatosi fosse sempre meno unipolare. Ciò non significa che si è andato affermando un sistema internazionale più giusto e pacifico. Diversi sono stati i fattori all’origine di crisi e conflitti: nazionalismi che hanno brandito l’idea della sovranità per tentare di ridefinire confini statuali, blocchi politico-militari che sotto le mentite spoglie dell’ ”ingerenza umanitaria” o della “lotta al terrorismo” nascondevano piani per accrescere le proprie zone di influenza geo-strategica. Insomma il mondo stenta a darsi una gestione democratica e multilaterale della sicurezza come bene comune.

Ciò premesso due strategie/modalità di azione appaiono importanti in una progettualità di pace. La prima, che può apparire ovvia ma va sempre ribadita, consiste nel preferire un approccio multilaterale nelle promozione e gestione della sicurezza a livello internazionale in quanto l’affidamento della “gestione delle crisi” a singoli stati o a gruppi di essi si è dimostrata assai più rischiosa per l’evidente possibilità di prevalere di interesse di parte. La seconda sta nel non cadere nell’errore che la costruzione di ordini di pace possa essere realizzata solo dalle élite o a contrario solo da chi non fa parte delle élite, ma usare entrambe le vie (Johan Galtung). Riguardo a quest’ultimo aspetto va registrato come in questi ultimi anni a livello istituzionale si sia assistito a una sorta di riflusso, ripiegamento di quella carica ideale che nei decenni passati aveva spinto a formulare percorsi e progetti volti a sviluppare forme di prevenzione e gestione costruttiva dei conflitti a livello nazionale e internazionale. Ciò è solo parzialmente avvenuto per la società civile mondiale, spesso ancora capace di spendersi per contribuire a dare sbocchi pacifici a situazioni di crisi. A titolo di esempio citiamo l’importante ruolo che hanno avuto studiosi e organizzazioni internazionali nonviolente negli esiti della cosiddetta “primavera araba”.

M.I.R. – Movimento Internazionale di Riconciliazione di Padova