LA CITTÀ UMANA O LA CITTÀ DEI DENARI?

Lies organizza un ciclo di incontri per aiutare a decodificare in modo critico le dinamiche che stanno ridefinendo le nostre città contemporanee e Padova in particolare

 

Come sta insieme una società? E una città che non è, infine, che una società proiettata nello spazio? “La città esiste quando la convivenza produce vantaggi economici, politici e culturali” scriveva l’urbanista Leonardo Benevolo. È ancora così? A guardare le serrande abbassate dei negozi non sembrerebbe. La crisi del commercio di prossimità – le cui fortune sono state legate alla densità tipica delle città europee – è un sensore tangibile del fatto che alcuni vantaggi dell’essere in città non ci sono più. Così come l’impazzimento del mercato immobiliare che rende sempre più inaccessibile l’abitare per studenti, lavoratori e fasce sociali intermedie.

Anche le crescenti diseguaglianze (vedi qui https://www.laboratorioinchiesta.it/2026/03/padova-sempre-piu-diseguale-il-divario-dei-redditi-cresce-piu-che-nel-resto-ditalia/) raccontano questo: segnalano profonde linee di faglia interne alla città. Jane Jacobs, studiosa che ha analizzato New York strada per strada, aveva intuito il rischio di desertificazione sociale dei quartieri urbani: “le città hanno bisogno di mescolanza sociale per restare vive” scriveva. Ed oggi quella mescolanza anche tra i quartieri padovani è sempre più rara.

La città moderna nasce come spazio collettivo, ma rischia continuamente di essere dominata dagli interessi immobiliari e dalla rendita urbana. L’equilibrio tra sviluppo economico e interesse pubblico da cui dipende la qualità urbana è, in diverse occasioni, saltato. L’erosione dei legami sociali, delle forme di incontro fra culture diverse e il declino della città pubblica – “un’esigenza dell’anima”, la definiva Simone Weil – costituiscono il retroterra culturale su cui crescono le culture politiche della paura. Culture che prosperano nel degrado, nella solitudine sociale ed economica e nella frammentazione. Proprio nel momento in cui la città è chiamata alla sfida più grande: l’elaborazione di una politica climatica che parta dai diritti, che costruisca cittadinanza attiva, che connetta economia reale e organizzazione sociale con l’adattamento climatico.

Come ritrovare un collante che ricostruisca coesione sociale alla città? Da questa domanda prende forma il ciclo di incontri “La città umana o la città dei denari? Letture sulle trasformazioni urbane. Per comprendere e per cambiare”. L’evento è promosso da Lies (Laboratorio dell’Inchiesta Economia e Sociale), la Cooperativa Piovego, l’Asu (Associazione Studenti Universitari) e Urbanistica e Contesto, nell’ambito del progetto di rivitalizzazione dell’area della Golena San Massimo di Padova finanziato da Fondazione Cariparo tramite il bando Luoghi Comuni. I giovedì di giugno (4, 11, 18 e 25), dalle ore 18, autori e autrici discuteranno, a partire da alcune loro pubblicazioni, di tematiche urgenti e attuali legate alla crisi climatica, alla città, all’abitare e alla natura urbana. Il tutto nella suggestiva e rinfrescante cornice della Golena san Massimo, area gestita dalla cooperativa il Piovego dove sarà possibile sostare, dopo il dibattito, anche per un aperitivo. Tutti gli incontri sono ad accesso libero.

Il ciclo di incontri si propone di aiutare a decodificare in modo critico le dinamiche che stanno ridefinendo le nostre città contemporanee e la nostra – Padova – in particolare. Il dibattito, moderato da esperti ed esperte del settore, mira ad offrire una prospettiva che vada oltre le narrazioni patinate dello sviluppo, per comprendere come le trasformazioni urbane siano in realtà il frutto di scelte economiche e sociali complesse. L’obiettivo è inoltre quello di stimolare un dibattito in vista delle imminenti elezioni comunali, per fornire gli strumenti utili per interpretare il futuro della città di Padova e agire in modo informato, critico e propositivo, per immaginare e costruire alternative urbane che vadano oltre la retorica della sostenibilità e dello sviluppo urbano.

Alle presentazioni si aggiunge uno workshop, “Metodi d’inchiesta”, condotto dal giornalista Maurizio Franco, con l’obiettivo di esplorare l’inchiesta giornalistica a partire dall’esperienza del collettivo giornalistico Gessi White di Irpi Media. Per partecipare al workshop, che avrà luogo l’11 giugno dalle ore 16, è necessario inviare una mail a laboratorio.inchiesta@gmail.com (i posti sono limitati). Inoltre, in autunno, le riflessioni proseguono con il laboratorio “Scrivere e descrivere: Dialoghi sull’inchiesta narrativa”: quattro incontri per andare al di là delle “narrazioni “unidimensionali” alla ricerca di una scrittura alternativa (posti limitati, per le iscrizioni: laboratorio.inchiesta@gmail.com).

Gianni Belloni e Manuel Trevisan, Laboratorio dell’inchiesta economica e sociale