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presidio wigwam porticoFondato nel 2004, il Presidio Wigwam di Camin ha saputo resistere assieme ai 7 ettari di territorio agricolo che circonda Casa Pagnin ai vari tentativi di speculazione edilizia della vicina zona industriale. La storia di tutta la vicenda che ha visto lottare una famiglia per salvaguardare l’ultimo territorio agricolo a Padova est, è diventata uno degli esempi di resistenza nel noto libro di Luca MartinelliSalviamo il paesaggio”.

Per questa famiglia il perno della propria economia alimentare è la coltivazione dell’orto, l’allevamento di animali da cortile, l’auto produzione di farine, pasta, conserve,e così via: prodotti freschi, sani, a metro zero, con tutti i benefici in salute ed economici che ne derivano.

Non solo cibo e lavoro però! Al Presidio una vasta rete di relazioni sociali -il cui filo conduttore è appunto il rispetto e l’amore per il territorio- si dipanano in varie direzioni, su vari livelli, creando un tessuto coeso di persone, esperienze, storie.

Partendo quindi dalla constatazione che il Presidio può essere un “modello” da svariati punti di vista, abbiamo pensato di descrivere una sorta di bilancio rurale di questa (nostra) fattoria estesa soffermandoci in particolare sulla produzione di beni alimentari.

All’interno della Zona Industriale di Padova vi è un‘area di circa 7 ettari di terreno agricolo. Qui si trova Casa Pagnin, a confine con il parco acquatico Padovaland.

Circa un quarto viene coltivata ad orto direttamente dai Pagnin, poco meno della metà, invece, è utilizzata da una decina di famiglie come orto sociale, di cui un terzo destinati a monocolture di specie antiche di mais, cereali e patate.

La coltivazione è ispirata all’agricoltura biologica, vengono utilizzati ammendanti naturali prodotti dagli animali della fattoria, per il controllo di infestanti, insetti o animali dannosi non vengono utilizzati prodotti chimici preferendo tecniche di associazione di diverse colture e trattamenti con macerati vegetali. Per l’irrigazione vengono utilizzate due grosse cisterne da 1.000 lt che vengono riempite settimanalmente con acqua di pozzo dagli ortolani.

Si è stimato che la produzione di ortaggi ottenuta dalla coltivazione di 250 mq di terreno dia un totale di 300 kg circa/anno di verdura ed un controvalore di 154.000 Kcal.(Fonte: http://www.dossier.net/utilities/calorie_calcolo/calorie.htm).

L’impegno lavorativo medio è di circa un’ora a giornata con un esborso di circa 50 euro per piante, reti, canne di bamboo, etc. La resa è di circa 1.25 kg/mq di ortaggi.

Estendendo questo calcolo approssimato per difetto, ai 4.600 mq di orti coltivati al Presidio possiamo estrapolare una produttività totale di 5.500 kg di verdura per 2.835.000 Kcal.

Come si diceva i rimanenti 1.000 mq di terreno presenti al Presidio vengono coltivati a mais oppure a frumento. Ipotizzando una coltivazione annuale a metà di questi due vegetali, se ne ricava 250 kg. per tipo, pari a più di 1.600.000 Kcal.

Presso la fattoria del Presidio, inoltre, si produce miele grazie ad una collaborazione con degli apicoltori della zona e vengono inoltre allevati animali da cortile, in tutto una sessantina tra galline e anatre all’anno, alimentate con parte del prodotto di scarto degli orti e con granaglia di mais prodotta in casa. Il pollaio, misura ca 500 mq, con un massimo di 13-15 animali presenti per una produzione di 4-6 uova al giorno. Settimanalmente viene macellato un pollo del peso di circa 3kg. Si calcola quindi circa 150 kg. di carne all’anno, 108 kg di uova, 80 kg di miele per un totale di Kcal di origine animale di quasi 800.000.

Se sommiamo le tre tipologie, ortaggi, cereali, prodotti animali, si superano le 5.200.000 Kcal, che significa l’autosufficienza per 5 persone ipotizzando un consumo giornaliero di 3.000 Kcal/dì a persona.

Estendendo il calcolo ai 7 ettari di terreno ancora coltivabili attorno al Presidio, tale area permetterebbe di nutrire una piccola comunità di 60 persone, quindi un vero e proprio modello di economia rurale sostenibile.

Michele Lollo, Presidio Wigwam

sintesi a cura di Mauro Dalsanto, redazione di ecopolis

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