Vogliamo il Basso Isonzo più accessibile

Mobilità dolce e inclusione per rendere più vivibili le nostre città. Ecco alcune proposte emerse da un’indagine sul parco Agricolo del Basso Isonzo.

 

Il parco agricolo del Basso Isonzo è una risorsa preziosa per la nostra città. In questi tempi di pandemia abbiamo imparato ad apprezzarlo ancor di più grazie alle passeggiate nei suoi campi, alle attività culturali del campo dei Girasoli, ai prodotti delle aziende agricole… e grazie allo straordinario impegno di tutte quelle persone che si impegnano per valorizzarlo e farlo crescere.
In trepidante attesa della bella stagione, dentro il progetto Bio&Diversità noi di Legambiente ci siamo chiesti come migliorare la fruizione di questo angolo di natura rimasto in città, con una particolare attenzione al tema dellinclusione delle persone con disabilità. Abbiamo perciò realizzato delle interviste a 20 persone appartenenti a 15 diverse realtà che frequentano abitualmente l’area del parco agricolo, per raccogliere preferenze, osservazioni e suggerimenti sugli interventi possibili.

Arrivare e muoversi al parco con la mobilità dolce

Il primo argomento affrontato è stato quello della mobilità dolce all’interno del parco, con l’individuazione delle principali vie d’accesso all’area, su cui si è ragionato proponendo diverse soluzioni che favorissero gli spostamenti a piedi o in bicicletta.
Dalle interviste è emersa la necessità di intervenire per la moderazione del traffico e la tutela di chi si muove a piedi o in bicicletta, con una generale preferenza per la creazione di tracciati alternativi rispetto alla realizzazione di marciapiedi e/o ciclabili nelle strade esistenti qualora questo intervento comportasse un eventuale senso unico per le auto.  Il potenziamento delle zone 30 esistenti è vista come soluzione positiva ma preoccupa per il timore che sia inefficace o che si concretizzi con un posizionamento eccessivo di dossi rallentatori.

Le soluzioni progettuali più apprezzate solo quelle che prevedono la creazione di un percorso alternativo lungo l’asse nord-sud che colleghi via Sorio fino a via Isonzo proprio dove, lo scorso 21 novembre, alcune realtà attive in zona hanno organizzato un flash mob chiedendo una pista ciclabile che costeggi la canaletta di via Monte Pertica

Elementi di accessibilità

Il secondo argomento affrontato è stato quello degli interventi più specificatamente rivolti ai portatori di disabilità, come tavoli allungati per carrozzine, panchine, bagni, parcheggi dedicati ai disabili ritenuti importanti per facilitare la fruibilità del parco da parte di tutti gli utenti. È emersa inoltre la necessità di avere dei percorsi sicuri e percorribili da carrozzine: in molti casi sarebbe sufficiente controllare che il fondo dei sentieri sia ben battuto e garantirne una manutenzione costante.
Tra i suggerimenti emersi anche quello di installare una segnaletica per spiegare le scelte fatte sul fronte dell’accessibilità, così come l’utilizzo di font easyreading per portatori di dislessia e di forme di comunicazione aumentativa.

Documento completo qui 

Elena Correale e Sandro Ginestri, Legambiente Padova