RICICLO DELLE AUTO, TROPPE SCAPPATOIE NELLE NORME UE

Servono nuove regolamentazioni UE per contrastare il cartello anti-riciclo dell’industria automobilistica

 

 

Per anni, l’industria automobilistica europea, con la sua associazione ACEA, ha agito come un vero e proprio cartello anti-riciclo, frenando gli sforzi verso l’economia circolare.Questa condotta illecita si manifesta in un momento chiave, mentre l’UE è impegnata nella revisione delle norme su progettazione e riciclo dei veicoli, sottolineando l’urgenza di regole più incisive e trasparenti.

Ad aprile, la Commissione Europea ha sanzionato 15 produttori e l’ACEA con 458 milioni di euro. La colpa? Aver concordato di non pagare le aziende di smantellamento per il riciclo dei veicoli fuori uso e di non informare il pubblico sulla riciclabilità e sul contenuto riciclato dei loro prodotti.Questa condotta ha soffocato la concorrenza su aspetti cruciali di sostenibilità, rischiando di far regredire di anni l‘economia circolare nel settore. Tutto ciò richiama alla memoria scandali passati come il Dieselgate, evidenziando la tendenza dei produttori a sfruttare la loro posizione dominante. È fondamentale istituire un sistema solido per la responsabilità del produttore nel settore dei veicoli da integrare nelle prossime normative.

In risposta a tali criticità, la Commissione Europea ha presentato una bozza di Regolamento sulla Circolarità per la Progettazione dei Veicoli e sulla Gestione dei Veicoli Fuori Uso. Questa proposta mira a rafforzare le direttive esistenti e a implementare in modo standardizzato la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), rendendo i produttori responsabili dei loro prodotti per l’intero ciclo di vita, compresa la fase post-utilizzo, eliminando le attuali zone grigie legislative.

Per garantire che l’industria del riciclo sia adeguatamente compensata, un’efficace Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) dovrà includere l’obbligo per i produttori di partecipare a un sistema di ritiro congiunto (una Organizzazione di Responsabilità del Produttore, PRO), facilitando così l’applicazione della norma e il coinvolgimento di tutti gli stakeholder, anche tramite l’introduzione di un’eco-modulazione con tariffe EPR differenziate in base all’impatto ambientale dei veicoli.

Il nuovo regolamento punta a colmare il vuoto informativo lasciato da anni di opacità industriale, introducendo obblighi concreti di trasparenza. Tra questi, un “Passaporto Circolare del Veicolo” digitale che dovrà fornire dati chiave su impronta ambientale, riparabilità e materiali riciclati, offrendo finalmente ai consumatori strumenti reali per compiere scelte più consapevoli.

Senza criteri minimi di ecodesign, però, il rischio è che tutto resti sulla carta. Oggi più che mai, serve una regolamentazione ambiziosa e allineata ad altri settori già trasformati, come imballaggi e batterie.

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Redazione Ecopolis