Non ci tagliate!

A Selvazzano la Giunta Comunale ha deliberato a Gennaio il taglio di una trentina di alberi urbani. Questa è la posizione del Circolo locale di Legambiente nel merito.

 

Sull’abbattimento, ancora non formalmente eseguito, di 30 pini marittimi a Selvazzano e sul ruolo che Legambiente Selvazzano ha in questa vicenda ancora in corso, è il caso che si faccia chiarezza definitiva.
La Giunta di Selvazzano, con delibera del 21 gennaio, aveva deciso di abbattere una trentina di piante di pino domestico marittimo dislocato per la maggior parte in via Scapacchiò e, in misura minore, nel quartiere di San Domenico.

La notizia aveva causato diverse perplessità e anche divisioni nella cittadinanza. Dopo una reazione simbolica del circolo, tramite l’apposizione di cartelli di protesta sulle cortecce degli alberi interessati al taglio, cartelli prontamente rimossi da alcuni cittadini invece favorevoli, Legambiente Selvazzano assieme ai due consiglieri di minoranza e altri soggetti interessati, ha avviato una serie di incontri con l’Amministrazione comunale per discutere ed individuare possibili soluzioni alternative all’abbattimento.

La stessa Amministrazione, apprezzabilmente dimostratasi disponibile ad un cambio di rotta, dopo l’ultimo incontro tenuto in aprile, ha ridotto il numero complessivo di esemplari da abbattere a 13 unità.
Purtroppo, si è ritenuto che ciò non bastasse in quanto permangono ancora divergenze sul vero modus operandi del Comune in termini di tempistica e assegnazione dei lavori. Legambiente Selvazzano chiede vere soluzioni alternative all’abbattimento seppur ridotto, ma, soprattutto, chiede la visione delle perizie anche attraverso la loro pubblicazione sul sito del Comune.

Il circolo “I Ponti e la Selva” è convinto che la pubblicazione delle perizie, già in possesso all’Amministrazione e fonte quindi della delibera succitata, permetterebbe a chiunque di farsi un quadro realistico della situazione in corso e, tra l’altro, metterebbe al riparo l’Amministrazione da inevitabili polemiche dei cittadini se venissero colti di sorpresa da un abbattimento su larga scala.

A tale richiesta, ad oggi, l’Amministrazione non ha ancora dato seguito. Al momento le perizie non sono visionabili e il tempo stringe per avviare un’eventuale controperizia prima dei lavori previsti.
Da evidenziare che a Selvazzano non risulta predisposto e tantomeno abbozzato, un Censimento del Verde Pubblico come previsto dal Piano del Verde (Legge n. 10/2013).

È ovvio che senza una seria analisi delle soluzioni alternative all’abbattimento, saremo giocoforza costretti a mantenere negativo il nostro giudizio sull’operato dell’Amministrazione.
Giuste o meno che siano le motivazioni tecniche che suggeriscono tali abbattimenti il circolo Legambiente Selvazzano osserva che, a differenza di quanto accade in altri Comuni, a Selvazzano domina una logica di piazza pulita dei grandi alberi in ambito urbano. 

L’esistenza di problematiche quali: presenza fastidiosa e persistente di foglie cadute al suolo; poca saldezza dei rami in caso di forte vento; affioramento di radici con rottura del manto stradale e conseguenti possibili danni a persone o cose non possono certo superare, a giudizio di Legambiente Selvazzano, i benefici reali e continuativi del possedere piuttosto in città una quantità importante di vegetazione arborea che regali: ombra, ossigeno, riduzione delle polveri sospese e, non ultimo, abbellimento urbano.

Non vorremmo certo lasciare in eredità un deprimente habitat sempre più asfaltato, assolato o inquinato alle generazioni future, ai nostri figli. Il tutto minimamente contrastato da una ridotta selva di striminziti alberelli, che andrebbero a sostituire i grandi alberi adulti asportati senza alcun principio, criterio o adeguata pianificazione.

Il famigerato caso di Via Padova, la trafficata e oggi assolata arteria che collega Selvazzano alla città del Santo, con i filari di piccoli aceri in difficoltà, memori dei grandi e ombreggianti bagolari a suo tempo abbattuti, sono la testimonianza più evidente di quanto tutti temiamo.

Flavio Boscatto, Legambiente Selvazzano