No alla fusione Acegas-Aps HERA

A poco più di un anno dalla grande vittoria referendaria del 12 e 13 giugno 2011 quando milioni di italiani si pronunciarono in maniera chiara sulla ripubblicizzazione del servizio idrico e la fuoriuscita dell’acqua dal mercato e dalle logiche di profitto, sulla cancellazione in tariffa della remunerazione del capitale investito dal gestore… ci ritroviamo, oggi, quasi punto e a capo.Perché la progettata operazione di fusione, meglio, incorporazione della nordestina ACEGAS-APS nell’emiliana HERA, con la partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti, rappresenta solo l’ultimo anello di una serie di provvedimenti (del governo Berlusconi prima, del governo Monti poi) tesi a svuotare la carica autenticamente democratica del risultato referendario. Si tratta di un’operazione fatta con metodo tutto verticista e chiuso nelle stanze dei poteri economici, perfettamente coerente con l’assunto dominante: i “mercati” dettano la linea politica ai Governi esattamente come i consigli di amministrazione (delle due società) decidono al posto dei Consigli comunali (chiamati poi a ratificare quelle scelte) e di noi cittadini-utenti.

L’esatto contrario di quanto abbiamo affermato coi referendum!! E decidono su beni essenziali alla vita di noi tutti, ponendo una pietra tombale sulla possibilità, da parte della cittadinanza, di intervenire su scelte così importanti e di avviare un reale percorso di ripubblicizzazione (in gioco, ricordiamolo, non è solo la gestione del servizio idrico ma anche quella dei rifiuti -ancora tutta incentrata sull’incenerimento- e, più in generale, dei servizi locali). Non solo, anche il diritto di essere compiutamente ed esaustivamente informati ci viene nel contempo negato.

Per questi motivi, l’Assemblea cittadina NO alla fusione ACEGAS-HERA, composta dai comitati, associazioni, movimenti, sindacati e partiti che in questi anni hanno sostenuto il percorso referendario, invitano giovedì 20 settembre ore 21 alla sala Polivalente, in via Diego Valeri, Padova per un incontro di approfondimento sui motivi della contrarietà alla fusione. Intervengono Andrea CASELLI, Coordinamento Regionale Comitati dell’acqua Emilia Romagna e Marco BERSANI, Attac Italia – Forum Italiano dei movimenti per l’acqua.

Alcune riflessioni ce le scrive una lettrice di ecopolis, Antonia Carone, medico di base: “Nei giorni scorsi Zanonato ha illustrato, con dovizia di dati, l’utilità e il guadagno di Padova nell’operazione di fusione Hera-APS Acegas. Il suo ragionamento parte dalla ineluttabile necessità che ha Acegas-Aps, società quotata in borsa, di andare sul mercato e quindi la possibilità di essere comperata da chiunque in Europa voglia investire su questi affari. Meglio associarsi a Hera che è grossa, vicina, e “nostra”, nella quale potremmo ancora fare pesare le nostre opinioni.

Non dice che il 20 luglio la Corte Costituzionale ha restituito la voce ai cittadini e la democrazia al nostro Paese dichiarando incostituzionale l’articolo 4 del Decreto Legge 138, con il quale il governo Berlusconi calpestava il risultato referendario e reintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali.

La sentenza blocca tutte le modificazioni successive, comprese quelle del Governo Monti. E’ un passaggio importante perchè la sentenza ribadisce la volontà popolare espressa il 12 e il 13 giugno 2011. Quello che vale per l’acqua, difeso come bene comune dalla grande maggioranza degli Italiani nel Referendum, può essere esteso anche ad altri beni comuni strategici (l’aria, il sole , i rifiuti..). Non devono essere quotati in borsa, non sono merce che si vende e si compra e su cui si guadagna e si specula, non devono essere finanziarizzati, ma devono rispondere ai bisogni dei cittadini.

E i nostri Amministratori devono rispettare e valorizzare la nostra decisione, non essere interessati solo agli immensi profitti che si prospettano. Pensiamo, una volta tanto, anche alla salute dei cittadini!”.

4 thoughts on “No alla fusione Acegas-Aps HERA

  1. Perfettamente d’accordo, è un errore gravissimo quello di Zanonato e della sua giunta: così si da ancora piu spazio a chi sostiene che di questa politica politicante e affaristica non se ne può pìù

  2. ricorderei a tutte/i anche la decisione dell’assemblea di indire per questo sabato (22 settembre) una “critical mass” con partenza da Prato della Valle Isola Memmia alle ore 10. Nel frattempo la Giunta ha deliberato la decisione di “annessione” ad Hera e lunedì 24 settembre il Consiglio Comunale è chiamato a votare sulla delibera. Credo sia importantissimo essere presenti a Palazzo Moroni alle 18 per chiedere che la decisione non venga presa, per consentire informazione e consultazione pubblica e comunque opporsi a questa scelta che priverà Padova e la sua comunità di ogni potere su tariffe e qualità dei servizi pubblici ed in particolare ACQUA e SMALTIMENTO RIFIUTI.
    aurora d’agostino

  3. Luisa Calimani

    Il denaro che un’Amministrazione raccoglie da varie fonti (IMU, tasse, ecc.) dovrebbe servire per migliorare la qualità della vita dei cittadini, offrendo servizi, verde, aria e acqua pulite.. . Ma quale bene è più prezioso dell’acqua ? A che serve il denaro raccolto se questo viene usato per sottrarre questo Bene al controllo della gente a cui appartiene? Sappiamo che l’acqua è il più grande business del secolo, ma il baratto acqua-denaro è uno degli affari più vergognosi. Oltre che eticamente scorretto privatizzare un bene che non è proprietà di una o dell’altra amministrazione ma è un Bene Collettivo, è antidemocratico andare nella direzione opposta alla precisa e formale espressione della volontà popolare.

  4. I favorevoli alla fusione Hera -Acegas sostengono tra l’altro, che non c’è privatizzazione perchè la nuova società sarà comunque a maggioranza pubblica. Si da il caso che anche la nuova società sarà una s.p.a quotata in borsa,e le remunerazioni agli azionisti pubblici e privati deriveranno dalla maggiore vendita del prodotto. Essendo però questo prodotto l’acqua,un Bene Comune finito,( se ne consuma di più di quello che la natura riesce a procurarci), si dovrebbe invece risparmiare e penalizzare chi ne abusa.
    Invece Zanonato, e tutto il Partito Democratico,( IDV, SEL, PRC, come voteranno? Ovviamente non sono da considerare le posizioni dei partiti di opposizione, artefici per primi di privatizzare tutto, e ora in posizione spudoratamente strumentale), con questa operazione é come ci dicesse ad ognuno di noi: usane fin che vuoi cittadino/a perchè i proventi economici che deriveranno dal pagamento della tua bolletta veranno usati, in parte,( gli altri andranno in tasca ai privati che possegono queste azioni), dal tuo Comune, che partecipa con sue azioni alla società Hera -Acegas, per garantire così altri servizi sociali che altrimenti, visti i tagli del Governo e della Regione, non saremmo in grado di garantirti.
    Ma il risultato refendario contro la privatizzazione dell’acqua ha dimostrato che la volontà popolare per questo bene primario non considera l’acqua un bene sul quale speculare finanziariamente, nè da parte pubblica nè privata, perchè nei confronti dell’acqua esistono anche due sentimenti molto umani: “affettività e rispetto”. E una buona amministrazione queste sensibilità dovrebbe invece favorire: con una campagna di partecipazione per sensibilizzare al risparmio, alla conoscenza delle reti di distribuzione in ogni quartiere, a percosi dalla fonte al rubinetto di ciascuno, allo stabilire una quota minima per tutti e penalizzare chi spreca, a contenere gli stipendi ai manager, ecc.
    Non fare questo è il delitto politico che Zanonato e il Partito Democratico sta compiendo.
    Sulla gestione rifiuti mi piacerebbe sapere se Hera è d’accordo con lo sviluppare la diferenziata o preferirà incrementare l’incenerimento indispensabile all’economicità dell’inceneritore.
    Per quanto riguarda la posizione dei sindacati di settore che sono d’accordo con la fusione delle due società, credo siamo di fronte semplicemente ad una ” banale” posizione corporativa, che anche la Cgil purtroppo appoggia.

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