| Il Forum nazionale “Salviamo il paesaggio-difendiamo i territori”, che comprende una pluralità di associazioni nazionali, comitati territoriali e semplici cittadini che condividono l’obiettivo di opporsi al dilagante fenomeno del consumo di suolo e della distruzione del paesaggio, ha fornito un primo rendiconto sulla risposta dei comuni sul censimento degli immobili sfitti o non utilizzati.Il censimento si basa sulla compilazione di una scheda che è stata trasmessa a tutti i comuni italiani utilizzando la posta elettronica certificata, strumento che la stessa amministrazione pubblica invita ad utilizzare per agevolare il dialogo tra Enti e cittadini. In particolare, la scheda censuaria chiede qualche dato primario, come il rapporto tra superficie comunale complessiva e aree verdi, l’estensione di suolo potenzialmente urbanizzabile secondo quanto previsto dallo strumento urbanistico in vigore, e quello che dovrebbe essere l’elemento centrale di qualunque seria pianificazione del territorio, ovvero l’ammontare degli immobili (tanto residenziali quanto produttivi) presenti in ciascun Comune e al momento sfitti o non utilizzati.Ebbene solo 177, degli 8101 comuni italiani interpellati, hanno risposto alla richiesta del Forum. Un risultato sconfortante, che tradisce come la stragrande maggioranza dei comuni sia quanto mai reticente a far conoscere i propri dati sensibili in materia di utilizzo del patrimonio edilizio esistente. Né tale risultato può essere imputato alla mancanza di rappresentatività del soggetto proponente, sia per la qualità ed il numero delle organizzazioni ed associazioni che lo compongono, sia perché la costituzione del Forum è stata formalmente apprezzata dal Presidente della Repubblica e dai ministri per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi e per le Politiche agricole Mario Catania. La realtà è che per giustificare l’inarrestabile corsa al consumo di suolo e la necessità di nuove urbanizzazioni (con la loro dote di oneri di costruzione per le casse comunali) le singole amministrazioni, nei loro piani di programmazione urbanistica, con la complicità di valutazioni tecniche accomodanti, tendono da un lato a esasperare le previsioni di crescita demografica e dall’altro a sottostimare il patrimonio edilizio inutilizzato o sottoutilizzato. È un sospetto che nutriamo anche nei confronti della politica urbanistica del comune di Padova, che, però, risulta tra i 60 comuni virtuosi che hanno inviato al Forum la scheda debitamente compilata. Ciò ci darà l’opportunità di verificare la correttezza degli atti di pianificazione della nostra amministrazione, incrociando i dati della scheda con quelli che sono stati utilizzati per definire il fabbisogno abitativo (da soddisfare con nuove lottizzazioni) del Piano di Assetto del Territorio adottato nel 2009. Il Forum ha concesso ulteriori due mesi per attendere le risposte dei comuni inadempienti. Decorso tale termine verrà proposta una legge d’iniziativa popolare per difendere il territorio dall’ulteriore consumo e salvare il paesaggio agricolo. |
