| “Al di là dell’ottimo bilancio del medagliere azzurro (28 le medaglie vinte, 10 in più che a Pechino 2008), delle piccole polemiche circa l’opportunità o meno di organizzare l’evento in contemporanea alle Olimpiadi e delle storie dei singoli atleti, è opportuno interrogarsi sull’impatto che le Paralimpiadi hanno avuto in termini di comunicazione“.E’ questo il commento di Pietro Barbieri, Presidente della Fish, di ritorno da Londra. “Ho visto megaschermi nei parchi pubblici, dove la gente faceva il tifo durante le partite di calcio dei non vedenti o durante le finali dei 100 metri. I telegiornali sportivi aprivano sempre con le notizie sui Giochi Paralimpici con servizi accattivanti e dettagliati. È stata la BBC, con il suo lavoro, a creare interesse e partecipazione. E a questo si aggiungano tutti gli interventi strutturali per tentare di rendere realmente fruibile la capitale inglese. (…) Almeno in Gran Bretagna sembra raggiunto un importante effetto: le persone con disabilità vengono intese come incluse in una società, in una collettività più ampia che verso di loro dimostra un interesse non occasionale. Ora vogliamo che non si spengano i riflettori su questa realtà” (leggi qui tutto l’intervento di Pietro Barbieri).
Purtroppo sembra che non sia così se, a distanza di pochi giorni, la notizia che domenica scorsa a San Damaso di Modena, la Coco Loco Padova ha conquistato la Coppa Italia del wheelchair hockey (hockey in carrozzina elettrica), battendo in finale i campioni d’Italia dei Thunder Roma per 5-3, non ha trovato spazio sulla stampa locale padovana, se non per un trafiletto di 6 righe sul sito on line di uno dei tre quotidiani, accompagnato da una foto (per altro sbagliata). Allora ecco la cronaca della vittoria degli atleti padovani (leggi tutto qui): “La competizione tra le due compagini (Coco Loco Padova e Thunder Roma) inizia ad essere di sicuro avvincente per gli appassionati di questa bella disciplina sportiva. Nel maggio scorso, infatti, le finali del Campionato 2011-12 avevano visto confrontarsi queste stesse due squadre. Per i capitolini niente di nuovo, visto che già l’anno precedente avevano conquistato il primo posto. Quest’anno si trattava di difenderlo e di non cedere la posizione. Ma non si aspettavano di doversi battere con la squadra padovana, più giovane, meno esperta e arrivata per la prima volta nella sua storia sportiva a quella finalissima, dopo un anno di performance di qualità via via crescente. Che la Coco Loco sia in continua e vertiginosa ascesa lo dimostra il risultato della Coppa Italia. Dopo infatti che a maggio – in una partita tesa e di alto livello, con il risultato in bilico fino all’ultimo – aveva perso lasciando la corona ai campioni in carica, questa volta ha rovesciato le sorti, conducendo una partita quanto mai determinata, e dopo tre tempi passati a inseguire gli avversari, ha affrontato il quarto con una grinta che il team capitolino – ormai probabilmente certo della vittoria – non si aspettava. Con grande entusiasmo, quindi, li ha raggiunti e superati. Bello anche che questo risultato sia arrivato mentre in campo la squadra veneta giocava con i segni del lutto sulla maglia, in memoria del compagno Stefano D’Andrea, che avrebbe dovuto anch’egli giocare per la Coppa e che invece è scomparso proprio 13 settembre. A lui è andata naturalmente la sentita dedica della vittoria.” sintesi a cura di ecopolis di due articoli comparsi su Superando.it a firma del direttore e di Barbara Pianca |
