La tutela dell’ambiente è diventata un principio costituzionale. Per Legambiente “una bellissima notizia e una vittoria per l’ambiente”.
La Camera dei Deputati ha definitivamente approvato la proposta di legge costituzionale che inserisce nella Carta costituzionale un preciso riferimento alla tutela dell’ambiente e degli animali, modificando gli articoli 9 e 41 della Costituzione.
Il disegno di legge costituzionale inserisce nella Carta costituzionale un espresso riferimento alla tutela dell’ambiente e degli animali, recando modifiche agli articoli 9 e 41 della Costituzione.
In particolare, integrando l’articolo 9 della Costituzione, la legge introduce tra i principi fondamentali la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Stabilisce inoltre che la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.
La modifica dell’articolo 41 della Costituzione, dice che l’iniziativa economica non possa svolgersi in modo da recare danno alla salute e all’ambiente e che la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini ambientali.
«Il via libera definitivo arrivato oggi dalla Camera alla proposta di legge che prevede l’inserimento nella Costituzione della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – rappresenta una bellissima e storica notizia per il nostro Paese. Stiamo parlando di un tema cruciale legato al nostro Pianeta, al centro delle politiche mondiali, europee e delle mobilitazioni dei giovani, che non poteva mancare tra i principi fondamentali della nostra bellissima Costituzione. Ora l’auspicio è che il nostro Paese passi anche dalle parole ai fatti affrontando con più decisione e concretezza i grandi temi ambientali, a partire dalla lotta alla crisi climatica e dalla diffusione degli impianti a fonti rinnovabili, e i tanti problemi irrisolti con interventi, riforme – come l’introduzione dei delitti contro la flora e la fauna che ancora manca all’appello – e azioni che vadano nella direzione della sostenibilità ambientale, dell’innovazione e della giusta transizione ecologica ed energetica».
La modifica è stata approvata con 468 voti a favore, un contrario e sei astenuti. Il Senato lo aveva approvato con la maggioranza dei due terzi il 3 novembre scorso quindi la modifica entra subito in vigore e non può essere sottoposta a referendum.
Donatella Gasperi, coordinatrice Ecopolis
