La montagna è la cartina di tornasole del cambiamento climatico in atto e le parole di Chiara Bettega ce lo mostrano passo dopo passo
“Pensare come una montagna” è il suggerimento prezioso che Chiara Bettega – ricercatrice ornitologa e collaboratrice del MUSE, Museo delle scienze di Trento – consegna ai lettori del volumetto “Salire per sopravvivere. Gli ecosistemi montani alla prova della crisi climatica” (People editore, Collana L’Altramontagna, 14 €). Volumetto perché di piccole dimensioni, ma davvero prezioso per capire e, volendo, verificare con le proprie gambe e i propri occhi, come l’innalzamento della temperatura sta modificando gli habitat alpini.
La sinossi dell’editore spiega: l’autrice ci restituisce un viaggio sorprendente che tutti (o quasi) possono intraprendere. Un viaggio in salita che parte dai boschi misti di media montagna, entra nelle foreste di conifere, esce nella luce violenta delle praterie alpine, transita nella fascia degli ambienti rocciosi e poi in quella nivale dei ghiacciai, per arrivare infine sulla cima. Grazie a continui cambi di focale, viene osservata una moltitudine di aspetti che ci svelano l’importante mutazione in atto. I cambiamenti climatici stanno avendo un impatto sulle specie che vivono in montagna, la cui migrazione verticale è solo una delle risposte. Per qualcuno la “scala mobile per l’estinzione” sarà fatale. Per qualcun altro la complessità montana diverrà un rifugio in cui sopravvivere. E noi, una volta arrivati in cima, potremo sederci «sulla roccia nuda a guardare il mondo di sotto».
Salite le cinque tappe proposte e osservato il cambiamento, abbiamo la possibilità di verificare le parole di Chiara Bettega: «Le montagne comprimono in uno spazio relativamente ristretto tutta la variazione di temperatura che, in pianura, avremmo muovendoci in senso latitudinale di parecchie centinaia di chilometri. Ogni porzione di montagna è quindi caratterizzata da comunità vegetali e animali adattate a specifiche condizioni di substrato, morfologia, temperatura. Per questo motivo le montagne sono, a livello globale, serbatoi di biodiversità. E per questo a noi ecologi piace affermare, non senza cognizione di causa, che le montagne sono uniche».
Un viaggio “facile” quello che ci viene proposto, necessario per capire la necessità di un’assunzione di responsabilità che deve riguardarci tutti.
Redazione Ecopolis
