GRANZE DI CAMIN: LA BATTAGLIA CONTRO IL CONSUMO DI SUOLO CONTINUA

Il TAR Veneto ha respinto il ricorso presentato dal Comitato Cittadini di Granze di Camin che ha deciso di ricorrere in appello

 

La vicenda del nuovo hub logistico Alì a Granze di Camin segna un nuovo capitolo. Il TAR Veneto ha respinto il ricorso presentato dal Comitato Cittadini di Granze di Camin e dai residenti più vicini all’area interessata non per ragioni di merito, ma per un cavillo procedurale. Una decisione che lascia irrisolte tutte le questioni ambientali, sanitarie e urbanistiche sollevate dai cittadini, e che rende ancora più urgente portare la discussione davanti al Consiglio di Stato.

Il Comitato ha già annunciato la presentazione di una richiesta di sospensiva e, contestualmente, l’appello contro la sentenza veneziana. Una scelta necessaria per evitare che un vizio formale cancelli anni di lavoro, analisi e documentazione su un progetto che rischia di trasformare in modo irreversibile un territorio fragile.

Un’opera fuori scala in un territorio già saturo

Da tempo i cittadini denunciano la sproporzione dell’intervento:

  • Area agricola cancellata: l’hub occuperà una superficie pari a due volte il Prato della Valle, sottraendo per sempre suolo fertile.
  • Volumi imponenti: uno dei corpi di fabbrica avrà dimensioni paragonabili a Palazzo della Ragione e un’altezza di 35 metri.
  • Impatto volumetrico: l’intero complesso avrà un volume equivalente a tre volte l’IKEA.

Un intervento che contraddice ogni principio di rigenerazione urbana e riduzione del consumo di suolo. Traffico, aria e salute: i nodi che il TAR non ha potuto valutare

Il rigetto per motivi formali ha impedito al TAR di esaminare nel merito questioni cruciali:

  • Traffico pesante non stimato: i mezzi si riverseranno su Riviera Maestri del Lavoro, a ridosso del centro abitato, per poi raggiungere Via Messico e Corso Stati Uniti, già oggi congestionati. Gli stessi tecnici comunali, nelle carte, ipotizzano la necessità di una nuova uscita dalla tangenziale.
  • Inquinamento atmosferico: la centralina di Granze di Camin registra valori tra i peggiori della pianura padana. Lo studio commissionato dal Comune contiene dati – mai analizzati – che suggeriscono un possibile incremento di 20.000 casi annui di patologie cardiocircolatorie nell’area limitrofa.
  • Perdita di biodiversità e aumento del rischio idraulico: la trasformazione del suolo agricolo in superfici impermeabili genererà una nuova isola di calore e aumenterà la vulnerabilità delle abitazioni sparse, oggi a 50–100 metri dagli stabilimenti.

Nonostante la normativa preveda opere di compensazione nelle immediate vicinanze dell’intervento, il progetto non include alcuna misura significativa. Nessuna barriera verde, nessun corridoio ecologico, nessuna protezione per i residenti che vivono a ridosso dell’area. Mitigazioni ambientali assenti: un vuoto che pesa.

Il Comitato Cittadini di Granze di Camin è nato ben prima del progetto Alì, con l’obiettivo di recuperare aree marginali, promuovere attività sociali e migliorare la qualità della vita del rione. L’opposizione all’hub non è ideologica: è la risposta necessaria a un intervento che rischia di compromettere salute, paesaggio e vivibilità. Una battaglia che continua: serve il sostegno di tutti. La scelta di ricorrere al Consiglio di Stato comporta costi legali significativi. Il Comitato chiede alla cittadinanza di contribuire secondo le proprie possibilità, per difendere insieme un territorio che appartiene a tutti.

Come sostenere il ricorso: 1) Bonifico bancario Comitato Cittadini di Granze di Camin IBAN: IT82 X088 0712 1020 0000 0876 972 BCC Veneta Credito Cooperativo – Filiale di Camin Causale: Ricorso Hub Alì; 2) Donazione GoFundMe Con carta di credito: https://gofund.me/9976c874

Comitato Cittadini di Granze di Camin