Ambiente in tribunale e non solo: processo PFAS, cave non autorizzate, maxi sequestro di vongole e tantissimi fuochi d’artificio sequestrati
Di seguito uno stralcio del Rapporto sulla Legalità della CGIL Veneto di dicembre, sezione ambiente, con un occhio di riguardo su Padova:
Cava non autorizzata a Vò Euganeo, area sotto sequestro. I Carabinieri forestali di Padova sono intervenuti il 25 novembre 2025 su un’area a Boccon di Vò, sequestrando un’area molto estesa (10mila mq) che il Parco Colli Euganei aveva adibito al rinnovamento di un vecchio vigneto. L’ipotesi dei Carabinieri è che la finalità dei lavori fosse l’estrazione non autorizzata (anzi vietata) di trachite, e non la bonifica agricola. Durante il sopralluogo, effettuato a seguito di una segnalazione, i Carabinieri hanno trovato un’ingente quantità di massi di trachite (800 mc di inerti) destinati alla vendita. Il viticoltore rischia l’arresto sino a 2 anni per danno ambientale e un’ammenda da 15 a 52mila euro.
Sentenza TAR Veneto: Marzotto paghi la bonifica Miteni spa. Depositate le motivazioni della sentenza della Corte d’Assise di Vicenza per disastro ambientale. Il TAR del Veneto ha rigettato il ricorso della Manifatture Lane Gaetano Marzotto & figli avverso alla decisione della Provincia di Vicenza di responsabilità sull’inquinamento da PFAS nel sito industriale di via Colombara a Trissino (VI). Per la Provincia, la spesa per la bonifica del sito industriale dismesso nel 2018 (costo stimato di 180 ML di euro) è a carico di tutti i soggetti imprenditoriali che negli anni si sono succeduti nella gestione dell’impianto industriale (MARZOTTO; ENI, MITSUBISHI, ICIG). La Marzotto Spa ritiene che i disastri ambientali dovuti alla fuoriuscita dei PFAS dagli impianti chiusi siano capitati negli anni ‘60-’70 e che la società laniera della valle dell’Agno non ne sia responsabile. Diversa la decisione del TAR Veneto che afferma che nel 1970 c’erano già sostanze tossiche e che la produzione non è mai cambiata.
Il 17 dicembre 2025 sono state depositate le motivazioni della sentenza della Corte d’Assise di Vicenza (presidente del collegio giudicante Antonella Crea) del 26 giugno 2025.Si tratta di 2.062 pagine che, in estrema sintesi, dichiarano che Miteni Spa sapeva di inquinare ma non fermò mai la produzione; non applicò il principio di precauzione, perseverò (movente economico) anche nell’introduzione dei PFAS a catena corta come il GenX e C604. La sentenza ha visto 11 imputati, ai vertici di ICIG e Mitsubishi, condannati a 141 anni di carcere (4 assoluzioni), 134 udienze, anni e anni di processo e risarcimenti per decine di milioni di euro alle parti civili. I legali degli imputati hanno annunciato il ricorso in Corte d’Appello a Venezia.
La Cgil del Veneto ritiene la Sentenza di condanna “una pietra miliare nella lotta per la difesa dell’ambiente e della salute della popolazione, beni comuni essenziali che sempre più devono essere rispettati e preservati se vogliamo garantire un futuro al pianeta ed all’umanità.” La Cgil del Veneto è pronta fin da subito ad essere presente come Parte Civile anche in Appello, nel caso fosse necessario.
Maxi sequestro di vongole e cozze su due auto nel delta del Po. La Guardia di Finanza di Loreo (RO) ha bloccato due auto fra Rosolina e Porto Tolle con a bordo tre uomini, dipendenti di un’impresa ittica del territorio, che trasportavano oltre una tonnellata e mezza di vongole e cozze pescate di frodo, pronte per la vendita. I prodotti ittici non erano tracciabili e quindi non erano sicuri dal punto di vista alimentare. Il servizio veterinario dell’ULSS 4, fatti i controlli di rito, ha rilevato che le condizioni igienico sanitarie erano tali da non renderli sicuri per il consumo. È quindi scattato il sequestro di 1.550 chili di molluschi ed è stata emessa una sanzione di 12mila euro. I semi delle vongole veraci e dei lupini sequestrati sono stati rigettati nei canali navigabili di Porto Viro, con la collaborazione delle unità navali di Porto Levante, mentre le cozze sono state distrutte.
Sequestrati in Alta Padovana 1.300 chili di fuochi pirotecnici. La Guardia di Finanza di Cittadella ha sequestrato in 2 differenti mini market, a Camposampiero e Piombino Dese, 1.300 chili di fuochi d’artificio (175mila pezzi del valore superiore a mezzo milione di euro) con una sanzione a carico dei due imprenditori di nazionalità straniera. Gli articoli sequestrati erano regolari, ma erano esposti per la vendita in scaffali vicini ad altri materiali altamente infiammabili, con un solo estintore posizionato lontano dai fuochi. I due imprenditori sono stati denunciati.
Sequestro record di “fuochi” a Padova. La Guardia di Finanza di Padova ha sequestrato oltre 45mila materiali pirotecnici stoccati nel magazzino di un grossista in zona industriale a Padova, a causa del grave pericolo rappresentato dalle modalità di conservazione della merce. I fuochi di categoria F1 e F2 erano depositati in un locale non dichiarato nel certificato di prevenzione incendi. Il legale rappresentante del centro è stato denunciato per commercio abusivo di materiale esplodente e omissione colposa di cautele sulla sicurezza sul lavoro.
Tratto dal Rapporto mensile sulla legalità in Veneto redatto da Ilario Simonaggio, responsabile Osservatorio Legalità CGIL Veneto. Per chi volesse leggere la versione completa, il Rapporto sulla legalità è pubblicato sul portale della CGIL Veneto, nell’Osservatorio sulla Legalità del Consiglio Regionale Veneto nonché sul sito dei quotidiani NEM nello spazio riservato agli abbonati. Fonte del Rapporto sono i media locali e le ordinanze di custodia nei casi di associazioni criminali.
Redazione Ecopolis
