Il porta a porta all’Arcella Est: necessario e urgente

I vantaggi del porta a porta sono numerosi e ben documentati anche a Padova. Occorre proseguire su questa strada e farlo velocemente.

 

Il primo giugno arriverà finalmente il Porta a Porta all’Arcella Est, quasi due anni dopo la metà ad ovest e con un anno di ritardo a causa delle difficoltà originatesi dalla pandemia. Quasi 20.000 abitanti coinvolti e un quartiere nuovamente “riunito” con un sistema di raccolta omogeneo che consentirà di incrementare ulteriormente la qualità della raccolta differenziata, e conseguentemente di ridurre il conferimento dei rifiuti in discarica e all’inceneritore.

Il sistema porta a porta, già ampiamente sperimentato in tutta la regione, ha consentito di collocare il Veneto al primo posto in italia per qualità della raccolta differenziata, primo essenziale step per sviluppare l’economia circolare e immettere nel mercato materie prime seconde, ovvero sfridi di lavorazione delle materie prime o materiali derivati dal recupero e dal riciclaggio dei rifiuti, senza dover necessariamente “attingere “nuovamente all’ambiente naturale.

I dati ci raccontano chiaramente che il miglior sistema per recuperare materia dai rifiuti è proprio approcciarsi ad essi con un sistema di raccolta che veda la responsabilità ed il coinvolgimento dei cittadini. Il porta a porta è un sistema di conferimento che avvicina utenza e gestione e spinge a performance sempre migliori anche nella riduzione dei rifiuti.

Se vogliamo ridurre al minimo la frazione dei rifiuti che va a smaltimento, sia attraverso discariche che mediante l’incenerimento, il porta a porta è la strada giusta consentendo anche di applicare il principio “chi più inquina, più paga” grazie all’applicazione della tariffa puntuale. Quindi ben venga il porta a porta all’Arcella Est, e in altre aree della città, ma si faccia in fretta. Perché se da una parte chiediamo la riduzione della potenza nel progetto di ammodernamento dell’inceneritore di San Lazzaro, dall’altra dobbiamo agire coerentemente aumentando la raccolta differenziata ed introducendo il sistema di raccolta porta a porta in tutta la città. È necessario inoltre potenziare il sistema di raccolta e di gestione con centri di preparazione al riutilizzo e con impianti dell’economia circolare, come per esempio quello per riciclare i pannolini. Ormai il sistema è rodato, basti pensare che anche metropoli come Milano e città come Treviso, Parma, Salerno  si sono organizzate con una raccolta porta a porta.

Per quanto riguarda la nostra Regione, ricordiamo che quasi l’80% della popolazione veneta ha adottato questo sistema di raccolta rifiuti, ovvero oltre 480 Comuni, con risultati che hanno consentito ad esempio alla città di Treviso di arrivare a produrre, lo scorso anno, solo 70 kg di rifiuto secco per abitante, contro i 260 kg che produce annualmente ogni padovano.

Perché, come già detto, il sistema del porta a porta  responsabilizza il cittadino, facendolo prendere coscienza di quanto rifiuto produce, incentivando alla sua riduzione e il corretto conferimento.

Come se non bastasse, i vantaggi in termine di decoro urbano, argomento a volte utilizzando per demonizzare il porta a porta, sono anche in questo caso evidenti: le mini discariche abusive nelle vie dei quartieri, dove residenti e spesso ditte edili, perlopiù, non saranno più possibili. Ogni casa avrà i propri bidoni e ogni condominio di grande dimensioni la propria isola ecologica, con un conseguente miglioramento dell’ordine e della pulizia.

Legambiente Padova