In città si è tornati a parlare di raccolta differenziata porta a porta relativamente al quartiere Sacra Famiglia. A oltre 20 anni dalla prima introduzione urge completare il percorso
L’ultima estensione del Porta a Porta è ormai datata giugno 2021 e ha riguardato la porzione Est del quartiere Arcella, seguita a due anni di distanza dal completamento della porzione occidentale. Sono ormai passati quattro anni e solo ora sembra prospettarsi l’arrivo del Porta a Porta in un nuovo quartiere, la Sacra Famiglia, da anni in previsione e più volte rimandato. Le modalità dovrebbero essere le stesse per gli altri quartieri periferici, con la possibile novità dell’introduzione delle isole ecologiche, accessibili mediante tessera magnetica, per le vie dei grandi condomini, come ad esempio via Palermo.
Ricordiamo che Il sistema di raccolta porta a porta, già adottato da quasi l’80% della popolazione veneta, ha consentito alla nostra regione di raggiungere il primo posto in Italia per qualità della raccolta differenziata, facendo leva proprio su una modalità di raccolta che premia la responsabilità ed il coinvolgimento dei cittadini. Secondo il rapporto Comune Ricicloni Veneto, nei comuni con il porta a porta spinto e con centri di raccolta ben strutturati, la frazione di impurità nella raccolta si attesta tra l’1 e il 2%, percentuali che tendono ad aumentare rapidamente quando le modalità della raccolta sono miste o solo stradali.
A Padova, l’introduzione del porta a porta ha una gestione tanto, troppo lunga. Introdotto in centro storico oltre vent’anni fa (2002), quando la percentuale di raccolta differenziata si aggirava ancora intorno al 26%, il coinvolgimento di altri quartieri è poi ripreso solo a partire dal 2011 e si è sviluppato man mano fino all’ultimo ampliamento nel quartiere ’Arcella, contribuendo a superare il 65% di raccolta differenziata. Negli anni in cui il sistema porta a porta è stato introdotto in nuovi quartieri, la percentuale di rifiuti differenziati avviati al riciclo è salita in media del 3%, contro lo 0,5% degli altri anni. Particolarmente significativo è l’incremento del 6,5% avuto in città dopo l’avvio del servizio nel popoloso quartiere dell’Arcella ovest (2019).
Dopo 20 anni dalla prima introduzione del sistema porta a porta in città, è ora che il servizio venga finalmente esteso a tutto il Comune, coinvolgendo anche i rioni che ancora mancano all’appello, come la Sacra Famiglia. Se il sistema porta a porta deve essere il modello di riferimento, l’esperienza dell’Arcella insegna che in situazioni di importante densità abitativa e mancanza di spazi, va trovata una soluzione compatibile che consenta comunque il conferimento responsabile da parte dell’utenza.
Di fondamentale importanza per un più efficace funzionamento del sistema sarebbe l’introduzione di una tariffa puntuale che tenga conto dei rifiuti prodotti da ciascuna utenza, consentendo così di applicare il principio per cui “chi più inquina, più paga” o “chi meno inquina, meno paga!” che è di grande importanza per ridurre al minimo la frazione dei rifiuti indifferenziati che vengono smaltiti attraverso discariche e inceneritori.
Politiche, quelle dell’ampliamento del porta a porta a tutta la città, l’introduzione della tariffa puntuale, nonché il migliormaneto del servizio di raccolta con l’introduzione di alcuni correttivi puntuali, andrebbero adottati con maggiore celerità e convinzione. Padova, oltre al dato pressoché stabile della raccolta differenziata, risente infatti di un’alta produzione di Rifiuto Urbano Residuo per abitante, 207 kg, e di rifiuto a smaltimento: 233 kg/ab_eq, numeri che certamente sono influenzati anche dall’insistere in città di realtà quali un grande ospedale, una popolazione studentesca tra le più numerose d’Italia, e una grande zona industriale, ma che non giustificano uno stallo nel miglioramento delle perfomance che perdura da troppo tempo.
Francesco Tosato, Presidente di Legambiente Padova
