“Delitto e perdono. La pena di morte nell’orizzonte mentale dell’Europa cristiana. XIV-XVIII secolo” di Adriano Prosperi (edito da Einaudi) è un mirabile studio il cui oggetto è la storia della cristianizzazione dell’esecuzione capitale, indagata attraverso l’emersione e l’analisi di una ampia messe documentale (e bibliografica) proveniente dagli archivi delle città italiane tra la fine del Trecento e i Lumi, con anche varie incursioni in alcune realtà europee. I nessi profondi legati allo “spettacolo” della morte di stato sono qui studiati con una attenzione estrema,
