“Non ci riesco”: il nonsense del Circo Sociale

In piazza Caduti della Resistenza dal 6 maggio arriva il Circo Sociale. Fino ad ottobre il giovedì pomeriggio  si gioca, si salta, si balla.

 

La scuola del circo sociale è una scuola di vita: si impara a giocare ma anche ad avere fiducia in sé stessi e nei compagni, a tollerare i propri errori e a scusare quelli degli altri. Se ti cade una pallina, se sbagli una capriola, se inciampi su un cerchio, nessuno si arrabbierà, anzi, tutti saranno pronti ad aiutarti. E tu sarai pronto a riprovarci, finché non ci riesci, finché non ti va più, finché sì. Per divertirsi insieme agli altri ed essere imperfetti, con lo scopo di combattere la filosofia del “non ci riesco”.

Il Circo Sociale è un progetto che il Quartiere 5B ha deciso di promuovere per creare un punto di incontro tra ragazzi, in Piazza Caduti della Resistenza, dal 6 maggio, per tanti giovedì pomeriggio, dalle 16:30 alle 19:00, fino ad ottobre. La partecipazione è libera e gratuita, ed aperta anche agli adulti interessati.

Valentina Sperandio  e i suoi compagni dell’associazione Kervan – CircolArte, che conducono gli incontri, sono degli artisti sognatori ma allo stesso tempo molto concreti. E’ vero, loro camminano sulle funi, non sulla terra; guardano sempre davanti o verso il cielo, quando mettono un piede dietro l’altro o lanciano palline, clavette e cerchi al sole e alle stelle. Per questo hanno imparato a guardare il mondo da un altro punto di vista, ma sempre fortemente ancorato alla realtà. Una visione che ha permesso loro di condividere un’idea davvero pazza: quella di contribuire a coinvolgere una comunità e farla crescere, motivare un gruppo di persone e unirle secondo principi di reciprocità.

«Una delle funzioni principali del Circo Sociale- spiega Valentina – è promuovere una cultura creativa che insegna ad avere fiducia e bisogno l’uno dell’altro, per creare solidarietà. I ragazzi sperimentano l’importanza dell’unicità di ognuno, la tolleranza, la sensibilità verso gli altri, la fiducia in sé stessi».

In un mondo sempre più veloce e superficiale la giocoleria ci insegna che a volte non ci sono scorciatoie,
che la strada dell’apprendimento, anche se lunga, può essere un modo stimolante per mettersi alla prova. Gli incontri non insegnano abilità in modo meccanico, lo scopo è buttare alle spalle il “non ci riesco”, e imparare il “problem solving. Nell’iniziativa del Quartiere 5B, ai bambini ed ai ragazzi, in due gruppi distinti, verranno spiegate le principali tecniche di giocoleria con palline, piatti, fazzoletti e hula hoop, costruiti quando possibile, con materiali di recupero, e tanti esercizi per imparare le tecniche di equilibrismo.

Con impegno e passione, i volontari dell’Associazione Kervan – CircolArte, dedicano la loro esperienza e i loro saperi al servizio dei giovani e delle loro famiglie: «Crediamo che un’infanzia ricca di creatività, fantasia e cooperazione possa costruire un futuro migliore a far crescere bambini che un giorno saranno adulti costruttori di pace».

Gli incontri sono aperti anche agli adulti che desiderano scoprire questo mondo e farne parte per diventare, loro stessi, nelle loro comunità, portatori di valori di solidarietà.

Kervan –  Circol’Arte è un’associazione affiliata all’Associazione nazionale Giocolieri e Dintorni e Altro Circo,  progetta interventi nelle scuole e nei comuni per trasmettere il rispetto dell’ambiente, allontana atti di discriminazione sociale religiosa e razziale attraverso laboratori artistici, creativi, manuali, letture animate, teatro di figura, arte.

Angela Bigi, Redazione Ecopolis