Quotidianità difficile. Dai PFAS sparsi per le cave del Veneto alla carenza di trasporto pubblico per le Olimpiadi alla truffa UE dei fondi agricoli
PFAS sotto la Pedemontana, distribuito in 20 cave. Nel corso dell’attività di cantiere (galleria di Malo) per la costruzione della Superstrada Pedemontana Veneta, sono stati depositati oltre 3 milioni di metri cubi di terre da scavo utilizzando una ventina di siti di deposito. Ora, le analisi effettuate da ARPAV rilevano che le acque di ruscellamento provenienti da alcune cave del vicentino (Marano, Montecchio Precalcino) hanno una concentrazione di PFBA (acido perfluorobutanoico) pari a 200 nanogrammi per litro. Il limite per le acque potabili è fissato a 90 nanogrammi per litro. L’acqua inquinata finisce in falda e alcuni gestori delle acque potabili (si tratta della ricarica più estesa d’Europa) hanno iniziato a chiudere pozzi di emungimento. Acegas ha chiuso 8 pozzi su 31 disponibili nella Pedemontana. COVEPA ha presentato 2 esposti alla Procura della Repubblica di Vicenza e ha informati tramite nota i Carabinieri del NOE. L’accusa punta alla ditta SIS Spa per l’uso di cemento delle gallerie incriminate di Malo e Sant’Urbano. La Procura di Vicenza ha iscritto nel registro degli indagati 12 persone (i vertici del consorzio SIS Spa e della SPV Spa, i tecnici e direttori di cantiere delle società).
L’accusa è di “non aver impedito il grave inquinamento ambientale e di non aver compiuto le opere di bonifica necessarie”. Al centro delle indagini, chiusa con la comunicazione agli indagati, c’è la quantità di PFBA spruzzato nelle gallerie come catalizzatore per l’indurimento del cemento. La società SPV Spa nega gli addebiti e afferma che i materiali usati erano privi di PFAS (consegnate in Procura le schede tecniche). La Procura di Vicenza ha chiuso le indagini svolte dai Carabinieri della Procura e da ARPAV e contesta ai 12 indagati di non aver effettuato le analisi di conformità alla normativa sui limiti di PFAS al cemento utilizzato nella costruzione delle gallerie, inoltre afferma che i test preliminari non eseguiti erano invece indicati nel capitolato d’appalto. I sindaci del territorio inquinato sono intenzionati a costituirsi parte civile al processo. L’indagine potrebbe allargarsi, con nuovi accertamenti sul materiale di scavo. ISPRA, con una relazione del luglio 2025 voluta dal Ministero dell’Ambiente, ritiene che le fonti dell’inquinamento sono ancora attive per cui chiede: di proseguire il monitoraggio soprattutto nei corpi idrici sotterranei; assicurare il regolare funzionamento dell’impianto di trattamento delle acque di drenaggio delle gallerie di Malo e Sant’Urbano aumentando la capacità di drenaggio della prima; eseguire interventi di mitigazione e approfondimenti tecnici per definire meglio le sorgenti e i percorsi di migrazione dell’inquinamento.
Olimpiadi Milano- Cortina 2026, la situazione del trasporto pubblico. A meno di 100 giorni dalle Olimpiadi è ancora incerto il piano trasporti pubblici per raggiungere Cortina d’Ampezzo. Niente treno sino a Calalzo da Roma (Espresso Cadore di Trenitalia Spa). Si è a conoscenza di 6 parcheggi scambiatori per i possessori di biglietti per assistere alle gare in arrivo in auto dall’A27, distribuiti tra Longarone e Acquabona di Cortina con parcheggio a pagamento (navetta da e per Cortina gratuita). 120 mezzi appaltati da Dolomiti bus ad altre compagnie di trasporto dai parcheggi scambiatori ai luoghi delle gare, cui si aggiungono altri 130 bus a lunga percorrenza dalla pianura. Rimane tutto da definire il piano dei pass per i residenti e chi lavora nel territorio ampezzano. Infine rimane grave la situazione dei posti auto, solo a pagamento, troppo limitati (pochi e molti sulla carta) per gli spettatori attesi i giorni dei Giochi.
Truffa all’UE di fondi agricoli per oltre 20 milioni di euro con epicentro a Padova. La Guardia di Finanza di Padova ha scoperto un sistema di truffa del Fondo Europeo agricolo di garanzia per 21,2 milioni di euro attuato negli anni compresi tra il 2017 e il 2022. L’indagine ha portato alla denuncia di 48 imprenditori agricoli provenienti da tutte le province del Veneto ad eccezione di Belluno. Il sistema prevedeva la moltiplicazione fittizia delle aziende per aggirare il limite massimo di 500mila euro per ogni azienda e il divieto di pascolamento svolto da terzi, in vigore dal 2015. Nella realtà i soggetti incassavano i soldi senza svolgere alcuna attività agricola di pascolo.
Sequestri e chiusura stand alla fiera del folpo di Noventa Padovana. I Nas dei Carabinieri, congiuntamente al SIAN dell’ULSS Euganea, alla famosa fiera dei Folpo di Noventa Padovana. hanno controllato 11 stand, ed è stata disposta la chiusura di uno stand per gravi carenze igienico sanitarie, sequestrati e distrutti 50 chili di prodotti ittici non idonei al consumo, elevate 3 sanzioni amministrative a 3 stand per 5mila euro per mancata tracciabilità dei prodotti. I Nas dei Carabinieri di Padova, solo nell’ultimo mese, hanno effettuato 150 controlli tra sagre, ristoranti, bar, paninoteche accertando 32 infrazioni amministrative punite con 42mila euro di sanzioni, e hanno sospeso 4 licenze. È stata disposta la distruzione di 120 chili di alimenti tra carne, pesce, e verdure non conformi o privi di tracciabilità.
Tratto dal Rapporto mensile sulla legalità in Veneto redatto da Ilario Simonaggio, responsabile Osservatorio Legalità CGIL Veneto. Per chi volesse leggere la versione completa, il Rapporto sulla legalità è pubblicato sul portale della CGIL Veneto, nell’Osservatorio sulla Legalità del Consiglio Regionale Veneto nonché sul sito dei quotidiani NEM nello spazio riservato agli abbonati. Fonte del Rapporto sono i media locali e le ordinanze di custodia nei casi di associazioni criminali.
Redazione Ecopolis
