Gli Adulti Scout e la sostenibilità

Gli scout adulti veneti del Masci provano a riflettere sugli stili di vita guardando alla sostenibilità. Appuntamento a Verona.

 

 

Tutti sappiamo quanto lo scoutismo, in generale, abbia sempre fatto della cura dell’ambiente la primaria proposta educativa per i ragazzi, coniugando il rispetto della natura con la cura e il servizio verso il prossimo.

Lo stile sobrio e sostenibile verte sul motto del fondatore Lord Baden Powell di: “Lasciare il mondo un po’ migliore di come lo si è trovato”.

In Italia, oltre al ben più conosciuto scoutismo giovanile, esiste un movimento di adulti (M.A.S.C.I.: Movimento Adulti Scout Italiani) che ha nelle proprie finalità l’autoeducazione della persona allo stile di vita scout attraverso una “formazione permanente”.  E’ un movimento che comprende circa 6500 aderenti suddivisi in più di 400 comunità delle quali una buona parte di esse sono dislocate nel Veneto, a conferma di una tradizione di volontariato a matrice cattolica sempre molto radicata in questa regione.

In Marzo, presso l’Istituto GRESNER a Verona, si è tenuto uno “Squero Masci”, periodico cantiere regionale di formazione per Adulti Scout, dal titolo: “I care. Our planet, our future” dove sono stati affrontati argomenti e riflessioni inerenti l’ecologia e la sostenibilità con una visione meno consueta del solito.

Principale relatore è stato Adriano Sella, missionario laico, educatore, scrittore e abituale conferenziere (vedi  Gocce di giustizia e  Nuovi stili di vita).

A detta di Sella, “ecologia” e “socialità”, sono temi che troppo spesso vengono considerati separatamente. Da una parte abbiamo l’ecologismo laico e politico, che tratta le problematiche in termini di mera ricaduta ambientale, dall’altra vi è un associazionismo di matrice religiosa, che da sempre rivolge il proprio operato nella esclusiva componente umana e sociale.

Per ottenere il miglior punto d’incontro tra queste due posizioni non si può prescindere dal prendere in considerazione l’enciclica Laudato si di Papa Francesco, documento apostolico con il quale si  esprime un nuovo concetto di ecologia integrale atta a mettere in comunione le grida della Terra con le grida dei poveri.

In essa viene evidenziata la stretta correlazione tra le scelte aberranti e distruttive del consumo fine a se stesso, effettuate dalle aree ricche del mondo, con ciò che comporta in termini di impoverimento dei territori e di sfruttamento umano. Soprattutto si auspica una conversione ecologico-spirituale alla quale ognuno di noi è chiamato a giungere per salvare il pianeta.

Una conversione ecologica necessaria a creare un dinamismo di cambiamento duraturo e che debba diventare fonte per una conversione comunitaria (vedi LS 219).

“Se noi ci accostiamo alla natura e all’ambiente senza questa apertura allo stupore e alla meraviglia, se non parliamo più il linguaggio della fraternità e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati. Viceversa, se noi ci sentiamo intimamente uniti a tutto ciò che esiste, la sobrietà e la cura scaturiranno in maniera spontanea. La povertà e l’austerità di san Francesco non erano un ascetismo solamente esteriore, ma qualcosa di più radicale: una rinuncia a fare della realtà un mero oggetto di uso e di dominio”. (LS 11)

Si fa notare che l’enciclica “Laudato Si” dichiara per ben 21 volte che il nostro stile di vita è insostenibile.

Così come nel Patto Associativo del Masci, dove si afferma: “L’ambiente (cioè la natura abitata e modificata dall’uomo) è un bene prezioso, da usare in modo corretto e da salvaguardare per le generazioni future. Poiché uomo e natura non sono valori in contrapposizione, ”l’ambiente è il luogo del grande gioco dello scautismo”.

L’enciclica papale “Laudato Si”, descrivendo una sorta di ecologia del corpo (mente libera, occhi nuovi, bocca gentile, cuore amorevole, mani in pasta, piedi profetici) invita tutti a: passare dal fracasso al silenzio e alla lentezza; cambiare lo sguardo mentale nei confronti del Creato e la Madre Terra; abbandonare la merce per il bene comune; evitare l’egocentrismo e riscoprire la dignità nella diversità, la peculiarità dell’essere umano diverso dalle altre specie, ma con maggiori responsabilità; avere mani aperte, accoglienti, solidali e operose; recuperare la tenerezza vista non come debolezza, ma energia vitale che ci accompagna sin dalla nascita, alimentata dalle carezze e l’affetto dei genitori.

Ci sarebbe poi anche un aspetto più pratico ovvero come si possa realmente incidere, politicamente e socialmente, nell’ottenere nuovi indirizzi di produzione e consumi più sostenibili.

E ciò lo si può raggiungere, afferma Sella, attraverso una cambusa critica, fatta di acquisti per il consumo che riducano quanto più possibile l’impatto inquinante e la disarmonia sociale. Da qui l’efficace suo neologismo di consumattori e l’affermazione che ne consegue: “il potere e il voto stanno nel nostro portafoglio”.

Se per lo scoutismo giovanile l’educazione alle tematiche ambientali vengono apprese e vissute tramite il gioco dell’avventura, in quello adulto tutto ciò diviene un impegno auto educante che s’ispira alla triade: “Cuore, città, creato” che, se declinata in questo caso all’ambiente, può tradursi nel: fare buone azioni (Cuore) attraverso una costante testimonianza pubblica (Città) per un’attenzione e cura sempre vigile alla nostra “casa comune” (Creato).

Ma è tempo di continuare a riflettere e il 4 e 5 giugno sempre a Verona, presso il Centro Diocesano San Fidenzio si terrà un seminario nazionale dal titolo: “Il Masci e lambiente – Uno sguardo al mondo e ai nostri stili di vita: tutto è connesso” dove interverrà, tra gli altri, oltre ancora al succitato Adriano Sella, il presidente di Altromercato Impresa Sociale Alessandro Franceschini.

E un ulteriore incontro organizzato su temi legati agli stili di vita improntati alla sostenibilità a conferma di quanto l’associazionismo scout, in tutti i suoi livelli, mostri interesse e voglia di comprendere per poi meglio agire nei riguardi delle problematiche ambientali che tutti ben conosciamo.

Flavio Boscatto, redazione Ecopolis