Il progetto WALC trasforma il camminare da semplice spostamento a pratica di cittadinanza attiva e ci porta a risignificare gli spazi urbani
Spesso consideriamo il camminare come un semplice gesto meccanico per spostarci da un punto A a un punto B, ma è proprio in questo movimento lento che si nasconde una delle chiavi più potenti per leggere la città e contrastare l’alienazione urbana. È questa la lezione che ci lascia WALC (Walking Landscapes of Urban Cultures), il progetto di ricerca nazionale che ha visto protagonista l’Università di Padova insieme agli atenei di Bologna e Milano-Bicocca, e che proprio in queste settimane sta presentando i suoi esiti finali.
Il progetto nasce con l’obiettivo di indagare il camminare non solo come forma di mobilità dolce, ma come vera e propria pratica culturale, artistica e sociale. In questa visione camminare diventa un modo per presidiare lo spazio pubblico, rendendolo più sicuro e inclusivo, nella consapevolezza che il camminare sia una pratica di indagine capace di produrre nuove cartografie della città. L’obiettivo non è solo mappare i percorsi, ma promuovere una riappropriazione simbolica e materiale degli spazi urbani attraverso il corpo e la narrazione, trasformando il cammino in un’esperienza di cittadinanza attiva che permette di risignificare i luoghi che attraversiamo quotidianamente.
I risultati di questo percorso hanno preso vita in una serie di installazioni, mostre e pubblicazioni che invitano la cittadinanza a farsi esploratrice urbana. Uno degli esiti più tangibili è la mostra diffusa “WALC!”, che fino al 15 febbraio 2026 animerà il Centro Culturale Altinate San Gaetano e il Museo di Geografia. Qui è possibile scoprire come il disegno e la fotografia diventino strumenti di indagine per mappare le dimensioni soggettive, simboliche e relazionali della città. Attraverso l’opera Dance Moves di Tânia Alexandra Cardoso, l’esperienza del cammino viene restituita tramite un racconto grafico che intreccia memorie, percezioni e ritmi urbani, offrendo uno sguardo nuovo sulle pratiche di esplorazione lenta e sull’abitare gli spazi pubblici.
Oltre ai contesti espositivi, il progetto WALC si è focalizzato sull’area della stazione di Padova attraverso interventi di arte pubblica curati in collaborazione con l’area creatività di Progetto Giovani. Nel quadro del programma di residenze artistiche mobili (MAR), gli artisti Caterina Morigi e Daniele Costa hanno operato per la risignificazione di questo spazio urbano, percepito come luogo di transito e marginalità. L’obiettivo è stato proporre nuove chiavi di lettura e narrative per un quartiere che rappresenta la principale porta d’accesso alla città, promuovendone una diversa percezione relazionale.
Per chi desidera scoprire dal vivo i risultati di questo lavoro l’appuntamento sarà domenica 15 febbraio alle ore 11:00 con la camminata collettiva nell’area della Stazione. Sarà l’occasione per visionare le opere di arte pubblica insieme alle protagoniste e ai protagonisti del progetto, discutendo il ruolo delle pratiche del camminare nella progettazione urbana.
In un momento in cui Padova affronta grandi trasformazioni, il progetto WALC ci ricorda che la città continua a presentare un paesaggio ricco di storie e traiettorie da attraversare e proteggere.
Aurora Circelli
