Il progetto di ampliamento dello stabilimento Acqua Vera preoccupa per l’impatto ambientale e il Comitato Utenti del Consiglio di Bacino Brenta vuole risposte
Di seguito il documento espresso dal Comitato Utenti del Consiglio di Bacino Brenta (CCU) sulla proposta di nuovo stabilimento AQua Vera SPA e San Pellegrino SPA di San Giorgio in Bosco:
In riferimento alla richiesta di permesso di costruire in variante agli strumenti urbanistici vigenti nel comune di San Giorgio in Bosco, presentato da AQua Vera SPA e da Sanpellegrino SPA, per la costruzione di un nuovo stabilimento produttivo per imbottigliamento acqua minerale ed annesse opere pertinenziali, per un totale di 43.000 metri quadrati, presentato in Febbraio 2025, il CCU esprime preoccupazione per l’impatto ambientale che questo intervento comporta e che può avere nel territorio.
Le località sorgenti del Tergola, Parco regionale Palude di Onara, S.Maria, Tenuta di Bolzonella, S.Giorgio in Bosco, S. Giorgio in Brenta, sono in diretta connessione per le acque profonde. Siamo in una fascia di risorgive per lo più scomparse ma non ancora completamente, in grande sofferenza per il tendenziale abbassamento della falda stessa.
- sia dal punto di vista urbanistico per il consumo del suolo e il rischio idrogeologico che la cementificazione comporta; la superficie di terreno cementificata o asfaltata diminuisce l’assorbimento dell’acqua piovana diminuendo la sicurezza idraulica
- Sia per la difesa, tutela e salvaguardia della falda; l’acqua è una risorsa limitata e lo ha dimostrato anche a San Giorgio in Bosco la siccità del 2022 che ha visto i pozzi dei cittadini, la maggior parte non fornita dall’acquedotto, andare in sofferenza per l’abbassamento della falda
Non è sufficiente affermare di rispettare il Pati. Questo, come strumento di programmazione territoriale, è stato approvato nel 2009 e prevedeva revisioni dopo la legge sul consumo del suolo del 2017. Il cambiamento climatico e il recente Regolamento Europeo di ripristino della natura (Nature Restoration Law) esigono scelte nuove e di tutela in controtendenza netta rispetto alle scelte fatte finora in materia urbanistica e di sfruttamento del territorio.
Alcune domande che il CCU si pone:
- Perché una ditta propone un ampliamento e un investimento di oltre 18.000.000 di € per non incrementare la produzione?
- Perché dovrebbe creare 35 nuovi posti di lavoro se non aumenta la produzione?
- Cosa farà Acqua VeraSanPellegrino nei due capannoni che verranno dismessi?
Con l’obiettivo di tutelare l’ambiente e la risorsa acqua il CCU chiede ai Sindaci di Cittadella e San Giorgio in Bosco:
- Il numero delle concessioni, il numero dei pozzi e la profondità di estrazione divisi tra i due Comuni e i prelievi annui (acqua prelevata divisa in acqua minerale ed industriale).
- il volume annuo imbottigliato di acqua minerale e di bibite.
- Considerato che le ditte interessate dichiarano di avere emunto meno del 50% previsto dalle autorizzazioni, chiedere alla Regione che nel 2028, quando verranno rinnovate le autorizzazioni, vengano ridotte drasticamente le concessioni di tutti i pozzi insediati sui territori di Cittadella e San Giorgio in Bosco, del 50% sia per l’acqua minerale che per le bibite quindi per un totale di 50 litri/secondo
- L’importo del contributo annuo versato dalle ditte ai Comuni
- Un incontro con la geologa incaricata dai 2 Comuni, per avere un confronto sui dati di monitoraggio commissionati dalla ditta e comunicati alla Regione e ai comuni, sull’andamento della falda acquifera e sulle risorgive, per capire la quantità di prelievi e se e quando la falda è andata in sofferenza.
- Se vengono rispettate le prescrizioni della Regione date dalle autorizzazioni che prevedono l’allarme e il blocco delle pompe del sistema di pompaggio nell’eventualità sia superato il valore di depressione di 4 metri dal piano campagna, quante volte è entrato in funzione questo sistema automatico a causa di abbassamenti della falda e quanti sono i pozzi spia
- Al Sindaco di San Giorgio in Bosco si chiede di invitare alla prossima Conferenza dei Servizi il Consiglio di Bacino Brenta quale portatore di interesse sullo stato della falda da cui preleva acqua per uso potabile per più di 1.500.00 persone del Veneto. Recentemente, il Sindaco di Tombolo ha chiesto alla Regione che il Consiglio di Bacino Brenta diventi l’Organo di gestione del Parco Regionale Palude di Onara.
- Al Genio Civile si chiede: dettagli sulla concessione di acqua per uso industriale: a che costi? Con che scadenza? Quali le prescrizioni ed i controlli?
In conclusione si chiede che il Consiglio di Bacino Brenta faccia presente alla Regione la criticità e la vulnerabilità della situazione ed in generale la necessità di rivedere la normativa sulle concessioni minerarie, in particolare sulle concessioni industriali.
Franco Sarto, Presidente del CCU
