Il dibattito cittadino su AcegasAps-Hera

La fusione delle multiutility AcegasAps-Hera ha ingenerato un dibattito in pieno svolgimento: sempre di più arricchito da contributi a firma di esponenti di comitati cittadini e dell’associazionismo padovano. Ne pubblichiamo tre fra quelle arrivate in redazione.

Il Comitato “Lasciateci Respirare” di Padova analizza la situazione ricordando la promessa fatta da SEL e IDV di chiudere la prima linea dell’inceneritore, promessa fatta alla luce del nuovo Piano Provinciale gestione rifiuti urbani 2010-19, contestato per le sue previsioni. “Perchè non sono state richieste [da parte di SEL e IDV] ad Hera le stesse cose contenute nelle “osservazioni” presentate in Regione? Era chiedere troppo, era a rischio la fusione?”

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Alessandro Punzo, del Comitato Provinciale “Due Sì per l’acqua bene comune” di Padova, fornisce una buona analisi delle parti in causa di questa fusione, nonché i motivi retrostanti ai processi di privatizzazione dei beni comuni, contestualizzandoli nel più ampio contesto dei processi economici di questi anni. “Il processo con cui ci si è avviati alla fusione va nel senso diametralmente opposto all’indicazione referendaria dello scorso anno. […] Nella sostanza si avalla la logica del primato degli interessi finanziari e del mercato riproducendo la stessa logica gestionale che peraltro ha portato le due società ad avere il loro “bel” debito accumulato dai rispettivi consigli di amministrazione (circa 3 miliardi di €), stipendiati con cifre a sei zero.”

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Giuliana Beltrame, dello stesso comitato, rappresenta efficacemente le posizioni in campo e chi le sostiene: cittadini classificati come “no global” se contestano, e amministratori che ritengono la trasparenza una benevola concessione. “Molto diversi gli interrogativi e le scelte di molti Comuni dell’Emilia Romagna. Il sindaco di Forlì (PD), nel dichiarare l’opposizione sua e dell’intero consiglio comunale, afferma: “Noi intendiamo dire, con chiarezza, ai nostri amici soci pubblici che quest’ampliamento della base sociale rafforzerà il capitale, ma renderà ancora più problematici i rapporti fra management e territori emiliano-romagnoli, fra l’altro diluiti nelle percentuali; e che ciò indurrà l’azienda, una grande spa quotata in borsa, a muoversi secondo logiche privatistiche ancora più marcate di quanto oggi non avvenga. Il processo che abbiamo davanti è chiaro: perché mistificarlo?” Come invece stanno facendo con una certa dose di supponenza i nostri amministratori nelle loro dichiarazioni.”

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A cura della Redazione di Ecopolis

Bogotà, città per le persone e non per le automobili

Dovremmo costruire le nostre città con un fine preciso: che la gente sia felice e vi si senta bene. Ad esempio costruire una città per la gente e non per le automobili – suona molto semplice. Tuttavia la maggior parte delle amministratori, all’insorgere di difficoltà, fa compromessi che alla fine impediscono i veri cambiamenti. L’esempio di Bogotà, capitale della Colombia, è di fama mondiale e dimostra che un’amministrazione capace di portare a termine coerentemente e coraggiosamente il proprio programma può portare a cambiamenti grandissimi.

La capitale della Colombia è cresciuta assai velocemente, ed è diventata in breve tempo enorme: negli ultimi cent’anni il numero della popolazione è cresciuta da 100.000 a circa 7 milioni di persone. In tanti sono emigrati dalle campagne con la speranza di trovare lavoro o per scappare dalla violenza. La città così sovrappopolata ha generato problemi di sicurezza, povertà estrema, e figurava tra i luoghi peggiori in cui vivere in Colombia e nell’America Latina intera. Gli abitanti non avevano prospettive per il futuro, erano infelici e odiavano la loro città. Gli amministratori non avevano idea di come risolvere questi gravi problemi.

La sistemazione della mobilità cittadina è iniziata nella seconda metà degli anni ’90, ed è ricollegabile sopratutto al periodo sindacale di Enrique Peñalosa (1998-2001). Al momento di entrare in carica, Peñalosa ricevette un progetto grandioso dalla Agenzia Internazionale Cooperazione Giapponese: un sistema stradale a sette livelli, che avrebbe richiesto la spesa di 5 miliardi dollari. Tutto questo in una città dove non esisteva un trasporto pubblico sistematizzato, se non autobus che circolavano caoticamente tagliandosi la strada tra loro (con elevato numero di incidenti). Mancavano sia le fermate per gli autobus costruite in maniera adatta, che marciapiedi sicuri e integrati tra loro.

L’amministrazione della città ha infine votato contro le autostrade, per avanzare invece un proprio progetto. In breve tempo hanno costruito 1200 parchi pubblici. Fu presa ad esempio Curitiba, in Brasile, e il suo sistema di infrastrutture efficente e rapido per gli autobus (Bus Rapid Transit), il ”Trans Milenio” che regge il confronto con la metropolitana per tempi di percorrenza e costi di costruzione. E’ stata introdotta la domenica senz’auto, in cui le arterie principali della cittá vengono chiuse per oltre cento chilometri. Ogni domenica ne fanno uso 1,5 milioni di persone. Sono stati eliminati parcheggi, costruiti parchi giochi sia nei quartieri ricchi che poveri. Hanno costruito il piú lungo spazio pubblico pedonale in America Latina, usato giornalmente da 3 milioni abitanti, che è diventato un vero luogo d’incontro, uno spazio sociale.

Quest’area pedonale ha avuto un ruolo molto importante nella riduzione della criminalità: essa attraversa la zona più pericolosa di Bogotà, che dopo questo riordinamento è cambiata radicalmente. La zona si è riempita di vita, la gente è scesa in strada e ha stretto relazioni sociali. Ciò ha migliorato la qualità della vita, e ha fatto percepire l’amministrazione della città più vicina agli abitanti, capace di fare qualcosa di concreto per loro. La ricostruzione della strada non fu solo una risistemazione della città: si ottenne come risultato una diversa organizzazione dei luoghi di socialità urbana. La mobilità ha influenzato direttamente i processi sociali.

Qualche altro risultato ottenuto nel periodo di sei anni:

– il tempo passato imbottigliati nel traffico è diminuito di ben un’ora al giorno;

– la gente risparmia in media 200 ore del tempo di viaggio in un anno;

– la velocità media di flusso del traffico è aumentato del 43%; l’uso della macchina è diminuito del 40% nel periodo più trafficato;

– l’uso della bicicletta è cresciuto da 0,3% a 5%;

– l’inquinamento dell’aria è diminuito del 16%;

– il numero delle morti violente è diminuito del 12%

il numero degli incidenti mortali è diminuito del 13%

La ricetta di Peñalosa e semplice: la costruzione della mobilità è un riordino generale delle priorità nella vita quotidiana, nonché un ripensamento di quelle politiche. ”La difesa delle piste ciclabili non è una soluzione architettonica, ma la difesa di un diritto: a meno di ritenere che solamente chi ha la possibilità di spostarsi in automobile ha il diritto a una mobilità sicura”. Quando il sindaco ha fatto apporre i cartelli di divieto si sosta, ci sono state proteste. La sua risposta è stata semplice: il territorio è un spazio pubblico. La maggior parte della gente non ha né giardino né proprietà fuori città; le alternative dunque sono stare in appartamento a guardare la TV, o poter godere di uno spazio pubblico in città. Dipende solo da noi poter realizzare progetti simili. Il rapido e stimolante sviluppo di Bogota è un buon esempio su come sia possibile cambiare la vita di una cittá semplicemente dando la priorità non alle automobili ma alle persone.

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Gyöngyver Meszaros, volontaria Servizio Volontariato Europeo – a cura della Redazione di Ecopolis

Succede in città

>>> giovedì 25 ottobre

Essere Sostenibili Conviene? Incontro presso Banca Etica Via Niccolò Tommaseo 7, Padova ore 17.30Nel corso dell’incontro verrà presentato il libro scritto da MIchele Crivellaro, Giampietro Vecchiato e Federica Scalco: Sostenibilita’ E Rischio Greenwashing. Guida all’integrazione degli strumenti di comunicazione ambientale. Per informazioni e prenotazioni: P.R. Consulting srl Tel. 049/660405 segreteria@prconsulting.it

>>> venerdì 26 ottobre

Ecoidrologia: dialogo sul futuro dell’ambiente Ore 17.45 Centro Congressi Papa Luciani, via Forcellini 170/a, Padova .Terzo appuntamento del ciclo ‘Segnavie’, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ospiterà a Padova l’esperto internazionale in materia di acqua e ambiente Sir David King. Sarà presente anche il vincitore del ‘Nobel dell’acqua’ Prof. Ignacio Rodriguez-Iturbe. L’ecoidrologia connette la disciplina dell’idrologia al vasto settore dell’ecologia per studiare le interazioni esistenti fra i caratteri idrologici di un sito e gli ecosistemi presenti nel sito stesso. L’ecoidrologia si occupa di conservare la qualità delle risorse recuperando la funzionalità degli ecosistemi, imparando dalla natura stessa e integrando adeguatamente le nostre tecnologie nelle dinamiche fluviali e nel ciclo naturale delle acque. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti. Info 3483311659.

>>>sabato 27 ottobre

Visita guidata “Trekking Urbano” Il Comune di Padova aderisce alla IX Giornata nazionale dedicata al Trekking urbano, una nuova formula di visita guidata. Il Trekking urbano è un modo innovativo per visitare la città attraverso percorsi a piedi, che consentono di vedere monumenti d’arte dall’esterno, punti panoramici, osterie di cucina tipica, botteghe artigiane, mercatini, parchi giochi e luoghi dove la vita locale è protagonista. Per partecipare è sufficiente presentarsi presso porta Pontecorvo, in piazzale Pontecorvo, alle 15:00 o alle 17:00, è consigliata l’iscrizione via email all’indirizzo strazzaboscor@comune.padova.it.

>>> domenica 28 ottobre

Buon compleanno Costigliola La Costigliola, azienda agricola bio e polo per progetti sullo sviluppo sostenibile  di Banca Etica, organizza una giornata di festa per il secondo anniversario dalla fondazione. Presentazione dei primi corsi di AccademiaBio sulla cucina bio per chef, i primi risultati del progetto di coltivazione dei cereali antichi, il progetto Life plus sulla gestione dei rifiuti nel Parco dei Colli Euganei e molte altre iniziative.  Tra gli incontri previsti nel programma, sono da segnalare la PiccolaBottega Baltazar in concerto alle ore 12:00, l’inaugurazione alle ore 10:30 della mostra fotografica “Dignità e Libertà” di Letizia Battaglia, promossa da Banca Etica, e il coro Cantamiilmondo che scandirà i gesti rituali della giornata, come la messa a dimora di un melo e il saluto finale tra castagne e vin brulè alle ore 16:30 con gli amici di Parole di Terra. Per i più piccini: l’Accademia dei giochi dimenticati che riempirà l’aia di giochi fatti con materiale di riciclo e il laboratorio Dove si nasconde il buco? per imparare a riparare le ruote delle biciclette. La festa è aperta a tutti. Per partecipare è necessario recarsi con curiosità all’azienda agricola, a Rovolon, nel Parco Regionale dei Colli Euganei. Per avere maggiori informazioni:La Costigliola, 049 9903221 oppure 3358024912 oppure info@lacostigliola.orgwww.lacostigliola.org

I Racconti Di E!State Liberi Incontro in patronato a Limena,con tutti coloro che, quest’estate, o nelle estati precedenti, hanno preso parte a un campo con l’Associazione Libera, nei terreni confiscati alla mafia. Programma: Ritrovo alle 18.30 in Patronato a Limena,Testimonianze e ricordi di alcune esperienze vissute, Alle 20 Cena-Buffet con i prodotti di Libera, Dalle 21 intervento di Davide Pati (membro della segreteria nazionale di Libera).Per iscriversi: Mandare mail di prenotazione posti a pastoralegiovanile@diocesipadova.it . Contributo richiesto euro 5 a persona, da versare direttamente domenica 28.

>>> mercoledì 31 ottobre

I Menù che fanno del bene Ricettario promosso da Action Aid che mostra come sia possibile contribuire alla lotta contro la fame nel mondo compiendo le giuste scelte ogni giorno.Volti noti della televisione, radio e foodblogger propongono più di 50 ricette realizzate secondo i criteri dell’alimentazione sostenibile: utilizzo di ingredienti genuini, spesso a Km 0, di scarti e avanzi. Testimonial oggi a Padova l’atleta Salvatore Bettiol. Libreria La Feltrinelli, via S. Francesco 7, Padova , Ore 18:00 Ingresso libero. Info 049 8754630.

Jaffa. La Meccanica Dell’arancia documentario di Eyal Sivan, 2009, ore 20.45 – Padova, Sala Fronte del Porto, Via S.M. Assunta. All’interno della rassegna Una Finestra Sulla Palestina_ Voci, sapori, geografie e storie da un Paese dimenticato. Quattro serate per aprire una finestra sulla cultura e la storia palestinese, per ridare voce e visibilità ad un popolo che continua a resistere.

 La crisi del lavoro ci cambia tutti Organizzato da A BRACCIA APERTE. Come cambia il nostro vivere insieme se tanti rimangono senza lavoro? Che effetti produce la precarietà nelle famiglie? Verso quale società vogliamo andare: quella dei ricchi sempre più ricchi e dei poveri sempre più numerosi e sempre più poveri? Siamo capaci di dare risposte concrete come persone solidali a chi non riesce a farcela? Conferenza con Luigi Gui, professore di Sociologia presso l’Universtià di Trieste. Comune di Padova, sala Paladin ore 20.45

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CORSI, SEMINARI E MOSTRE – iniziative prossime e future

Corso ‘Desidererei…Nuovi Volontari’ CSV di Padova. Martedì 23 e martedì 30 ottobre 2012, ore 17-20 .Teoria e pratica per migliorare la gestione dei volontari in associazione. Obiettivi del Corso: Comprendere i veri ‘bisogni’ delle associazioni di Volontariato;  Analizzare la figura ‘professionale’ del Volontario; Aiutare le associazioni nella ricerca e nell’accoglienza di ‘nuovi volontari’; L’accoglienza come metodo di sviluppo dell’associazione. Metodo: Sarà utilizzato l’approccio partecipativo ed interattivo. Martedì 23 Ottobre: Come capire i diversi bisogni dell’associazione; La figura del Volontario. Martedì 30 0ttobre: Come si fa ad accogliere?; Come sostenere i volontari. tel. 049 8686817 ,luogo: sede CSV, via Gradenigo 10, Padova – contatti: info@csvpadova.org -www.csvpadova.org/Corsi-attivi-CSV/2012-corso-nuovi-volontari.html

Corso di formazione: facilitazione linguistica e intercultura 2012

L’ Associazione Amici dei Popolo di Padova organizza, dal 26 ottobre al 19 novembre 2012, 4 giornate di formazione per chi chi intende approfondire le tematiche relative all’intercultura e al fenomeno migratorio. Il corso è preparatorio allo svolgimento di attività di volontariato all’interno del progetto di facilitazione linguistica con minori di origine straniera dell’associazione. Gli incontri si terranno nella Sala Parrocchiale Gesù Buon PastoreVia T. Minio 19/3, 35134 Padova in orario 17.00-19.00. Quota d’iscrizione 10 euro. Iscrizioni via mail a facilitazionelinguistica.adp@gmail.com Info:Amici Dei Popoli-Padova, Via T. Minio N° 13 Interno 7 Padova Tel E Fax : 049600313 Cell.: 3473498098 http://www.amicideipopolipadova.it

Concerto Jazz A Padova Per Progetto A Srebrenica 7 Novembre 2012

E’ ormai al settimo anno l’evento che in occasione dell’autunno Dottori Agronomi e Forestali di Padova e l’Associazione Agronomi e Forestali Senza Frontiere di Padova organizzano per sostenere un progetto agricolo. Quest’anno l’appuntamento è rivolto al sostegno di un Progetto per la coltivazione di Grano Saraceno in una cittadina nella Municipalità di Srebrenica in Bosnia-Erzegovina. Un Concerto Jazz quest’anno che vede un ospite d’eccezione: il chitarrista Franco Cerri musicista italiano autorevole apprezzato e conosciuto a livello internazionale. Agronomi e Forestali Senza Frontiere ha operato per vari anni a Bratunac – cittadina della Repubblica Srpska di Bosnia Erzegovina – con un il Programma di interventi di sviluppo della coltivazione e trasformazione di piccoli frutti che ha preso spunto dalla necessità di riattivare l’economia della zona per consentire alla popolazione, con particolare attenzione ai profughi rientrati nelle loro terre, di godere di condizioni di vita migliori, anche per affrontare la complessa questione della riconciliazione interetnica. A conclusione di questa prima fase, si sta puntando ora al supporto della coltivazione di grano saraceno in alcuni villaggi dei dintorni di Srebrenica. La serata si svolgerà mercoledì 7 novembre 2012 alle ore 21.00 all’Auditorium San Gaetano a Padova.

Sicurezza idraulica e comuni scoordinati

La sicurezza di poter vivere sereni in un territorio, di abitarci e lavorarci, è un valore primario per ogni cittadino. Il territorio, il paesaggio e l’ambiente sono beni comuni e la messa in sicurezza dal rischio idrogeologico costituisce un diritto primario. Dunque, uno dei compiti principali di chi governa lo Stato e le Regioni è quello di garantire, con opere straordinarie e con il monitoraggio e la manutenzione continui, tale sicurezza.”

Questo è l’incipit del documento programmatico che il Coordinamento Comitati Brenta Bacchiglione ha ribadito il 28 settembre a Villatora di Saonara, indicando i seguenti obiettivi:

– il completamento dell’idrovia come opera prioritaria ed assolutamente urgente;

– l’abbandono della Camionabile e della Bovolentana, opere collegate al GRAP (Grande Raccordo Anulare di Padova) non necessarie e dannose per l’integrità del territorio che attraversano;

– il consolidamento e la manutenzione straordinaria degli argini fluviali e canalizi;

– l’auto coordinamento dei sindaci dei territori soggetti a rischio idraulico, per l’attuazione dei citati interventi e dei già progettati bacini di contenimento a monte.

Il Coordinamento Comitati Brenta Bacchiglione è un organismo che mira a promuovere dal basso un’azione comune per la salvaguardia delle aree soggette a rischio idraulico del corso inferiore dei due fiumi. Attualmente tale organismo rappresenta sette comitati di sette diversi comuni padovani ed i comitati della riviera del Brenta e del Miranese.

Se il coordinamento tra i comitati sta dando buoni frutti e si pone come punto di riferimento per i cittadini che intendono organizzarsi per partecipare attivamente alla difesa del proprio territorio, non ugualmente sembra avvenire da parte delle amministrazioni comunali.

Schierati decisamente a favore dell’idrovia sono solo Saonara e Vigonovo, altri comuni hanno manifestato interesse al completamento del canale, senza però prendere decisioni. Più successo, invece, sta avendo la proposta di chiedere al Presidente della Regione di indire una Conferenza dei Servizi (più appropriatamente Conferenza dei Sindaci), per discutere la migliore scelta strategica per la sicurezza idraulica del territorio, sulla base dello studio di fattibilità dell’idrovia.

Questa richiesta è già stata formalmente deliberata dai comuni di Saonara, Vigonovo, Veggiano, Ponte S. Nicolò, Bovolenta e Abano. Anche Mira, che è decisamente contraria alla camionabile ma ha qualche perplessità sull’idrovia, sembra avere deciso di sottoscrivere l’appello e probabilmente trascinerà con sé anche Dolo. Solo Vigonza ha rifiutato di aderire, mentre altri comuni del veneziano ci stanno pensando.

È evidente che se ci fosse un coordinamento tra i comuni, alla stregua di quello che opera per i comitati, i risultati sarebbero più incoraggiati. Un fronte comune degli enti locali, in una materia come quella della difesa idraulica del territorio, non potrebbe essere sottovalutato dalla Regione.

Lo studio di fattibilità dell’idrovia, che dovrebbe essere alla base della Conferenza dei Sindaci, è stato appaltato dalla Regione lo scorso aprile, con una spesa di 160.000 euro, per verificare la convenienza economica del completamento di quell’opera. Il completamento è previsto nella classe Va di navigazione, al fine di garantire, con una portata di almeno 450 mc/sec, la funzione di scolmatore delle acque di piena del Brenta e del Bacchiglione, in aggiunta a quella trasportistica iniziale. Il termine di consegna dello studio, che doveva indirettamente verificare anche la compatibilità della camionabile con l’idrovia, è scaduto a settembre.

È tempo quindi che i comuni, non in ordine sparso ma coordinati tra loro, chiedano a Zaia di essere convocati per definire congiuntamente, sulla base delle risultanze del citato studio di fattibilità, le scelte strategiche più opportune per la salvaguardia dei loro territori.

Lorenzo Cabrelle – Legambiente Padova

Legambiente aiuta il “porta a porta”

Dal 22 ottobre i residenti di Ponte di Brenta, Torre, Pontevigodarzere e Isola di Torre riceveranno da Acegas-Aps i bidoncini per passare alla raccolta differenziata “porta a porta”, che inizierà operativamente il 19 novembre. Da quel giorno spariranno campane e cassonetti di strada e partirà il ritiro domiciliare dei rifiuti divisi in casa.

In accordo con Comune e AcegasAPS, Legambiente aiuterà il decollo del porta a porta. Da Lunedì 22 ottobre e fino a Sabato 17 novembre, istituiràtutti i giorni punti informativi sul “porta a porta”, situati presso i punti più frequentati dei vari rioni (scarica qui il calendario degli infopoint). Qui gli operatori dell’Associazione sono a disposizione dei cittadini per spiegare il nuovo metodo, nonché per mostrare come si fa concretamente la divisione dei rifiuti nei nuovi bidoncini domestici.

Risparmio di energia, materie prime, e gas che modificano il clima

Aumentare la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti è indispensabile per vivere secondo uno stile di vita più rispettoso dell’ambiente. Le risorse della Terra non sono infinite e, se non si inverte la tendenza al consumo e allo spreco, diventeranno sempre più scarse e costose, ed alcune si esauriranno. Inoltre, riciclare i rifiuti significa risparmiare moltissima energia e materie prime, e di conseguenza diminuire l’emissione dei gas come la CO2, (anidride carbonica) cosa fondamentale per combattere l’effetto serra e i cambiamenti climatici.

La situazione a Padova

A Padova la raccolta differenziata dei rifiuti è circa al 43%, un discreto risultato paragonato ad altri capoluoghi sopra i 150.000 abitanti. Ma è molto lontana dai tanti comuni della provincia, molti dei quali arrivano al 70-75%, e dal 65% che per legge dovrebbe raggiungere entro il 2012. C’è poi un problema: ed è la terza linea dell’inceneritore di San Lazzaro. Con il nuovo bruciatore, l’impianto è passato da una capacità di incenerimento di 220 tonnellate al giorno a 520 tonnellate al giorno.

Il rischio infatti è che gli inceneritori blocchino la crescita della raccolta differenziata, o che attirino rifiuti da fuori provincia o fuori regione.

Va ricordato che la combustione di rifiuti potenzialmente produce composti tossici che possono rappresentare un grande rischio per la salute di tutti. La raccolta differenziata, al contrario, non presenta effetti collaterali.

 Più raccolta differenziata per chiudere gli inceneritori

L’inceneritore serve anche la provincia di Padova, naturalmente. Se la raccolta differenziata raggiungesse il 63% a livello provinciale, le tre linee sarebbero sufficienti per bruciare tutti i rifiuti non differenziati. Se arrivasse al 70%, basterebbero le linee 2 e 3, e la prima linea si potrebbe chiudere.

E’ per questo che da tempo Legambiente chiede di programmare la chiusura della prima linea. Se Padova nei prossimi anni aumenterà la percentuale di raccolta differenziata avremo tutti più forza per chiedere la chiusura degli inceneritori.

 Il Porta a Porta a Padova

Con il porta a porta a Padova potremo arrivare a differenziare oltre il 70% dei rifiuti. Lo dimostra il successo di Camin, già passato al Porta a Porta dove il 77% dei rifiuti viene raccolto in modo differenziato. Da pochissimo il Porta a Porta è arrivato anche Voltabarozzo, Quattro Martiri-Crocefisso, Salboro e Guizza sud. Perciò Legambiente collabora al passaggio al metodo porta a porta a Ponte di Brenta, Torre, Pontevigodarzere e Isola di Torre, e lo farà nei prossimi mesi quando sarà esteso a Altichiero, Sacro Cuore e Ponterotto.

Chi volesse dare una mano a gestire i punti informativi può chiamare la mattina in Legambiente allo 0498561212 chiedendo di Davide Gobbo, oppure può inviare una mail a d.gobbo@legambientepadova.it.

 Davide Gobbo – Legambiente Padova

Perché essere contrari alla fusione AcegasAps – Hera

La fusione Hera – APS Acegas, votata dal Consiglio Comunale di Padova, non può essere banalmente considerata come l’inevitabile evoluzione di un processo di privatizzazione (le Spa sono società di diritto privato, anche se con prevalente capitale pubblico) già avviato con la precedente fusione delle aziende padovana e triestina. In realtà il processo di concentrazione avviato sottintende una visione della gestione dei beni comuni e dei servizi pubblici del tutto antitetica rispetto a quella espressa dai 27 milioni di cittadini che hanno votato sì al referendum sull’acqua. E, d’altra parte, non è affatto scontato che la nuova fusione (più finanziaria che imprenditoriale) possa garantire – come contropartita all’allontanamento dei centri decisionali dal nostro territorio – economie di scala, maggiore efficienza e quindi un miglioramento del servizio offerto alle comunità locali ed una riduzione delle tariffe.

Stefano Rodotà, già Presidente della Commissione per la Riforma dei Beni Pubblici istituita nel 2007, in più occasioni ha sottolineato come il tema dei Beni Comuni non sia “né una bizzarria, né un tema marginale” e come anzi il riferimento all’importanza dei beni comuni costituisca il dato che più caratterizza la fase attuale. «Una novità politica, scrive Rodotà, che i partiti soffrono o avversano. Ancora inconsapevoli, dunque, del fatto che non siamo di fronte ad una questione marginale o settoriale, ma ad una diversa idea della politica e delle sue forme, capace non solo di dare voce alle persone, ma di costruire soggettività politiche, di redistribuire poteri» (Stefano Rodotà, La Repubblica 5 gennaio 2012).

Secondo Rodotà i Beni Comuni (ovvero i beni «funzionali all’esercizio di diritti fondamentali e al libero sviluppo della personalità») devono essere “indisponibili per il mercato” ed essere “amministrati muovendo dal principio di solidarietà”. La loro gestione deve garantire l’accesso di tutti al bene e deve vedere la partecipazione dei soggetti interessati, facendo ad esempio appello all’articolo 43 della Costituzione che prevede la possibilità di affidare la gestione di servizi essenziali, fonti di energia e situazioni di monopolio, oltre che ad enti pubblici, anche a “Comunità di lavoratori o di utenti”.

Le indicazioni della Commissione Rodotà sono state approfondite, anche dal punto di vista giuridico e costituzionale, dal testo di Ugo Mattei “Beni Comuni: un manifesto”, che evidenzia come il concetto di bene comune rimette in discussione la storica contrapposizione tra stato e mercato, tra liberismo e statalismo entrambi caratterizzati dalla tendenza alla concentrazione del potere ai vertici di una gerarchia sovrana che esclude ogni altro soggetto decisionale. Il governo dei Beni Comuni, afferma Ugo Mattei, rifiuta per sua natura la concentrazione del potere a favore della sua diffusione, a favore di un modello collaborativo e partecipativo, presuppone un governo democratico dell’economia.

Sta qui credo il nocciolo della questione. Chi si è espresso a favore della fusione Hera – APS Acegas (a cui in prospettiva dovrebbe seguire quella con le società milanesi e torinesi A2A ed Iren) ritiene strategicamente importante dar vita ad una grande Multiutility del Nord, di diritto privato ma ai cui vertici verrebbero posti manager di nomina politica, un’azienda di dimensioni tali da poter di fatto costituire una posizione di monopolio nell’affidamento dei servizi pubblici. Ma quale affidabilità hanno – dopo gli scandali degli ultimi anni – questi carrozzoni finalizzati prioritariamente al profitto e nei quali di “pubblico” c’è solo la nomina dei consigli di amministrazione da parte dei partiti? E se – in assenza di società in house – diverrà obbligatorio sottoporre a gara pubblica la gestione dei servizi pubblici, quali vantaggi potranno derivare alle comunità locali dal dover di fatto trattare con una Multiutility operante in regime di monopolio? E nello specifico di Padova, quale interesse potrà avere Hera a dismettere la prima linea degli inceneritori (che diverrà possibile non appena si raggiungerà l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata nel nostro bacino di riferimento), se proprio dall’incenerimento di rifiuti ordinari e speciali deriva il maggior utile della società?

Se non si ha la forza o la volontà di scegliere la via delle società in house direttamente gestite dagli enti locali, se – come fanno i sostenitori della fusione – ci si appella alle virtù salvifiche del mercato, non sarebbe paradossalmente meglio per i Comuni, al fine di garantire le proprie autonome scelte sui temi dell’energia, dell’acqua, del ciclo dei rifiuti, gestire delle vere gare pubbliche favorendo la concorrenza tra più soggetti, previa una precisa definizione delle proprie finalità, degli obiettivi da conseguire, dei criteri di valutazione e degli indicatori che verranno utilizzati per monitorare i risultati conseguiti?

Certo non è automatico né facile tradurre gli indirizzi di fondo in concreti progetti di riforma volti all’introduzione di nuovi modelli collaborativi e partecipativi nella gestione dei servizi pubblici locali, anche se va ricordato come già vi siano significative esperienze di riferimento: in primo luogo quella dell’Eau de Paris, un’azienda speciale che dal 1° gennaio 2010 – dopo la ripubblicizzazione – gestisce l’acqua nella capitale francese con la presenza nel Consiglio di Amministrazione di cittadini e associazioni, anche se solo con poteri consultivi e di controllo.

E’ un capitolo aperto, un terreno da esplorare e che necessita di una forte capacità progettuale per la ricerca di soluzioni nuove e innovative sia a livello legislativo che nelle pratiche amministrative locali. E’ però altrettanto certo che i processi di concentrazione finanziaria in corso non vanno nella direzione di un governo trasparente e partecipato dei servizi e di un rafforzamento del legame che deve esistere tra aziende di servizio e politiche territoriali delle comunità locali finalizzate al risparmio energetico ed alla chiusura dei cicli ecologici.

Sergio Lironi

Decreto sviluppo, pericolo elettrosmog

E’ alla firma del Presidente Napolitano il decreto-sviluppo o decreto per la “crescita”, approvato dal Parlamento la scorsa settimana e contenente interventi per la diffusione delle tecnologie digitali che di fatto porteranno ad un aumento della esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. Le Associazioni che, come la nostra, si occupano di questo tema si sono attivate nelle scorse settimane con una petizione on-line e con delle lettere ai singoli deputati e senatori affinché si convincessero a non approvare il famigerato articolo del decreto che, da come era stato redatto in prima battuta, avrebbe liberalizzato l’installazione di ripetitori per la telefonia mobile obbligando i proprietari ad accettare sui propri immobili le antenne, di fatto minando lo stesso concetto di proprietà privata.

Il Parlamento ha poi glissato su questa norma, introducendo invece la liberalizzazione per scavi e condutture elettriche aeree e sotterranee necessarie per sviluppare la banda larga e ultra larga, riducendo i tempi dei permessi e indicando che “l’operatore di comunicazione durante la fase di sviluppo della propria rete in fibra ottica può, in ogni caso, accedere a tutte le parti comuni degli edifici al fine di installare, collegare e manutenere gli elementi di rete, cavi, fili, riparti, linee o simili apparati privi di emissioni elettroniche. Il diritto di accesso è consentito anche nel caso di edifici non abitati e di nuova costruzione”. L’insulto alla proprietà privata sembra scongiurato ma in realtà ci impongono solo un modo più morbido per abituarci alla cosa, perciò dobbiamo aspettarci che in futuro la norma sulla liberalizzazioni delle antenne verrà riproposta e passerà, perché così vuole “big phone” nonostante le nostre proteste.

Ancora più grave è il fatto che è stata introdotta una modifica ai criteri di misurazione del campo elettrico e magnetico che aumenta sostanzialmente i limiti di esposizione (modifica che non era stata approvata lo scorso anno grazie alla caduta del governo Berlusconi). Il valore di attenzione – 6 V/m- (stabilito dalla tabella 2 all’allegato B del D.P.C.M. 8 luglio 2003), per i luoghi ove la permanenza umana e’ superiore a 4 ore giornaliere, sarà ancora applicato alle parti abitative compresi balconi terrazzi e cortili ma “esclusi i tetti anche in presenza di lucernai ed i lastrici solari con funzione prevalente di copertura, indipendentemente dalla presenza o meno di balaustre o protezioni anti-caduta e di pavimentazione rifinita, di proprietà comune dei condomini”. In sostanza in queste zona (ad es. nelle terrazze condominiali) saranno considerati i valori della tabella 1 dell’ Allegato B del citato vecchio decreto, ossia 20,40,60 V/m a seconda delle frequenze. I valori in queste zone dovranno essere rilevati e mediati su un arco di 6 minuti. Nel caso di edifici abitativi con permanenza superiore alle 4 ore i valori saranno invece la media nell’arco delle 24 ore, di fatto aumentando di molto l’esposizione della popolazione.

Questo facilitera’ lo sharing o co-siting: i gestori ne hanno bisogno perche’ la diminuzione delle tariffe sta comportando guadagni minori e concentrare molti impianti su di un unico traliccio costituisce un forte risparmio che pero’ fino ad ora comportava il pericolo dello sforamento dei limiti. Da oggi non sarà più così e questo gli semplificherà la realizzazione dei siti per la telefonia di banda larga mobile (LTE). Secondo il ministero i gestori potrebbero condividere circa 20 mila siti su 30 mila necessari per questa nuova rete mobile. Nulla importa se i cittadini dovranno subire più radiazioni. Così mentre il Consiglio d’Europa richiama i governi a fissare per l’esposizione a lungo termine alle microonde soglie preventive che non superino, in accordo con il principio di precauzione, gli 0,6 volt/metro e a ridurre, nel medio termine tale, valore a 0,2 V/M, il nostro governo spensieratamente aumenta una considerata soglia già molto alta dal mondo scientifico internazionale (non corrotto).

Le nostre preoccupazioni invece aumentano. La Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito le radiofrequenze come possibili cancerogeni e da più parti sono stati prodotti studi scientifici ben condotti sull’aumento di patologie legate all’esposizione a radiofrequenze in vicinanza a concentrazioni urbane di antenne per la telefonia mobile e di sistemi wi-fi, poco potenti questi ultimi, ma funzionanti a frequenze biologicamente attive. Le segnalazioni di disturbi legati alla elettrosensibilità sono in continuo aumento anche all’interno degli uffici sia pubblici che privati, senza contare poi i danni dovuti alla esposizione da telefoni mobili.

Certo non si torna indietro e il cellulare trilla nelle tasche di tutti grazie alle antenne che gli fanno da copertura, ma, forse non sarebbe meglio cominciare a far circolare di più l’informazione?

info@applelettrosmog.it

Laura Masiero pres. A.P.P.L.E. (Associazione Per la Prevenzione e Lotta all’Elettrosmog)

Diario dell’estinzione – il mistero delle nascite

Che cosa accade di sostanziale all’umanità dietro alla crisi che tocca le economie e nella trasformazione delle tecnologie energetiche e di comunicazione? In uno scenario di profonda incertezza sociale c’è il rischio di sottostimare la presente decisiva rivoluzione reale che segna la fine della crescitadella specie umana sulla terra.In realtà la inversione demografica è l’evento più importante della nostra vicenda: dopo aver raggiunto il picco delll’espansione, del dominio e dello sfruttamento demenziale dell’intero mondo e degli altri viventi, l’essere leader dell’evoluzione decide di non procreare, portando il tasso delle nascite al livello di quello (naturale) delle morti, o addirittura più basso. Nei prossimi 15 anni gli esseri umani nati ogni anno scenderanno all’1,5 percento (110 milioni) paragonati all’1,4 del numero di morti a regime (109 milioni): la crescita sarà finita.

Dizionario dell’estinzione offre una spiegazione sul fenomeno quantificando i termini e i tempi dell’inversione e spiegando le cause e le strategie di governo, insieme con gli strumenti di pianificazione e di evoluzione culturale della società del rifiuto o dell’esitazione alla procreazione. In estrema sintesi: anche il minimo livello di scolarizzazione delle bambine introduce grandi cambi nel loro status sociale , nella loro accettata aspirazione a un miglioramento di ruolo e di condizione pratica; la difficoltà di un posto di lavoro adeguato si somma agli ostacoli che impediscono i due figli della conservazione della umanità. E comunque il ruolo dominante del genere femminile causa ovunque un profondo cambio culturale, ormai naturale, una sorta di nuovo passo dell’evoluzione.

Ma nello stesso tempo la tecnologia (la scienza) offrono teoricamente, per via dei cresciuti rendimenti, la facile riduzione dei bisogni individuali e dei consumi, quelli orrendi di suolo e di spazio e di carrying capacity, anche per la civiltà dello spreco.

La condizione di penuria o carestia o più semplicemente di povertà ha segnato le vicende umane nel tempo, determinando insieme alle condizioni fisiche del mondo la vicenda della popolazione.

Entrati (per la prima volta forse dal medioevo) in queste condizioni di stato stazionario, di non crescita, che ci sono assicurate dalla diminuzione, noi (noi uomini, noi economia, noi specie biologiche) possiamo sperimentare le condizioni per la pianificazione reale, sia economica e fisica che culturale: la prima nel quadro d’uno sviluppo senza crescita, la seconda nel quadro antropologico di bellezza, piacere, felicità.

Giulano Cannata – Dizionario dell’estinzione – Il mistero delle nascite. Edizioni NdAPagine 312, 18 euro

Lucio Passi

Succede in città

>>> giovedì 18 ottobre

Pallone criminale In occasione della rassegna ‘Passione per lo sport e la legalità’, presentazione del libro di Simone di Meo e Gianluca Ferraris, saranno presenti il PM della Procura di Padova e l’On. Alessandro Naccarato. Moderatore sarà il capo della redazione sportiva del Mattino di Padova Paolo Baron. Sala Rossini dello Stabilmento Pedrocchi, via VIII febbraio, Padova- Ore 18:00 Ingresso libero. Info 049 8659510.

>>> venerdì 19 ottobre

Incontro Pubblico Ore 20,45 presso Il Centro Parrocchiale Di Tombelle Di Vigonovo. Prosegue la mobilitazione e l’efficace contrasto alla realizzazione del mega elettrodotto aereo TERNA e della camionabile. Opere Speculative sulla pelle dei cittadini. Aggiornamento ed informativa sugli scenari ed iniziative in corso. Organizzato dal Comitato Vigonovese Per La Salvaguardia Del Territorio A. Canova.

Palestina Per Principianti. Educazione Sentimentale Di Un Bassista Rockabilly Documentario di Francesco Merini, 2012. Padova, Sala Polis Nova (Altichiero), Via Due Palazzi ore 19.00. All’interno della rassegna Una Finestra Sulla Palestina_ Voci, sapori, geografie e storie da un Paese dimenticato. Quattro serate per aprire una finestra sulla cultura e la storia palestinese, per ridare voce e visibilità ad un popolo che continua a resistere. A seguire Cena Mediorientale a cura di ACS, Corti e Buoni e Associazione per la Decrescita. Saranno presenti Ismail Soboh di Nablus, Emad Asfour di Gaza, Madiha Sheshtawi di Gerico.Documentario + cena: euro 15,00/persona.Prenotazioni: info@acs-italia.it – cell. 347.0602574

“Blubordò Vocal Ensemble in Concerto per il Mozambico” ore 21.30 al Teatro Accademico di Castelfranco V.to. Un coro di splendide voci, formato come ensemble di studio e ricerca sulla vocalità in genere: propongono brani che spaziano dal gospel, alla musica pop, e dai musical alle colonne sonore. Direzione di Alessandra Pascali, nota cantante padovana, didatta e musico-terapista, dalla voce versatile e dalle timbriche jazzistiche e soul. La band che accompagna è formata da musicisti conosciuti nel panorama musicale veneto: Ivan Zuccarato, Daniele Vianello e Graziano Colella. Tra le voci soliste e gli ospiti della serata: Alice Nichele, Marco Baldon, Anna Tosato e molti altri.ASEM Italia Onlus – Via del Commissario 42 – 35142 Padova -Tel. 0497990994 – Cell. 3282516718 sede@asemitalia.org –  skype: asem.italia.onlus – www.asemitalia.org

>>> sabato 20 ottobre

Una Storia Chiusa Clara Sereni ne parla con Alessandra De Lucia _Pizzeria Il Cortile. Via De Lazara 1, (angolo via Buzzaccarini) ore 16.30.All’ interno dell’ottava rassegna de “Il libro nel bicchiere, ombre di scrittura in trattoria”.

>>> domenica 21 ottobre

Concerto Inaugurale “Omaggio A Mozart” Studio Teologico del Santo – Basilica di S. Antonio – Padova ore 17:00. Orchestra Venezia Concerto -Pianoforte solista: Francesca Venzo , Soprano: Stefania Bellamio .E’ una delle Rassegne Musicali più amate in città e da diciassette anni trova sede nella prestigiosa cornice nella Sala dello Studio Teologico della Basilica di S. Antonio: tutto è pronto per il gran concerto di inaugurazione dell’Orchestra Venezia Concerto con un programma dedicato all’opera vocale e strumentale di Mozart. I Musici Patavini – Padova Infolive: 327.6971855

>>>lunedì 22 ottobre

Le arche dei santi In occasione della rassegna ‘Saggiamente’, presentazione a cura di Francesca Flores D’Arcais e di Antonio Rigon del libro di Michele Tomasi, ‘Scultura, religione e politica nel Trecento veneto. Sala del Romanino, Musei Civici agli Eremitani, piazza Eremitani 8, Padova .Ingresso libero. Info 049-8204811.

>>> mercoledì 24 ottobre

Raccontando il Nord Est Incontro con Simone Marzini e Massimiliano Santarossa che raccontano il Nordest attraverso i loro romanzi ‘Nordest Farwest’ e ‘Viaggio nella notte’. Libreria La Feltrinelli, via S. Francesco 7, Padova Ore 18:00:Ingresso libero. Info 049 8754630.

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CORSI, SEMINARI E MOSTRE – iniziative prossime e future

Corso ‘Desidererei…Nuovi Volontari’ CSV di Padova. Martedì 23 e martedì 30 ottobre 2012, ore 17-20 .Teoria e pratica per migliorare la gestione dei volontari in associazione. Obiettivi del Corso: Comprendere i veri ‘bisogni’ delle associazioni di Volontariato;  Analizzare la figura ‘professionale’ del Volontario; Aiutare le associazioni nella ricerca e nell’accoglienza di ‘nuovi volontari’; L’accoglienza come metodo di sviluppo dell’associazione. Metodo: Sarà utilizzato l’approccio partecipativo ed interattivo. Martedì 23 Ottobre: Come capire i diversi bisogni dell’associazione; La figura del Volontario. Martedì 30 0ttobre: Come si fa ad accogliere?; Come sostenere i volontari. tel. 049 8686817 ,luogo: sede CSV, via Gradenigo 10, Padova – contatti: info@csvpadova.org -www.csvpadova.org/Corsi-attivi-CSV/2012-corso-nuovi-volontari.html

Concerto Jazz A Padova Per Progetto A Srebrenica 7 Novembre 2012 E’ ormai al settimo anno l’evento che in occasione dell’autunno Dottori Agronomi e Forestali di Padova e l’Associazione Agronomi e Forestali Senza Frontiere di Padova organizzano per sostenere un progetto agricolo. Quest’anno l’appuntamento è rivolto al sostegno di un Progetto per la coltivazione di Grano Saraceno in una cittadina nella Municipalità di Srebrenica in Bosnia-Erzegovina. Un Concerto Jazz quest’anno che vede un ospite d’eccezione: il chitarrista Franco Cerri musicista italiano autorevole apprezzato e conosciuto a livello internazionale. Agronomi e Forestali Senza Frontiere ha operato per vari anni a Bratunac – cittadina della Repubblica Srpska di Bosnia Erzegovina – con un il Programma di interventi di sviluppo della coltivazione e trasformazione di piccoli frutti che ha preso spunto dalla necessità di riattivare l’economia della zona per consentire alla popolazione, con particolare attenzione ai profughi rientrati nelle loro terre, di godere di condizioni di vita migliori, anche per affrontare la complessa questione della riconciliazione interetnica. A conclusione di questa prima fase, si sta puntando ora al supporto della coltivazione di grano saraceno in alcuni villaggi dei dintorni di Srebrenica. La serata si svolgerà mercoledì 7 novembre 2012 alle ore 21.00 all’Auditorium San Gaetano a Padova.

Il meglio di niente non basta più

Le federazioni sindacali regionali del Trasporto, stanche di aspettare dai primi di settembre la convocazione della Giunta Regionale del Veneto, lunedì 8 ottobre 2012 hanno inviato una lettera di sollecito.

Un incontro che diventa ancora più urgente ora che finalmente la Giunta ha prodotto la proposta di assestamento del Bilancio 2012, che andrà approvata in Consiglio Regionale, dopo i lavori in Commissione, non prima del mese di novembre !! (la Giunta Regionale si era impegnata ad approvare l’assestamento del Bilancio nel mese di giugno per consentire certezza di finanziamenti alle aziende in previsione del programma autunnale dei servizi, n.d.r.)

Come giudicare i 2 milioni di euro inseriti nell’assestamento a favore del trasporto pubblico locale? Il taglio delle risorse 2012 per il trasporto pubblico, rispetto al 2011, è stato di 15 milioni di euro. Faceva seguito ad un taglio dell’anno precedente, che congegnava -di fronte all’aumento dei costi- una riduzione pesante del finanziamento dei cosiddetti servizi minimi universali. Questo l’andamento dei finanziamenti regionali negli ultimi 3 anni: 2010: 287,3 milioni di euro; 2011: 268 milioni di euro; anno 2012: 253 milioni di euro, cui vanno aggiunti + 2 milioni di euro proposti ora nell’assestamento!

Aver trovato nelle pieghe del bilancio da assestare 2 milioni di euro a favore del TPL è senz’altro meglio di niente, ma per l’appunto meglio di niente!

La condizione quotidiana del servizio pubblico è sotto gli occhi di tutti: nuovi tagli dei servizi, aumento delle tariffe, nuovi interventi su costo e qualità del lavoro. Ci saremmo aspettati un diverso impegno che riconoscesse la indifferibile necessità e urgenza di ripristinare le risorse 2011. Per questo chiediamo a Giunta e Consiglio di lavorare in questa direzione senza se e senza ma…..

Infine, e non ultimo, siamo stanchi di ripetere da anni che serve un progetto reale di riordino efficace ed economico che poggi su: riduzione significativa delle aziende; integrazioni gomma/ferro e aree urbane ed extraurbane; servizio regionale integrato con unico biglietto e tariffazione; orari cadenzati; maggiore frequenza e minori sovraffollamenti; maggiore velocità commerciale attraverso sistemi innovativi a guida vincolata nei principali centri urbani; maggiore regolarità e puntualità; migliore qualità a bordo e a terra. In definitiva vogliamo fatti misurabili e certi nei tempi che potenzino il servizio di trasporto pubblico locale (mentre la Giunta Regionale è in ritardo di oltre 3 mesi rispetto alla scadenza del 30 giugno stabilita dalla Legge 27/2012 per deliberare su bacini e ambiti ottimali dei servizi pubblici locali, riordino del settore, liberalizzazioni e gare, n.d.r.).

Se il TPL è una priorità lo si dimostri con i fatti!

Ilario Simonaggio, segretario regionale FILT CGIL