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barchessa LimenaNel procedimento, stabilito dalla legge urbanistica regionale, per la formazione dei PAT (Piani di Assetto del Territorio), sono previsti momenti di partecipazione nella fase della predisposizione del Documento Preliminare, dove vengono definiti gli obiettivi e le scelte strategiche di carattere generale, e successivamente, dopo l’adozione del piano, nel momento della presentazione delle osservazioni.

Salvo autonome decisioni dei comuni, durante la costruzione del PAT, che è il momento in cui vengono predisposte le tavole tematiche di trasformazione del territorio e la VAS (Valutazione Ambientale Strategica), la partecipazione non è prevista.

Il Comune di Limena non si è sottratto a questa impostazione, limitandosi ad alcuni incontri in cui è stato illustrato il piano in costruzione, attuando in sostanza un processo di informazione ma non certo di partecipazione. Di conseguenza il circolo di Legambiente di Limena, non avendo potuto partecipare in modo concreto alla costruzione dei documenti del PAT, si è concentrato sulle osservazioni da presentare, ed in particolare sulle NTA (Norme Tecniche di Attuazione) del piano, ponendosi come filo conduttore la tutela ambientale del territorio. Riportiamo di seguito le osservazioni più rilevanti.

Ricordando le ripetute dichiarazioni dell’amministrazione comunale in merito alla pregressa eccessiva cementificazione, è stato chiesto che siano disinnescati gli effetti del Piano Casa (che la Regione ha di recente approvato), prevedendo che tutto il volume derivante dalle nuove unità immobiliari sia computato all’interno del volume massimo previsto dal PAT.

Per quanto riguarda gli edifici e gli impianti produttivi, sempre con l’obiettivo di limitare al massimo il consumo di suolo, si è chiesto che le previsioni di incremento previste dal PAT siano riviste dopo avere provveduto al censimento degli edifici e degli impianti esistenti inutilizzati o sottoutilizzati, che vanno prioritariamente usati per soddisfare la domanda di nuovi insediamenti.

Allo scopo di rendere misurabile la sostenibilità ambientale degli interventi di trasformazione del territorio, è stato chiesto un impegno esplicito nelle NTA del Piano a rispettare a livello locale gli obblighi previsti dal protocollo di Kyoto, prevedendo misure di mitigazione e di compensazione che riducano a zero gli effetti climalteranti derivanti dalla realizzazione di infrastrutture, impianti produttivi e piani attuativi.

Inoltre sono stati chiesti precisi vincoli per gli impianti di biogas contemplandone la presenza solo se dislocati lontano dai centri abitati, e purché siano di piccole dimensioni e funzionali al ciclo aziendale, con alimentazione proveniente dagli scarti dell’azienda stessa o eventualmente in parte anche da altre aziende se insediate a breve distanza dall’ impianto. Dovranno poi essere trasferiti gli impianti già esistenti che siano in contrasto con i requisiti sopra illustrati.

Infine è stato chiesto che il Comune di Limena aderisca alla costruzione del Parco Agricolo e Paesaggistico Metropolitano, integrando in tal senso le zone agricole con quelle dei comuni contermini dell’area metropolitana. Al medesimo scopo è stato chiesto che le aree già destinate dal previgente PRG ad un uso diverso da quello agricolo, ma non ancora utilizzate, ritornino ad avere la destinazione agricola.

In occasione della presentazione delle osservazioni al PAT avvenuta lo scorso 30 dicembre il circolo Legambiente di Limena ha inviato una nota all’Amministrazione Comunale chiedendo di aderire alla campagna nazionale “Salviamo il Paesaggio”.

Le istanze presentate comprendono anche la richiesta di formalizzare tale impegno con una apposita norma inserita nel PAT. Ci auguriamo che queste argomenti, pienamente condivisi, trovino piena accoglienza.

Comunicato del Circolo Legambiente di Limena
con introduzione della Redazione di Ecopolis

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