Feed on
Posts
Comments

B_Via Schiavin_21-6-13_2_camionZilloContinuano a passare alla chetichella per le strade del centro di Este, ignorati dagli amministratori, dai vigili e finora forse anche dai cittadini, camion carichi di calcare provenienti dai Colli Berici e diretti al cementificio ex Radici, oggi Zillo, di Monselice. Sembrano le prove generali in vista dell’attuazione dell’accordo firmato dal Comune con Zillo, in cui sono previsti 250 passaggi al giorno nelle due direzioni, uno ogni 3 minuti circa.

In via Schiavin, sulla quale è stato dirottato dalla segnalazione del Comune il tracciato dell’Anello ciclabile dei Colli, i camion condividono la carreggiata con le bici, con il risultato di sicurezza (per i ciclisti, naturalmente…) immaginabile. Davanti al Castello inoltre da qualche giorno si incontra il restringimento della carreggiata dovuto ai lavori per la realizzazione del “vallo verde pedonale” attorno al Castello, un’opera (122.000 euro) in evidente contrasto con il passaggio dei camion subito a lato.

L’accordo è stato giustificato dall’Amministrazione Comunale estense dalla “disponibilità” di Zillo a installare nell’incrocio davanti all’ingresso del Castello un impianto di controllo del passaggio dei camion (quelli non suoi…) e a riconoscere un contributo di 10.000 euro all’anno per i 10 anni di durata del protocollo per la manutenzione del fondo stradale. Una partecipazione molto “generosa”, se si calcola che annualmente Zillo, riducendo di 10 km al viaggio la percorrenza dei camion con la materia prima proveniente dai Colli Berici (al costo di 2 euro al Km) risparmierà 20 Euro per ogni viaggio, che, moltiplicati per 250 viaggi per 250 giorni lavorativi all’anno, equivalgono a 1.250.000 euro. Pur “decurtati” dei 10.000 riconosciuti al Comune, restano nelle tasche di Zillo 1.240.000 euro all’anno di profitto in più.

Con un gesto di carità pelosa, per difendersi dalle nostre critiche, il Sindaco Piva ha affermato di voler devolvere la cifra ai lavoratori (nientemeno che la bella somma di 133 euro a testa all’anno per ciascuno dei 75 lavoratori della Cementizillo di Este in cassa integrazione).

Non sarebbe meglio invece che tornasse sulla decisione, purtroppo condivisa dalla sua maggioranza, e ripristinasse il “divieto di transito ai veicoli con massa a pieno carico superiore a 5 tonnellate lungo le vie del Centro Storico (Caldevigo, Schiavin, Guido Negri, Vigo di Torre, Martiri della Libertà, Petrarca e Meggiaro) al fine di salvaguardare la struttura viaria, il patrimonio artistico dislocato lungo le vie e limitare l’inquinamento sia acustico sia atmosferico” istituito 20 anni fa dall’Amministrazione Cappellari, con Ordinanza del Sindaco n°43 del 19.05.1993?

E’ lecito credere che questa accondiscendenza nei riguardi del cementiere sia assolutamente ingiustificata e non faccia gli interessi della popolazione, ma neppure quelli dei lavoratori. Soluzioni? Si spera che i cittadini più sensibili e le associazioni facciano la necessaria pressione nei confronti del Sindaco per una revisione dell’accordo.

Nella foto in un camion in via Schiavin.

Circolo Legambiente “Dai Colli all’Adige” di Este

Leave a Reply