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interramento elettrodotto_dolo_caminPoco meno di 1.000 persone hanno gremito la piazza di Vigonovo la sera del 5 maggio per mostrare ancora una volta la volontà popolare di interrare il progetto di elettrodotto aereo da 380 Kv fra Dolo e Camin. 

Protagonista vera della serata è stata la popolazione con la sua risposta all’invito degli organizzatori che, da parte loro, hanno tappezzato i paesi di Saonara e Vigonovo con vistosi striscioni a favore dell’interramento dell’elettrodotto.

Sul palco i sindaci di dieci città di Riviera del Brenta di aree politiche diverse, un consigliere regionale del PD e uno del M5S, oltre ad un paio di parlamentari pentastellati. Il sindaco di Noventa, da poco nominato segretario regionale del PD, si è impegnato a portare l’istanza al direttivo nazionale del suo partito perché arrivi a Roma. 

L’iniziativa è stata promossa dal locale Comitato e dal Circolo di Legambiente. Hanno aderito il Comitato Brenta Sicuro e Opzione Zero, con quattro gazebo posizionati sulla piazza per rafforzare l’immagine del presidio permanente sul tema che ormai è dibattuto da quasi dieci anni.

Gli interventi dei sindaci sono stati concisi ed efficaci e hanno mostrato l’unità di tutta l’area interessata  e dei territori confinanti. I rappresentati in regione e in parlamento hanno assicurato il loro preciso impegno perché la tematica  sia accolta a livello nazionale dove sarà decisivo sostenere le ragioni dell’interramento. Al tavolo ha preso posto e portato la sua solidarietà anche il rappresentante dei Comitati Civici della Valbelluna che stanno lottando per lo stesso obbiettivo: l’interramento di un elettrodotto anch’esso da 380 Kv che attraverserebbe il  Piave e  sorgerebbe di fronte alle Dolomiti, con evidente scempio di un bene  nominato patrimonio mondiale dall’Unesco.

Da segnalare gli interventi in apertura e chiusura della manifestazione: Roberto Bano, proprietario di Villa Sagredo e autore del ricorso accolto tre anni fa dal Consiglio di Stato che ha cassato il precedente progetto di Terna sottolineando, ha sottolineato, oltre ai danni alla salute ed al paesaggio, la perdita economica per i beni immobili che insistono nell’area dell’elettrodotto. L’architetto Draghi, storico leader dei Comitati Ambiente e Territorio, ha ribadito l’importanza del corridoio ecologico e del completamento dellidrovia Padova-mare, sul cui tracciato si snoda l’elettrodotto.

Il  progetto preliminare prevede aree golenali di fitodepurazione, piste ciclabili, percorsi attrezzati, una risorsa paesaggistica di inestimabile per il Veneto centrale che sarebbe persa a causa dell’elettrodotto. Clamorosa contraddizione della Soprintendenza Regionale che in soli quindici giorni ha dato parere positivo al nuovo progetto aereo pur definendo lei stessa la Riviera del Brenta “un bene culturale in quanto insieme di ville e territorio”, senza considerare l’evidentemente sfregio se fosse attraversato dall’elettrodotto.

Si è scoperto anche che nel nuovo progetto depositato da Terna lo scorso dicembre viene meno l’interramento dell’elettrodotto nel Vallone Moranzani previsto dal progetto originario, condizione per cui aveva ottenuto il consenso delle varie amministrazioni del capoluogo regionale. Si può allora immaginare una “alleanza”  fra Venezia e la Riviera del Brenta per un progetto che interri totalmente la nuova linea elettrica da Fusina alle porte di Padova.

I sindaci hanno intanto già organizzato per i prossimi giorni un incontro con l’apposita Commissione Regionale per assicurarsi l’effettivo impegno a sostenere a tutti i livelli la richiesta di interramento. Una cosa è certa: se davvero il Veneto sarà convinto a tutti i livelli e fino in fondo a perseguire l’obiettivo, non sarà facile nemmeno per Terna, pur con tutta la sua potenza economica e politica, imporre questo orribile stenditoio.

Circolo Legambiente” La Sarmazza” di Saonara-Vigonovo

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