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CINGHIALEIn risposta al bando di selezione – chiusosi lo scorso 31 ottobre – per l’inserimento 25 selecontrollori (alias cacciatori) su cinghiali e daini nel Parco Naturale Regionale dei Colli Euganei, il Gruppo d’Intervento Giuridico di Padova e il Coordinamento Protezionista Padovano hanno proposto un Piano Sostitutivo (scarica qui il piano in pdf).

Purtroppo sono consistenti i danni che queste specie – e in particolar modo i cinghiali – possono arrecare alle colture, ai terreni silvo-pastorali e all’ecosistema di un intero territorio, qualora la loro densità superi la soglia di tollerabilità per indice di superficie.

Ma la caccia è davvero l’unica soluzione? E soprattutto è efficace?

Secondo un recente studio sembra proprio di no, anzi pare che determini addirittura un anticipo della maturità sessuale nelle femmine, le quali raggiungono la pubertà già entro il primo anno di vita. In pratica la forte pressione venatoria riduce le femmine adulte e, per contro, richiama alla riproduzione precoce le femmine giovani e subadulte! E poiché gli elevati tassi di natalità del cinghiale sono dovuti anche al contributo delle giovani femmine che riescono ad accedere alla riproduzione, appare evidente che la caccia finisce per favorire un incremento della riproduzione.

Quindi, nell’assoluta convinzione che la caccia non sia in grado di impedire i danni dei cinghiali all’agricoltura, anzi rappresenti una causa dei danni stessi, le due associazioni hanno elaborato diverse soluzioni alternative:

- il “foraggiamento dissuasivo”, ovvero la somministrazione in bosco di cibo alternativo a quello offerto dalle piante coltivate (tenendo conto sia dei tempi di maturazione delle colture a rischio sia delle disponibilità naturali in foresta)

- le colture “a perdere”, cioè la semina di appezzamenti o di fasce di terreni con piante appetite degli animali, posizionate all’interno o ai margini del bosco, in modo da favorirne la frequentazione da parte dei cinghiali

- le recinzioni elettriche (individuali o comprensoriali), nettamente migliori di quelle meccaniche

- la presenza di un consulente tecnico dell’area protetta, qualcuno in grado di affiancare alla funzione di perizia quella di consulenza agronomica per la prevenzione dei danni alle colture

- la telecontraccezione con vaccino immuno-contraccettivo.

Accorgimenti di tal genere sarebbero – tra l’altro – in linea con quanto voluto dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, secondo cui l’attività di controllo dovrebbe essere finalizzata esclusivamente alla riduzione degli impatti della specie e non necessariamente alla drastica riduzione delle densità della popolazione.

Ma cosa ne pensano gli Enti Pubblici?

La Regione ha già versato 80 mila euro al Parco e ne ha promessi altri 85 mila a breve, la Provincia di Padova distaccherà due agenti nel Parco per coordinare i selecontrollori, e metterà a disposizione alcuni investimenti sul fronte della sicurezza stradale. La linea intrapresa dal neocommissario del Parco, Enrico Specchio, è diametralmente opposta a quella proposta dal Gruppo d’Intervento Giuridico: ai sei dipendenti fissi del Parco – affiancati da circa cinquanta selecontrollori (alias cacciatori) formatisi negli anni – ora se ne affiancheranno altri venticinque. Cacciatori “speciali” con titoli e autorizzazioni che nel nome di una “caccia di selezione” hanno abbattuto solo dal gennaio 2016 più di 600 esemplari.

D’altra parte c’è un “mandante politico”: Giuseppe Pan, assessore all’agricoltura, caccia e pesca della Regione Veneto, che in un’intervista dal titolo «Contro i cinghiali rastrelliamo i Colli», rilasciata al Il Mattino di Padova il 14 ottobre scorso, a proposito delle difficoltà di gestire i cinghiali nei Colli, ha dichiarato: «Il parco non l’ho istituito io», «[…] potremmo avviare un piano di controllo che preveda la possibilità di cacciare i cinghiali tutto l’anno, con la collaborazione delle associazioni venatorie».

Parallelamente la Regione Veneto si prepara ad abolire i vigenti piani ambientali dei parchi regionali è il Disegno di Legge della Giunta regionale n. 143, contro cui si stanno muovendo le associazioni ambietaliste (leggi qui su ecopolis).

Ci piace concludere con le parole di Walter Bonatti nei confronti della specie animale: «D’altra parte un linguaggio lui ce l’ha, e anche ben chiaro e coerente, siamo noi quasi sempre a non capirlo, se non addirittura a non volerlo proprio considerare. L’alfabeto degli animali, naturale eppure complesso da decifrare, è fatto di movimenti, di sguardi, di suoni, di odori…».

Laura Fasanetto, redazione di ecopolis

da un contributo di Michele Favaron e altri, Gruppo d’intervento giurico di Padova

16 Responses to “Emergenza cinghiali nel Parco dei Colli: la proposta di un Piano alternativo agli abbattimenti”

  1. francesco bressan scrive:

    Sono un socio sostenitore,
    apprezzo moltissimo quello che fate, ma sui cinghiali e sui cervi sono contrario alle vostre proposte: la caccia è un buon rimedio. Tanto più che la carne di cinghiale e di cervo è ottima.
    Comunque a questo mondo si convive bene anche con chi la pensa diversamente e così sarà sempre di più.
    Un cordiale saluto a tutti e grazie per quanto fate.
    Francesco Bressan

  2. Luca Luciani scrive:

    … di tutte le proposte che riporta l’articolo mi sembra realmente valida e al contempo effettivamente percorribile soltanto quella relativa alla telecontraccezione.

  3. Francesco scrive:

    Che branco di incompetenti…. studiate!!! Laureatevi non in lettere ma in veterinaria, agraria e poi scrivete….
    Iniziate a coltivare e a vivere sui prodotti che fate e vi rendete conto del problema…
    È come sè un giornalista scrive un articolo e il figlio lo butta in fuoco… e vi trovate senza stipendio…e li vivrete di filosofia…

    • ecopolis scrive:

      certamente Francesco, il problema è grave e nessuno lo nasconde, si tratta di trovare le soluzioni più efficaci.
      Per il resto immaginiamo che lei si riferisca al cacciatore Sergio Berlato, consigliere regionale diplomato, visto che il Piano alternativo agli abbattimenti è stato redatto con basi scientifiche e grazie all’esperienza della dott.ssa Giovanna Massei, docente a York su Wildlife Ecologist at Animal Health and Veterinary Laboratories Agency. Lo ha letto? Saluti

    • lorenzo guaia scrive:

      Incompetenti? Nell’articolo si citano delle buone proposte, e basta approfondire per verificare. La letteratura specialistica è abbastanza completa su questo argomento. Quindi il commento del soggetto che si firma francesco è assolutamente parziale. Non mi stupirei se fosse un cacciatore..

  4. antonio scrive:

    ” piano redatto con basi scientifiche e all’esperienza della dott.ssa Giovanna Massei , docente a York ” , se l’avesse redatto Nani Baruffa da Cinto euganeo sarebbe più credibile . Riuscite a immaginare come si vive dovendo guardare dalla finestra se ci sono cinghiali in cortile prima di uscire di sera , rinunciare a seminare qualsiasi cosa che tanto dopo i cinghiali distruggono tutto, stanno condizionando la vita di molte persone , bisogna intervenire subito con qualsiasi metodo per riportare la situazione ante cinghiali. Prima viene l’uomo poi gli animali. ps . non sono cacciatore e non possiedo neanche una fionda

  5. Annamaria scrive:

    Nel Veneto, e purtroppo in altre regioni, anzichè fare una politica ambientale seria. si continua a distruggere e a uccidere. Cementificazione selvaggia e caccia senza limiti, rappresentano un grande pericolo per il nostro territorio sempre più cementificato (circa il 60% del Veneto è rappresentato da strade, autostrade, fabbriche, centri commerciali, ecc.) un vero massacro. Nonostate le associazioni animaliste e ambientaliste abbiano inviato numerosi studi scientifici che dimostrano che la caccia non è una soluzione la problema ma un ulteriore peggioramento, i nostri politici, guidati dal consigliere-cacciatore Berlato, continuamo ad approvare leggi vergognose che non tengono conto minimamente nè degli studi scientifici nè dei pareri dell’ISPRA nè delle leggi europee.
    Non dimentichiamo inoltre che i cinghiali non sono arrivati da soli nel Parco Colli ma che “qualcuno” – proprio per distruggere il Parco e permettere la caccia sfrenata – li ha liberato sperando che accadesse proprio quello che sta succedendo adesso. UNA VERA VERGOGNA!!!
    La lobby dei cacciatori è vincente in Veneto, nonostante la maggior parte dei citadini sia fermamaente contraria alla caccia e ne sia sempre più spesso vittima.

  6. Brunella Passi scrive:

    Ho condiviso su FB il tuo articolo che ho letto con grande interesse, Laura. E nel mio piccolo mi rendo disponibile ad aiutare chiunque si attivi per una soluzione alternativa.
    Brunella

  7. G. scrive:

    Non capisco perchè vogliate toglierci questa voglia di uccidere. Lo sparare. E poi (se non lo sapete) lo squartare immediatamente successivo. E’ cosi’ bello. Tutto sto sangue.E immersi nella natura.Sportivi.
    Immersi nel verde.Gli appostamenti notturni.
    E con tutto quel che mi è costato il fucile.
    Ora poi che un nostro probo rappresentante lo rende LEGALE.
    Che ne espande i confini.
    Ma che volete, andar contro la legalità! Eh??
    Ipotizzare(con la fatica che costa) scelte alternative??
    Ma andiamo.
    Ci siam noi! Si spara. Ecchesarà?
    G.

  8. Brunella Passi scrive:

    A un troll, G., non mi degno di rispondere.
    Brunella

    • G. scrive:

      Ovviamente, ovviamente!!!!!, Brunella, si era scherzosi, paradossali.
      E mi sa che la redazione di Ecopolis lo sa bene che non son un…”troll”…..
      Qualche problema con l’ironia, Brunella?
      G:

  9. Brunella Passi scrive:

    Noooo, nessun problema con l’ironia! e neppure con l’autoironia (io mi prendo sempre in giro!) Ma sai qual’è il problema, G.? Che come animalista “estrema” ricevo commenti cattivissimi, offese eccessive che mi fanno sanguinare, e…. ad un certo punto sono così abituata alla crudeltà manifestata apertamente contro gli animali che non distinguo più il gioco dalla vera verità, dalla reale realtà… Ben venga lo scherzo (molte volte è più utile della polemica!) ma che sia chiaro ;)

    • G. scrive:

      OK. Pensa che li squartano, li squoiano e li fanno in 4 parti pressochè al momento, per una questione di gusto delle carni dopo. Ma questo mondo (assai ampio ma lasciato essere da chi non dovrebbe tollerarne legalmente la presenza) che si chiama bracconaggio e che si muove nelle ore notturne e fino all’alba si nutre di richiesta di queste carni.Ovvero: la domanda c è !
      Ciao. :)
      G.

  10. Brunella Passi scrive:

    Non dirlo a me, G.! Mio figlio ed io siamo vegetariani, ma qui il discorso è diverso: la caccia si fa per sport e per sete di sangue, non solo per il gusto della carne nè, soprattutto, per fame!!! La caccia non è l’unica soluzione, in questo caso, per tenere sottocontrollo i cinghiali, non sei d’accordo con me?

  11. G. scrive:

    E pensa che il grosso è ed è sempre stato(lo sanno tutti-ben compresi i ristoratori-, tranne chi dovrebbe occuparsene) bracconaggio.
    Ovvero una pratica illegale.Con tanto di fuciloni.
    Ora queste proposte tentano di rendere legale cio’ che non lo è-pur essendo del tutto praticato.
    Italia.
    G.

  12. Brunella Passi scrive:

    Ma certo, G. Meglio il male minore (te lo dico senza ironia, questa volta). Sebbene, come sempre, il problema stia a monte.
    Grazie per la chiarezza e la pazienza.
    Brunella

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