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parcheggio_verde“Al posto di un’area verde, ora c’è una colata di cemento, che porterà il traffico direttamente sotto la mia terrazza”.

Lo scrive ad ecopolis la signora Livia Lenzini, a proposito dell’articolo de “Il Mattino di Padova” sul nuovo parcheggio per i dipendenti dell’ospedale Sant’Antonio. Il pezzo del quotidiano, infatti, definisce, la nuova area di sosta un polmone verde di 3000 m2.

Il piano urbanistico della città prevede che l’area sia utilizzata per l’ospedale, che non riesce a trovare sufficienti posti nella zona. Le reazioni dei residenti erano, però, riuscite a fermare i tentativi di trasformare l’area verde in parcheggio. La giunta leghista è riuscita a cominciare i lavori, offrendo in cambio la piantumazione di più di duecento piante, tra cui cinquantuno alberi ad alto fusto. È un tentativo che, però, non tiene conto che ci vorranno vent’anni affinché gli alberi possano svilupparsi sufficientemente per ridurre l’inquinamento prodotto dal parcheggio: mentre lo smog causato da centoquindici posti auto arriverà subito.

Ma i problemi non si fermano qui: l’area di sosta, insieme al piano di lottizzazione del Parco Iris, porterà a un incremento dei problemi di traffico di Via Canestrini: la strada stretta, nelle vicinanze, è molto frequentata e soffre di problemi strutturali, non certo risolvibili dalla rotatoria per il parcheggio, voluta dalla giunta.

L’aumento del traffico, con le conseguenze dannose per la salute e la sicurezza dei residenti, non era una scelta obbligata: esistevano sicuramente altre soluzioni. I parcheggi per i dipendenti si potevano ottenere con l’acquisizione e il riuso del patrimonio edilizio nella zona, oppure tramite le aree di sosta ottenute dalla ristrutturazione urbanistica ed edilizia previste nell’area circostante.

Ma la soluzione principale sarebbe prevedere un efficiente servizio pubblico, sfavorendo l’uso dell’auto privata: è il caso del tram 3, perfettamente idoneo per i dipendenti dell’ospedale, come previsto anche dal Piano di Assetto Territoriale (PAT) del 2014.

La giunta Bitonci, rinunciando apertamente ai finanziamenti pubblici per il tram, ha puntato su un sistema di filovie, che però rimanda a data da definirsi. Si assiste di conseguenza a vecchie politiche che privilegiano l’uso del mezzo privato per l’accesso al centro della città: non a caso stanno sorgendo parcheggi nei pressi delle mura, con l’effetto di vedere aumentare il traffico e sparire il poco verde rimasto.

Lorenzo Cabrelle, Legambiente Padova

2 Responses to “Cemento al posto di un’area verde: residenti contro il parcheggio del Sant’Antonio”

  1. Luca Luciani scrive:

    … fin dal primo piano regolatore del dopo guerra quell’area era destinata per i parcheggi dell’ospedale: in questo caso è semmai assurdo che nessuno sia riuscito a realizzarli prima.

  2. Luca Luciani scrive:

    … per quanto riguarda la linea 3 del tram perché non trovare finalmente il coraggio di proporla sopraelevata rispetto alla strada esistente come è avvenuto in tutte le città internazionali (Parigi, per esempio)?

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