VITTIME DEL PATRIARCATO

Nel 2025 sono 76 i femminicidi accertati. Scendiamo in piazza il 25 novembre Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

 

Una Mattanza. L’Osservatorio nazionale di Non una di meno segnala che in Italia nel 2025 (8 novembre) le vittime sono 89: 76 femminicidi, 3 suicidi indotti di donne, 2 suicidi indotti di due ragazzi trans, 1 suicidio indotto di una persona non binaria,1 suicidio indotto di un ragazzo, 6 casi in fase di accertamento. Si tratta di morti indotte da violenza di genere e eterocispatriarcale. Inoltre, ci sono almeno altri 67 tentati femminicidi riportati nelle cronache online di media nazionali e locali e almeno due figlicidi, di due ragazzi uccisi dal padre. Questa la fotografia di un Paese in cui vige il patriarcato che vede la violenza come negazione dei diritti e soluzione del conflitto.

Ma il femminicidio è la punta dell’iceberg. Le donne che subiscono violenza di genere nel corso della loro vita sono una su tre  e anche on line si subisce: il 16-58% delle donne e delle ragazze subisce violenza digitale; il 90-95% dei video deepfake sono immagini sessuali di donne. Foto private vengono rubate senza consenso. Bugie diffuse in pochi secondi. Le posizioni vengono tracciate. L’intelligenza artificiale viene utilizzata per umiliare e mettere a tacere le donne. Erano 32mila gli uomini del gruppo FB “Mia moglie” che postavano foto intime rubate delle loro partner. Oggetti da mostrare e di cui vantarsi. Un enorme problema culturale da affrontare e risolvere. Ce lo mostra bene

il rapporto “Le ragazze stanno bene? “ sui comportamenti affettivi tra i giovani presentato dal Save the Children nel 2024, perché: il 29% degli adolescenti è molto o abbastanza daccordo con l’opinione che le ragazze possono contribuire a provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestire e/o di comportarsi, mentre il 24% pensa che se una ragazza non dice chiaramente “no” significa che è disponibile al rapporto sessuale (26% tra i ragazzi e 21% tra le ragazze); il 43% degli intervistati si dichiara molto o abbastanza d’accordo con l’opinione che se davvero una ragazza non vuole avere un rapporto sessuale con qualcuno/a, il modo di sottrarsi lo trova. La percentuale di chi lo dichiara è più alta tra i ragazzi (46%), ma è elevata anche tra le ragazze (39%). Il 90% ritiene necessario chiedere sempre il consenso ad un rapporto sessuale, anche all’interno di una relazione di coppia stabile, ma il 36% ritiene di poter dare sempre per scontato il consenso della persona con cui si ha una relazione e il 48% ritiene che in una relazione intima sia difficile dire di no ad un rapporto sessuale se richiesto dal/la partner. Il 17% delle ragazze e dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni pensa possa succedere che in una relazione intima scappi uno schiaffo ogni tanto e quasi uno/a su cinque (19%) di chi ha o ha avuto una relazione intima dichiara di essere stato spaventato dal/lla partner con atteggiamenti violenti, quali schiaffi, pugni, spinte, lancio di oggetti.

Un quadro allarmante che mostra come anche tra i più giovani persistano opinioni e comportamenti legati a una cultura patriarcale che ancora influenza fortemente i rapporti tra i generi. Servono percorsi di educazione alla affettività e alla sessualità, alla parità di genere e al rispetto delle differenze, per combattere la normalizzazione della violenza nelle relazioni tra pari e la pericolosa confusione tra amore e possesso.

A Padova il 25 novembre dalle ore 18.30, corteo cittadino contro la violenza maschile contro le donne organizzato a Non Una di Meno Padova. Partenza da Porta Portello e arrivo in piazza dei Signori.

Domenica 23 novembre si vota e si può anche partecipare alla Vogata in rosso organizzata dagli Amissi del Piovego, Lottodognimese e il Centro Veneto Progetti Donna con installazioni e performance degli studenti dei licei artistici Selvatico e Modigliani. Appuntamento alle 10.30 al Portello. Da lì via fiume e via terra, con tappe dedicate alle donne vittime di questo anno, un corteo arriverà al pontile di piazzale Boschetti.

Sabato 29 novembre, a Saccolongo (Centro culturale Al Parco, Via Roma 53)  alle 20.45, Donne artiste nonostante tutto. Uno sguardo sull’altra metà dell’arte”, a cura dell’artista Marisa Merlin: un percorso tra parole e immagini dedicato alla riscoperta delle donne artiste e fotografe, intervento del Centro Veneto Progetti Donna.

Redazione Ecopolis