Verde urbano e biodiversità

Per il Piano del Verde la LIPU ha studiato lo stato attuale della biodiversità cittadina: un po’ più di “naturalità” non guasterebbe.

 

 

Il verde urbano, sempre più in cima alla lista dei desideri e delle aspettative dei cittadini, ricopre innumerevoli funzioni, dalle più ovvie ricreative a quelle meno appariscenti ma vitali come il raffrescamento delle città, la cattura dell’anidride carbonica e di una enorme quantità di inquinanti, l’assorbimento delle piogge, il miglioramento paesaggistico e l’attenuazione dei rumori. Tra i compiti che riteniamo prioritari c’è però anche quello di salvaguardia della biodiversità, ma, sotto questo profilo… non è tutto verde quello che luccica! La biodiversità cittadina in effetti spesso si annida pervicacemente proprio lì dove nessuno laveva prevista o progettata: un incolto erboso, un vecchio frutteto vetusto, uno scavo abbandonato che si è allagato. L’idea di ordine e pulizia, che spesso viene spinta all’eccesso in ambito urbano, mal si concilia con la ricchezza e la varietà delle forme di vita che possono condividere con noi gli spazi che abitiamo.

Anche le modalità e il timing con il quale le manutenzioni vengono effettuate ha il suo peso e la sua influenza sulla varietà di specie che lo stesso spazio può ospitare nelle diverse stagioni dell’anno. Lasciare almeno una parte delle foglie cadute a terra durante l’inverno in modo da preservare la lettiera naturale attorno alle radici degli alberi, oppure evitare di sfalciare di continuo tutto il prato, lasciando invece, anche durante l’inverno, delle rive erbose vecchie con tutto il loro carico di uova di insetti impollinatori che potranno schiudersi e ricominciare un nuovo ciclo in primavera, permette un miglioramento sostanziale della quantità e della qualità di insetti che possono vivere in città assieme a noi.

Per tener conto delle diverse funzioni assolte dal verde, le relazioni e interconnessioni tra i vari aspetti ed elementi, l’Amministrazione Comunale di Padova ha voluto dotarsi di un Piano del Verde la cui predisposizione ha visto la compartecipazione di esperti dell’Università di Padova e dello Iuav, di associazioni e cittadini.
All’interno di questo Piano la LIPU si è occupata di studiare lo stato attuale della biodiversità cittadina indagando non solo la distribuzione degli uccelli all’interno della città, ma anche di anfibi e piccoli mammiferi con un approfondimento sui pipistrelli, e alcuni insetti rappresentativi quali farfalle diurne e libellule, la cui distribuzione urbana permette di valutare meglio lo stato di salute dell’ambiente in cui viviamo.

Gli spazi verdi sono stati indagati con cura cominciando dal periodo invernale, proseguendo per tutta la primavera e l’estate, in modo da studiare l’avvicendamento dell’utilizzo del territorio da parte delle varie specie. Per l’etica che contraddistingue la LIPU, ogni indagine è stata compiuta in modo incruento.
Complessivamente sono stati raccolti 349 dati di farfalle, 203 di libellule, 340 relativi all’erpetofauna, oltre 6000 relativi all’avifauna. Sono stati registrati 2442 eventi di fototrappolaggio dei mammiferi con 4 fototrappole che hanno lavorato in due sessioni temporali, per un totale di 57 e 88 giorni rispettivamente. Sono stati usati 74 hair-tubes per la raccolta di pelo di micromammiferi, per un totale di 59 giorni di attività di campo. Per lo studio dei chirotteri il bat-detector ha raccolto sonogrammi per un totale di 75 ore corrispondenti a 30.000 file da processare. Sono stati contattati 11.328 passaggi di chirotteri in corrispondenza delle 14 aree a verde urbano individuate.

I dati geolocalizzati sono stati trasferiti su cartografia comunale tramite shape files.  Sono stati inseriti i dati puntuali, i corridoi ecologici, le aree verdi comunali, informazioni relative alle specie incluse negli allegati delle direttive europee, alle specie alloctone, indici di abbondanza per quartiere, per tutte le categorie faunistiche analizzate.

Di ogni quartiere sono stati considerati i parchi comunali principali, le aree agricole d’interesse, i corridoi ecologici e altri elementi di pregio per la fauna. Sono state predisposte delle schede per ogni zona indagata, contenenti anche foto e consigli gestionali finalizzati all’aumento della biodiversità locale.
Nella relazione complessiva del lavoro sono state inserite anche indicazioni gestionali ed esempi di buone pratiche condotte da altre realtà, corredate dalla bibliografia di riferimento. Sono state date indicazioni gestionali anche nei confronti degli apoidei, grazie anche alla collaborazione con alcuni apicoltori padovani. Un’indagine ornitologica mirata, condotta sul campo a partire dall’inverno 2020/2021, ha permesso infine di preparare una tabella contenente le specie di alberi e arbusti davvero utili all’avifauna; la stessa cosa è stata fatta con le piante per farfalle e api.

Siamo ben consapevoli che il lavoro svolto, per quanto impegnativo, andrebbe ripetuto su più anni per essere esaustivo, ma siamo anche molto soddisfatti del fatto che dentro il Piano del Verde siano previste delle fasi di monitoraggio periodiche che possano verificare la bontà degli interventi messi in pratica con il piano stesso.

Carlotta Fassina e Giulio Piras, LIPU Padova