Ondate di calore, incendi, “bombe d’acqua”. L’estate è sempre più una stagione “fragile” a causa della crisi climatica
Lunghe serate sulle rive del Mediterraneo, dell’Atlantico o del Baltico. Mattinate fresche tra le Alpi, i Pirenei o i monti Tatra. Il frinire dei grilli in sottofondo. Fiori di campo nei prati montani. Campi di grano dorato che ondeggiano al vento. Rondini che disegnano cerchi sopra villaggi sonnolenti. Per qualche preziosa settimana, l’Europa sembra rallentare, assumendo un ritmo senza tempo. Tuttavia, questa cartolina estiva sta diventando sempre più difficile da godersi, mentre la crisi climatica si insinua nella stagione che molti di noi amano di più. Un’altra ondata di caldo da record. Un’altra stagione di incendi boschivi. Un’altra alluvione improvvisa. L’estate porta sempre più spesso con sé non solo ansia climatica, ma anche pericoli reali. È quindi molto probabile che la crisi climatica diventi argomento di conversazione a cena, in spiaggia o durante un appuntamento con la tua cotta estiva. Quando succede, non perdere l’occasione di sfoderare un po’ di competenza tecnica. Cita con disinvoltura il fatto che il luogo incontaminato che stai visitando è protetto dalla rete Natura 2000. Spiega perché le pompe di calore fanno bene sia al clima che alla bolletta energetica. Racconta che l’UE possiede alcune delle leggi più rigorose al mondo per la tutela dell’aria e dell’acqua. Oppure, se hai voglia di provocare un po’ tuo zio, sostieni la necessità di tassare equamente chi inquina e i super-ricchi per finanziare la transizione verso l’abbandono dei combustibili fossili. Non c’è bisogno di fare la predica a nessuno. Sii semplicemente la persona che ricorda agli altri che il cambiamento non è solo possibile: è già in atto.
Settembre arriverà presto, portando con sé un nuovo ciclo di battaglie politiche. Nel frattempo, prima delle vacanze, vogliamo lasciarti con l’ultima edizione di “New Leaf”.
Alberto Vela, New Leaf
