Negli ultimi tempi, le ONG ambientali nell’Unione Europea stanno subendo attacchi senza precedenti: un preoccupante allarme democratico. Un articolo di META
Disinformazione sui finanziamenti pubblici e tentativi di creare falsi scandali stanno mettendo a rischio l’operato delle ONG ambientali. Questo attacco si inserisce in una strategia più ampia che mira a ridurre lo spazio civico e a minare i valori democratici fondamentali.
Alcuni politici europei, sostenuti da una crescente agenda autoritaria, stanno cercando di indebolire le tutele ambientali e sociali. Dieci giorni fa, alcuni membri del Parlamento Europeo hanno discusso la legittimità del finanziamento pubblico alle ONG da parte della Commissione Europea, eppure queste organizzazioni non ricevono fondi per fare lobbying su richiesta delle istituzioni, ma per fornire dati scientifici e prospettive dei cittadini sulle politiche ambientali.
Gli attacchi si concentrano sul programma LIFE dell’UE, il principale strumento di finanziamento per la conservazione della natura e l’azione climatica. Il programma dispone di circa 700 milioni di euro all’anno (solo lo 0,3% del bilancio dell’UE), di cui 15,6 milioni destinati alle ONG ambientali. Un importo esiguo rispetto ai miliardi che le grandi imprese ricevono dall’UE, spesso a scapito di piccoli agricoltori e comunità locali.
Mentre le ONG vengono accusate ingiustamente, le multinazionali investono somme enormi per influenzare le politiche dell’UE. Nel 2024, le 50 aziende con il budget più alto per il lobbying hanno speso collettivamente quasi 200 milioni di euro, il 66% in più rispetto al 2015. Questa influenza ha portato a un indebolimento del Green Deal europeo e ad altre politiche ambientali chiave.
Le critiche alle ONG servono a distogliere l’attenzione dai veri scandali: il lobbying delle industrie su sostanze chimiche pericolose, il finanziamento privato che condiziona le decisioni politiche e i numerosi parlamentari che hanno secondi lavori nel settore privato, creando conflitti d’interesse. Le piattaforme digitali amplificano la disinformazione e riducono la trasparenza. Le grandi aziende tecnologiche hanno creato algoritmi che favoriscono narrazioni false e hanno ridotto le funzioni di verifica dei fatti, alimentando un ambiente informativo manipolato.
Nonostante gli attacchi, le ONG continueranno a lavorare per il bene comune, la salute pubblica e la tutela dell’ambiente. L’UE deve proteggere il ruolo delle ONG e garantire un dibattito democratico libero da influenze indebite. Il futuro della sostenibilità e della democrazia dipende anche da questo.
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Francesca Pollero, Redazione Ecopolis
