Le favole dei Matti

Si intitola “Favole identitarie” la imperdibile XII edizione del Festival dei Matti dal 23 al 26 giugno 2022 a Venezia

 

“Sano, malato, normale, matto, cittadino, straniero, regolare, irregolare, abile o disabile sono parole di un vocabolario di larghissimo consumo…. che sanciscono la nostra identità, il nostro profilo sociale.”

Dalle parole ai fatti, la strada è lunga. Lunga come il percorso che sta seguendo il Festival dei Matti, che da 12 anni, senza ma e senza forse, si ostina – come solo i matti sanno fare – a parlare di follia e disagio, di redenzione e apertura (mentale) facendoci incontrare, discutere, e agire per non farci cadere nel silenzio e nell’oblio sulla metafora assoluta della nostra esistenza: l’essere o non essere, normali o folli, sani o malati, cittadini o stranieri, regolari o irregolari, abili o disabili. Basta il punto di vista.

L’edizione di quest’anno, si svolge tra il Teatro M9 e il Teatrino di Palazzo Grassi, dal 23 al 26 giugno, in una girandola di spettacoli teatrali, installazioni, performance e dibattiti.

Si comincia giovedì 23 giugno alle 21.00, nell’ auditorium dell’M9– Museo del ‘900, con un omaggio a due giganti dello spiazzamento, Claudio Misculin e la sua Accademia della Follia, il teatro dei matti che stravolge il teatro e la vita,, e Giuliano Scabia poeta e drammaturgo visionario, narratore di in un mondo assediato dalla propria fine tramutando la tragedia in commedia.

Venerdì mattina, nel chiostro dall’Accademia di Belle Arti, con le studentesse e gli studenti ideatori di un laboratorio aperto al pubblico e con Riccardo Ierna e Pierangelo Di Vittorio, si mettono le spalle al muro le parole -matto, normale, sano, malato, libertà, custodia- per vedere quali giochi ci riservano. Nel pomeriggio ci si confronta con la poesia di  Marco Simonelli. La sera con le scrittrici Francesca Genti, Giulia Cavaliere e Laura Pezzino e i loro racconti inediti ascolteremo le ballate brucianti di Edith Piaf, Nina Simone e Patti Smith, e la piccola orchestra MDM.

Sabato mattina, ospiti nel magnifico Teatrino di Palazzo Grassi, con Annacarla Valeriano, Maria Teresa Sega, Alberta Basaglia e Federica Esposito ci si interroga sulle molte questioni aperte da Franca Ongaro Basaglia. Subito dopo, con il filosofo Pierangelo Di Vittorio e il giornalista Antonio Esposito si ascolteranno le voci degli archivi. Attenzione, però, perché si corre il pericolo di non poter più dormire. Poi si parlerà di Nella Nobili, Virginia Wolf e Camille Claudel insieme alle poete Maria Grazia Calandrone, Mary Barbara Tolusso e Anna Toscano e si ascolteranno gli incubi e la follia di Lucrezio nel reading e nel racconto poetico di Milo De Angelis e Viviana Nicodemo, a partire da De Rerum natura. Inoltre, si renderà omaggio a Vitaliano Trevisan con le sue stesse parole.

La sera, l’Atelier dell’Errore, propone una performance poetica tratta dai versi di Ezra Pound, poeta “ingabbiato” come matto nel campo di prigionia di Pisa dagli alleati, che rimanda alla potente installazione site specific ospitata alle Procuratie Vecchie, Home della fondazione The Human Safety Net e intitolata Chutzpah. Concludono Massimo Cirri con Luca Santiago Mora e Angela Vettese.

La domenica, al Teatrino di Palazzo Grassi, le storie di Davide Orecchio, in cui viaggiano insieme l’archivio e l’invenzione, il documento storico e la poesia, il fascismo e il comunismo, l’affetto per un padre e la distanza quasi incolmabile tra un figlio e un genitore. Si racconteranno poi l’osceno di ogni guerra e il suo proseguire ben oltre la pace dei trattati, insieme a Beppe Caccia di Mediterranea, a Rossella Miccio di Emergency, a Francesco Vacchiano con ‘antropologia della salute. Si conclude con la poesia di Anna Toscano e le sue 50 poetesse che lei chiama con il nome proprio e che ci insegnano a riscrivere i finali.

Favole identitarie 2022 – presentazione – Festival dei matti

Angela Bigi, Redazione Ecopolis