LA LEGALITÀ NON È UN DATO DI FATTO

Ambiente maltrattato e una buona notizia: il bilancio 2024 dell’attività dei NAS a Padova, rapporto “Mare monstrum”,  restituzione di opere d’arte

 

Di seguito il Rapporto sulla Legalità della CGIL Veneto di aprile, sezione ambiente, con “un occhio di riguardo” su Padova: 

Rapporto attività dei NAS 2024-2025 di Padova. Il nucleo NAS dei Carabinieri di Padova ha presentato il rapporto di attività da giugno 2024 al 31 maggio 2025. I dati: 1.361 ispezioni; 372 casi di attività classificate non conformi; 481 infrazioni amministrative con multe di 378mila euro; 4 persone arrestate; 4 misure personali interdittive; 52 soggetti denunciati alla AG per vari reati (frode in commercio, esercizio abusivo professioni sanitarie, alterazione di cibi avariati, mancata sicurezza sul lavoro e antincendio, uso e detenzione sostanze dopanti, mancata registrazione e tenuta farmaci psicotropi); sospese 28 attività per carenze igienico sanitarie; 6 chiusure locali; 7 sequestri di studi dentistici o medici; 113 sequestri amministrativi per un valore di 1,26 milioni di euro. Negli ultimi 45 giorni avvio della campagna “estate tranquilla” i dati: 250 controlli; 57 infrazioni; sanzioni per 640mila euro; 7 denunce penali; agriturismo dei Colli Euganei licenza sospesa e sequestrati 350 chili di carne.

Capannone di rifiuti a fuoco a Urbana. Il 10 giugno 2025 sono state bruciate tonnellate di rifiuti (materie plastiche) ad Urbana, in un capannone da anni sotto sequestro. L’azienda era inattiva da anni per reati ambientali ed aveva uno stoccaggio di rifiuti. Il capannone era stato sequestrato dall’Autorità Giudiziaria perché i precedenti titolari avevano stoccato all’interno rifiuti plastici senza la necessaria autorizzazione. Per spegnere l’incendio i vigili del fuoco hanno impiegato parecchie ore, e il sindaco ha emesso l’ordinanza di tenere le finestre delle abitazioni del paese chiuse. Affidate ai Carabinieri di Casale di Scodosia le indagini sulle cause del rogo (non si esclude nessuna ipotesi). 

Cemento e abusivismo sulla costa veneta, il rapporto Mare Monstrum 2025 di Legambiente.  Il Veneto ha una costa molto più corta rispetto ad altre regioni italiane, con un grave quadro peggiorato nel 2024: i reati penali rispetto all’anno precedente passano da 624 a 746, +19,5%. Questi dati evidenziati dal rapporto Mare Monstrum 2025 di Legambiente, con il Veneto che emerge come la peggiore regione tra quelle settentrionali (Emilia Romagna- Liguria) per reati di abusi edilizi, occupazioni illecite del demanio marittimo, cave fuorilegge, violazioni urbanistiche, illeciti negli appalti di opere pubbliche (cemento e abusivismo). In dettaglio, questi i dati annui del Veneto: 5.670 controlli; 746 reati penali;755 persone denunciate;7 sequestri penali; 1.425 illeciti amministrativi; 1.423 sanzioni.

Processo PFAS in Corte d’Assise a Vicenza. Il 26 giugno 2025, dopo un mese di sospensione, si è tenuta l’udienza N°134 del processo di primo grado ad amministratori e manager della MITENI Spa, imputati per inquinamento ambientale e reati correlati. La procura di Vicenza aveva chiesto per 15 imputati 121 anni di carcere e risarcimenti per 240 milioni di euro. La sentenza, letta in aula dopo 6 ore di Camera di Consiglio, dopo 4 anni di processo in Corte d’Assise, registra 11 condanne per 141 anni di carcere (pene da 2 anni e 8 mesi a 17 anni e 6 mesi), 4 assoluzioni per non aver commesso il fatto, oltre 80 milioni di euro di risarcimenti alle parti civili, in solido con Mitsubishi Corporation e ICIG. Il dato politico è che la Corte ha aumentato di 20 anni (oltre a 2 condannati) la pena richiesta dalla Procura di Vicenza. I reati riconosciuti sono: avvelenamento delle acque, disastro innominato, inquinamento ambientale (ex art.452 bis), reati fallimentari. I risarcimenti sono stati riconosciuti a quasi tutte le parti civili con le cifre più alte al Ministero dell’ambiente (56,8 ML di euro) e alla Regione Veneto (6,5 ML di euro). Ora c’è molta attesa per il deposito delle motivazioni della sentenza (90 giorni). I legali delle difese dei condannati hanno già preannunciato il ricorso in Appello. La CGIL, ritiene che la sentenza affermi con chiarezza il principio che chi inquina deve pagare. Questo è il primo passo che riguarda la salute pubblica, la sicurezza sul lavoro e la sostenibilità ambientale. Ora serve una bonifica urgente del sito Miteni, acqua pulita per le popolazioni coinvolte, indagine epidemiologica della popolazione, analisi alimenti trasparenti e una messa al bando definitiva delle sostanze Pfas”. Per la Cgil, la tutela della salute non riguarda solo l’ambiente, ma anche i diritti dei lavoratori esposti alle sostanze tossiche. Le prime vittime sono state i dipendenti della Miteni, contaminati da livelli di Pfas nel sangue tra i più alti al mondo. La recente sentenza del Tribunale di Vicenza che ha riconosciuto il nesso causale tra esposizione professionale ai Pfas e il tumore che ha ucciso un ex dipendente della Miteni/Rimar, condannando l’Inail a corrispondere le prestazioni ai familiari. “È un precedente fondamentale. Ora andremo avanti finché tutti i lavoratori colpiti avranno giustizia”.

Clicca qui per il commento di Legambiente parte civile al processo – pubblicato su Ecopolis del 2 luglio 2025.

Fattoria didattica abbandonata a Mira (VE) con animali morti. Le associazioni animaliste LAC di Padova, Animalisti 2.0 e Horse Angels hanno depositato il 2 giugno 2025 un esposto alla Guardia Forestale di Padova e del Veneto e ai Carabinieri di Mirano per maltrattamento degli animali e degrado nella ex fattoria didattica “Il filo rosso” a Oriago di Mira. La denuncia riguarda la presenza di animali in condizioni pietose con evidenti segnali di denutrizione, erba alta, recinzioni divelte, carcasse di animali morti. La situazione igienico sanitaria è stata segnalata anche alla ULSS 3.  La struttura, di proprietà dell’Istituto Santa Maria della Pietà, era attiva sino a pochi mesi fa ed è stata poi lasciata nel degrado per un contenzioso legale aperto da anni con la ex gestrice che se ne è andata consegnando le chiavi per posta. Dopo la denuncia della LAC è stato effettuato un sopralluogo di ULSS e Carabinieri alla struttura, con prelievi sull’unica carcassa ritrovata per determinare la causa della morte. La donna che gestiva la struttura (morosa anche nel pagare l’affitto) era conosciuta per precedenti episodi di maltrattamenti degli animali e carenze igieniche commessi nelle Marche. La donna ha fatto perdere le sue tracce, sarebbero scomparsi anche 12 cavalli in custodia.

Arte rubata e recuperata consegnata al Museo Nazionale di Adria (Ro). Alcuni anni fa un padovano aveva ereditato alcuni vasi greci ed etruschi di dubbia provenienza (mancanza di certificati dei beni) e lo aveva segnalato alla Sovraintendenza. La Procura di Padova ha ricevuto la segnalazione e sequestrato i 90 vasi senza indagare il collezionista. A febbraio 2025 il Tribunale di Padova ha dissequestrato la collezione consegnandola alla Sovraintendenza all’Archeologia di Venezia. La Direzione Nazionale ha disposto l’assegnazione definitiva al Museo Archeologico di Adria. Dalle indagini svolte si tratta di vasi in ottimo stato di conservazione realizzati fra il settimo e il secondo secolo a.c. in Grecia, Magna Grecia, Etruria provenienti da scavi clandestini o rinvenimenti fortuiti non denunciati e compravenduti da Case d’asta. Da giugno 2025 i vasi arricchiscono l’offerta culturale del museo di Adria.

Tratto dal Rapporto mensile sulla legalità in Veneto redatto da Ilario Simonaggio, responsabile Osservatorio Legalità CGIL Veneto. Per chi volesse leggere la versione completa, il Rapporto sulla legalità è pubblicato sul portale della CGIL Veneto, nellOsservatorio sulla Legalità del Consiglio Regionale Veneto nonché sul sito dei quotidiani NEM nello spazio riservato agli abbonati. Fonte del Rapporto sono i media locali e le ordinanze di custodia nei casi di associazioni criminali.

Redazione Ecopolis