Veneto 2030: una “Bussola” per il futuro sostenibile della regione La bussola di Legambiente presentata ai principali Partiti politici del Veneto riuniti a confronto
Legambiente Veneto ha presentato a Padova lo scorso 26 settembre il documento “Veneto 2030: La Bussola di Legambiente per un Veneto carbon free”, una proposta strategica con dieci priorità per guidare la transizione ecologica della regione. Il dossier, frutto di un’analisi approfondita dell’associazione, delinea una visione ambiziosa e concreta per trasformare le sfide climatiche in opportunità di sviluppo, lavoro e benessere.
All’incontro hanno partecipato i vertici regionali dei principali Partiti del Veneto, coinvolti da Legambiente in un dialogo sulle priorità ambientali e climatiche che stiamo affrontando e sulle possibili soluzioni che il nuovo Consiglio Regionale del Veneto dovrà attivare nel corso dei prossimi cinque anni, per avviare con decisione la regione verso gli improrogabili obiettivi di decarbonizzazione che l’Italia e l’Europa si sono impegnate a raggiungere entro il 2050.
Secondo Luigi Lazzaro, Presidente di Legambiente Veneto, la nostra regione è a un bivio cruciale e le scelte dei prossimi cinque anni determineranno il futuro ambientale ed economico del nostro territorio. La crisi climatica, che è una condizione permanente, per l’associazione ambientalista richiede pertanto un impegno collettivo, rapido e determinato. Il documento di Legambiente, tiene a specificare Lazzaro, non è una denuncia, ma una visione pragmatica per un Veneto più competitivo, resiliente e giusto, dove la tutela dell’ambiente e delle comunità sia al centro di ogni decisione. Per questo, Legambiente Veneto chiede agli attori politici intervenuti di mantenere vivo durante la campagna elettorale l’impegno per una decarbonizzazione veloce, giusta e sostenibile che – nonostante l’attuale instabile situazione geopolitica, nonostante il rigurgito dei negazionismi e l’avanzata degli inazionisti, nonostante le guerre ei conflitti che spesso ci fanno sentire incapaci di influenzare o cambiare il nostro destino – deve restare il faro che illumina il sentiero che dobbiamo percorrere per raggiungere un futuro rinnovabile e di pace. All’incontro era presente anche Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente che ha ribadito come i documenti che l’associazione sta presentando a partiti e candidati nel Regioni al volto nei prossimi mesi, saranno il faro per il nostro lavoro di interlocuzione con chi governerà nei prossimi 5 anni e sono proposte concrete, figlie del lavoro quotidiano che ci vede in prima linea in tutta Italia per velocizzare la transizione ecologica nazionale, per liberarci dalla morsa delle fossili e dell’inquinamento.
Il documento presentato evidenzia la necessità di un’azione immediata, strutturata su dieci punti interconnessi:
Adattamento e mitigazione climatica: È fondamentale modificare le pratiche e le abitudini per ridurre le emissioni e prevenire eventi estremi, investendo in soluzioni a lungo termine come città più verdi e una gestione sostenibile delle risorse idriche.
Transizione energetica: Bisogna accelerare verso un sistema basato su fonti rinnovabili, sostenendo le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e investendo in tecnologie come l’agrivoltaico e il biometano.
Economia circolare: L’obiettivo è un futuro senza sprechi, riducendo l’uso di discariche e inceneritori e promuovendo il riuso e il riciclo.
Mobilità sostenibile: Servono investimenti strutturali nel trasporto pubblico locale, nelle ferrovie e nelle ciclabili per ridurre l’inquinamento e migliorare la qualità della vita.
Governo del territorio: Stop al consumo di suolo e promozione della rigenerazione urbana, per un Veneto che rigenera e non cementifica.
Lotta all’inquinamento: Bonifiche immediate per i siti contaminati, come quelli da PFAS, e un nuovo Piano Aria per rispettare i limiti stabiliti dall’OMS.
Tutela della biodiversità: Proteggere e istituire nuovi Parchi, difendere le specie animali e promuovere un turismo sostenibile.
Agroecologia: Sostenere un’agricoltura innovativa e resiliente, riducendo l’uso di pesticidi e promuovendo le filiere corte.
Innovazione industriale: Favorire la decarbonizzazione e la circolarità del settore industriale, creando nuovi “green jobs”.
Lotta all’illegalità ambientale: Rafforzare i controlli e la vigilanza per prevenire i crimini ambientali e proteggere il territorio da infiltrazioni criminali.
Le priorità di Legambiente sono state commentate da Carlo Pasqualetto di Azione, Elisa Venturini di Forza Italia, Erika Baldin del Movimento 5 Stelle, Massimo Cavazzana dell’Unione di Centro, Enrico Bruttomesso di Alleanza Verdi Sinistra, Alberto Stefani della Liga Veneta per Salvini Premier, Giovanni Manildo del Partito Democratico e Luca De Carlo di Fratelli d’Italia.
Legambiente Veneto
