Innesti Urbani: nuova linfa per contrada Antenore

innesti urbaniE’ iniziato il 15 aprile innesti urbani, progetto di riqualificazione dal basso mediante interventi artistici della zona compresa tra via San Francesco, via del Santo e via Santa Sofia: la contrada Antenore.

Negli ultimi anni l’area risente di un progressivo svuotamento e spopolamento: da fervido concentrato di attività, la cessazione di molti esercizi commerciali ha lasciato una fila di vetrine vuote. Sebbene si tratti di un quartiere cardine per lo spostamento da e verso il centro storico, percorso da migliaia di persone, purtroppo la maggior parte non dedica tempo o attenzione, ormai considerato corridoio di transito.

La convinzione alla base dell’intervento di ri-attivazione urbana è che a partire dalla visione dei fruitori della zona si possono rimettere in circolo processi di risignificazione dello spazio in oggetto.

Tre le azioni cardine di innesti urbani che mettono in pratica un modello di riqualificazione dal basso che intreccia all’arte, strumento attrattivo e di ripensamento del territorio, l’imprescindibile valorizzazione del ricco patrimonio esistente e una messa a valore dello spazio materiale svuotato:

Azione di riscoperta: valorizzerà l’esistente complesso di bellezze artistico-architettoniche rendendo l’area un museo a cielo aperto della storia urbana di Padova. Il gruppo Salvalarte di Legambiente, che da anni si occupa di mantenere accessibili la Scuola della Carità e l’Oratorio di Santa Margherita, ha elaborato con consolidata competenza itinerari guidati per mettere a sistema i beni culturali della zona, con particolare attenzione a quelli perlopiù sconosciuti.

Azione di recupero: per stimolare un ripensamento del valore sociale ed economico degli spazi attualmente sfitti, saranno riaperti i negozi ai civici 61 e 43 di via del Santo, che costituiranno il fulcro operativo e la vetrina del progetto, ospitando varie attività artistiche e laboratoriali. Come già dimostrato dalle positive esperienze della Cooperativa Spazi Padovani, questo impiego degli sfitti li rende nuovamente attrattivi e ne stimola un veloce ricollocamento sul mercato, nella prospettiva di recare effetti simili anche agli esercizi limitrofi a quelli direttamente interessati, in un circolo virtuoso di rilancio economico dell’area.

Azione di riqualificazione: l’azione principale di innesti urbani attiverà percorsi artistici di ricerca-azione, che, sfruttando le caratteristiche specifiche di alcune forme artistiche quali canali di ascolto ermeneutici, possono produrre un cambiamento nell’uso e nell’approccio al luogo, facendone un nuovo nodo focale del centro cittadino. La riqualificazione si strutturerà in quattro differenti percorsi artistici: uno dedicato alle arti visive, curato da Caterina Benvegnù, uno musicale a cura di Pulse, uno teatrale a cura di Officine Arte Teatro, uno dedicato agli audiovisivi, realizzato da Elephant Road. I quattro percorsi avranno uno sviluppo proprio e svariate intersezioni in corso d’opera, fino a culminare in un grande evento finale previsto per settembre 2015.

Innesti urbani, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando Culturalmente, è realizzato da un’idea dell’Associazione Studenti Universitari insieme a Pulse, Legambiente, Officine Arte Teatro, cooperativa sociale Spazi Padovani, e la casa di produzione audiovisiva Elephant Road; ha oltre l’appoggio di Progetto Giovani, il patrocinio del Comune di Padova e dell’Università di Padova, Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali.

Il progetto, fin dalla fase di elaborazione, per le finalità e la metodologia di rigenerazione proposta ha riscontrato un notevole interesse presso molti soggetti attivi nella zona, con cui sono state intrecciate preziose collaborazioni: dal CUAMM Medici con L’Africa alla parrocchia di San Francesco, dal circolo di cultura cinematografica The Last Tycoon a numerosi commercianti ed esercenti che ritengono necessaria un’inversione del declino della zona; il progetto sarà l’occasione per implementare sinergie virtuose con chi è attivo nell’area.

Ma l’impegno della cordata dell’ASU non vuole limitarsi all’animazione culturale; proporre eventi culturali pregevoli dentro un cinema che da troppo tempo è chiuso,  non è solo un modo di abbellire il contesto su cui agiamo: si tratta di proporre una riflessione sulla responsabilità che tutti in quanto cittadini abbiamo di rendere viva e accogliente ogni giorno la porzione di città che ci ospita, chiamando alla partecipazione attiva residenti, studenti, lavoratori della contrada Antenore.

Marina Molinari, ASU, responsabile del progetto

I prossimi appuntamenti (segui tutto su facebook qui):

PASSEGGIATE – sabato 18 aprile, ore 15:45 – I ponti di Patavium in via San Francesco
Percorso lungo la via d’acqua dell’antico Medoacus, da ponte San Lorenzo a Ponte Corvo.

ARTI VISIVE – da mercoledì 15 aprile c/o civico 61 – civico 43, via del Santo – OPENING – mostra collettiva di: Susanna Alberti, Claudio Beorchia, Martina Dinato, Lucilla Esce, Nicola Genovese, Ollla At Work, Miriam Secco, Eleonora Sovrani. Da spazi sfitti, i civici 43 e 61 divengono riattivatori di energie, ospitando i “lavori in corso” delle ricerche site-specific che gli artisti compiranno a maggio lungo le vie, percorrendole da flâneur contemporanei. Tracce, documentazioni, oggetti, testi, divengono veicoli per la comprensione di interventi in divenire, atti a trasformare la percezione dello spazio urbano.

martedì 21 aprile c/o civico 43, via del Santo – ore 18:30 – Tavola rotonda METAMORFOSI E DISPERSIONI URBANE – La città che cambia attraverso connessioni culturali, con: Francesco Vallerani, geografo Università Cà Foscari di Venezia; Aurora Di Mauro, museologa, ideatrice del progetto Settima Onda; Alex Bellan, artista; Elena Di Pietro, ideatrice del progetto Postcards from my Backyard – IUAV Architettura e Culture del Progetto

MUSICA – venerdì 24 aprile c/o Scuola della Carità, via san Francesco, 61 – ore 21:30 – Emidio Clementi, Corrado Nuccini, Emanuele Reverberi – Notturno Americano -L’America è quella scintillante del primo 900, il punto di vista quello straniero e straniato di Emanuel Carnevali, interpretato in reading musicati. Miseria, emigrazione, lavoro, nostalgia, svuotamento del mito americano, la nostalgia sono i temi centrali della sua opera e dello spettacolo a lui dedicato.

TEATRO – dal 16 aprile a fine giugno ogni giovedì sera dalle 20.30 alle 22.30 c/o sede del Cuamm. CROSSOVER: Laboratorio Teatrale Itinerante per ascoltare, reinventare e raccontare con voce e corpo le nostre storie e quelle dei luoghi che si incontrano tra queste vie. Il teatro fuori dai luoghi deputati, per creare relazioni e raccontarle.

6 thoughts on “Innesti Urbani: nuova linfa per contrada Antenore

  1. E alla fine avete visto i risultati della pedonalizzazione a tutti i costi?
    I luoghi diventano difficilmente accessibili, gli esercizi commerciali non hanno più clienti e chiudono, gli abitanti non hanno più servizi e si allontanano, la città muore.
    La soluzione di trasformare una contrada in un museo a cielo aperto e di valorizzarla con iniziative culturali, ancorché abbia successo, non le ridà comunque la vita che aveva.
    Questo esempio serva di monito a chi vuole proseguire su questa strada con la pedonalizzazione di via Dante e del Portello, tanto per non fare citazioni.

  2. non sono molto d’accordo con le garbate osservazioni di Maurizio.
    Recentemente sono stata a Bolzano, dove ho potuto osservare e godere di una vastissima area pedonale in centro storico….area bella, ricca di negozi, godibile da tutti e molto frequentata. Credo che ci voglia un pò di pazienza e un cambio di mentalità che lentamente porterà i suoi frutti. E’ una zona molto frequentata dagli universitari che non hanno l’auto in città venendo da fuori e che usano la bici, sono strade strette per le auto e senza spazio per poterle parcheggiare, non credo aumenterebbe il commercio se si potesse transitare in auto senza poter sostare e scendere. Io sono speranzosa nel progetto e auguro pieno successo ai coraggiosi promotori! Grazie! 🙂

  3. non serve andare fino a Bolzano per vedere che alcune pedonalizzazioni funzionano come traino del commercio al dettaglio: via Roma/Umberto e molto prima via San Fermo qui a Padova.
    Piuttosto mi domando: via S. Francesco e Del Santo hanno mai avuto una vocazione spiccatamente commerciale? Aldilà del primo tratto vicino a piazza Antenore, man mano che ci si allontana sono vie prevalentemente residenziali. Sicuramente su via San Francesco si sono affacciati pochissimi negozi prima quando sfrecciavano le auto (per le quali non c’erano parcheggi!), altrettanto pochi sono ora. Provate a contare le vetrine, aperte o chiuse che siano, sotto i portici. Discorso un pò meno applicabile a via Del Santo, che una sua vocazione per il commercio (e le copisterie) l’ha avuta nel passato.
    Quindi la domanda da farsi è: le pedonalizzazioni si devono fare solo dove c’è o ci può essere un tessuto di commercio? No, si fanno dove c’è un imbuto di traffico e picchi di inquinamento elevatissimi.
    Detto questo se i giovani universitari riusciranno a far emergere una vocazione particolare da sostenere e abbracciare, ben venga. Ma sarà pressochè impossibile visto quanto è sfilacciata.

    ps: senza un progetto di arredo urbano che porti allo stesso piano campagna centro strada e marciapiedi e con l’abbattimento di muretti tipo sottoportico di S. Francesco per cui lo spazio è percepito come unico, non si va da nessuna parte. Finte pedonalizzazioni

  4. Fra l’altro, nessuno si pone il problema di chi abita fuori Padova, e quindi non può raggiungerla in bici, né è comodo a mezzi di trasporto pubblici. Il centro diventa praticamente irraggiungibile, a meno che non si abbia tanto tanto tempo a disposizione… bisognerebbe essere tutti dei turisti con niente da fare. E continuando a pedonalizzare sempre di più, questo problema diventerà sempre maggiore. Va da sé che la logica alternativa per lo shopping diventano i mega centri commerciali: ma ne sappiamo tutti gli effetti collaterali, non sempre positivi.
    Non sono contrario alla pedonalizzazione, ma secondo me la pedonalizzazione indiscriminata è profondamente sbagliata, occorre comunque prevedere anche in centro direttrici di transito del traffico che possano permettere ai comuni mortali di accedere alle zone pedonalizzate in modo adeguato (e con questo intendo anche a piedi in un tempo ragionevole). Magari permettendo in certi ambiti la circolazione anche a mezzi che hanno un impatto minore delle auto, ad esempio i motocicli, che essendo oggi parecchio diffusi consentirebbero a molti di raggiungere facilmente il centro.
    A meno che l’obiettivo non sia invece la trasformazione in un museo a cielo aperto o – alla lunga – la desertificazione…

  5. L’auto la si parcheggia fuori dal centro come fanno tutti i padovani non residenti in centro e si va a piedi in centro, che così si può passeggiare in tutta tranquillità e fare shopping.
    La smettiamo di voler a tutti i costi arrivare in auto fin dentro al negozio? Camminare è salute, meno inquinamento e occasione di socialità.
    Avete sempre fretta? Fate meno cose ma fatele meglio e senza stress!

  6. Sfortunatamente non tutti possono permettersi il lusso di avere tanto tempo a disposizione. Per quanto mi riguarda, a causa della pedonalizzazione ho già dovuto rinunciare ad andare in centro a fare gli acquisti, come facevo un tempo. Suppongo anche di non essere l’unico, e di ciò saranno certo felici i negozianti del centro.
    Il vero problema sorge quando si deve andare in centro perché lì c’è qualche ufficio dove bisogna fare una pratica. Già la cosa è fastidiosa in sé, a causa delle code a cui di solito bisogna sottostare. Se poi si somma il disagio di dover perdere mezza mattina di lavoro, solo per raggiungere il detto ufficio, si capisce quanto sia teorico il consiglio di fare le cose meglio e senza stress. Personalmente ritengo che sia in netto conflitto la presenza in centro di uffici, pubblici e non, con il fatto che il centro stesso sia sempre più pedonalizzato: gli uffici dovrebbero infatti essere facilmente raggiungibili!
    Si potrebbero allora spostare gli uffici in un zona maggiormente accessibile: così facendo, però, il centro si svuoterebbe ancor di più. E così, alla fine, rimarrebbe solo ad uso dei residenti, loro sì dotati di opportuni permessi di circolazione, dei turisti, degli studenti in bici e di chi ha tanto tempo da perdere, buone gambe e voglia di socializzare, con buona pace di tutti gli altri.

Comments are closed.