Galileo sulla Luna

Moon gallery: arte e scienza nello spazio per gli 800 anni dell’Università di Padova. L’arte come misura dello spazio e della materia.  E Galileo raggiungerà la luna.

 

Galileo guarderà la Terra dalla Luna, cambiando drasticamente la sua prospettiva di osservazione. Come è possibile? Grazie alla minuscola opera d’arte che Renzo Pasquale ha ideato per una galleria d’arte particolarissima: un piccolo cubo d’oro dedicato a Galileo Galilei, ai suoi disegni tratti dal Sidereus Nuncius, scelto – insieme ad altri artista di respiro internazionale –  per partecipare ad una missione spaziale che lo porterà sulla Luna. Solo un belga poteva avere l’idea surreale di inventarsi la “Moon Gallery”, ma il progetto è stato accolto con entusiasmo da un pull molto serio di istituzioni, tra cui l’Università di Padova, ed è diventato realtà. Di cosa si tratta e perché tanto entusiasmo? Innanzitutto, sgombriamo il campo dalle illazioni e diciamo subito, che le opere d’arte hanno effettivamente preso il volo sabato scorso per la ISS, Stazione Spaziale Internazionale. Si tratta di una tappa per verificare sia l’integrità della struttura di sostegno delle opere d’arte che la sua fruibilità dal pubblico da Terra. V’è anche un interesse scientifico, perché con i loro diversi colori, le opere serviranno a calibrare fotometricamente alcune telecamere di bordo.
Tolto ogni dubbio, quindi, sulla fattibilità e importanza della missione, spieghiamo che la Moon Gallery è una iniziativa artistica promossa nel quadro di futuri habitat di lunga permanenza sulla Luna e su Marte. Il progetto, nato dalla collaborazione di diverse università europee e americane e dell’European Space Agency ESA, porterà, nel 2025, una piccola galleria d’arte permanente sulla Luna.
Grazie alla collaborazione con Rotary Club Padova e Padova Nord, vari artisti e artiste padovane hanno inviato loro opere d’arte e sono stati selezionati per questo primo viaggio: Renzo Pasquale, Anna Maria Zanella, Jone Suardi, Alberta Vita e Lorenzo Viscidi “Bluer”.
Il lancio verso la ISS, del 19 febbraio a bordo del cargo spaziale Cygnus, da Wallops Islands in Virginia (USA), è stato seguito da Padova da Sofia Pavanello e Cesare Barbieri , David Burigana, Stefano Debei, Marco Narici, Giampaolo Piotto e Roberto Ragazzoni, dell’Università di Padova,  in collegamento con Bernard Foing, chairman della Lunex Euro Moon Mars and MoonGallery Foundation.

Le opere e le biografie degli artisti sono visitabili sul sito Moon Gallery . La visione per scoprirle, una a una, apre nuovi orizzonti verso lo spazio, sul nostro vecchio pianeta e, soprattutto, sugli interrogativi che si pongono gli artisti di ogni angolo del mondo e di ogni generazione a proposito della vita sugli altri pianeti e sul futuro.  Molte sono le opere che trattano temi legati all’ambiente, alla mancanza d’acqua, alla finitezza delle risorse, un modo per lanciare dalla Luna un monito silenzioso verso la Terra, a volte con intensità drammatica, altre poetica. Nella “griglia” della home page del sito della “Galleria d’arte Lunare”, si scoprono una miniera di piccoli tesori.

C’è la piccola fontana nella bolla, intitolata “Moon drops” dell’architetto milanese Emanuele Villani, ; le gocce intrappolate nel vetro di Bluer ; il micro semino di limone scolpito da Kristina Okan; l’ode alla plastica riciclata di Darya Akhrameika; le foto di “Astroskin”, che immortalano la migrazione di cellule epidermiche nella microgravità, di Eline Radstake ; una mini scultura verde in 3d fatta fatta con molecole di acqua, di Eloise Dieutegard ; I fiori della foresta amazzonica di Joao Prates ; la sovrappopolazione e dell’inquinamento visti dallo spazio del collettivo Byond Earth;  i semi di papavero bianco per la pace di Alessandro Ravagnan ; i materiali vivi e autogeneranti che rivestiranno le nostre case,  di Samira Boon; l’aria più pura della Terra di Daniel Michalik, per cominciare una nuova vita nello spazio .

Ma il mondo dell’arte racchiuso in una scatola lanciata nello spazio, è popolato delle opere di veri sognatori: una mini barchette per andare sulla luna, di un’artista finlandese, il piccolo cuore di  viaggiatore tra culture e religioni antiche, le fusa di un gatto intrappolate da una canadese, la registrazione di musica rock per animare il silenzio siderale, un’essenza profumata terrestre, la tavola periodica delle emozioni in ombra, le pillole omeopatiche in 3D omaggio alla famiglia, e soprattutto “The last bullet”, l’ultima pallottola. La speranza scolpita da un artista francese, arruolato nell’esercito, che ha deciso di dedicarsi alla protezione e al recupero delle opere d’arte danneggiate dalle guerre di tutto il mondo. Il tutto, in un cubo di 36 cm per lato. E’ possibile ci stia così tanto e così poco spazio? Pensiamo a tutto ciò che contengono il cuore e il cervello umano. Pensiamo alle incredibili scoperte di Galileo e degli altri scienziati. L’Universo non ci pone limiti.

E noi padovani, possiamo partire da via del Santo n. 127, la prima casa in cui dimorò Galileo Galilei dal 1592 al 1601, per continuare a guardare la luna.

Angela Bigi, redazione Ecopolis