La fotografia del 2025 non mostra miglioramenti sul fronte batteri fecali e glifosate nei fiumi veneti e i Pfas continuano ad essere presenti praticamente ovunque. Appuntamento il 24 gennaio al Museo di Geografia
Pubblicato il report conclusivo della campagna itinerante “Operazione fiumi – Esplorare per custodire”, che nel 2025 ha portato i volontari e le volontarie di Legambiente a monitorare lo stato di salute di 13 corsi d’acqua veneti: Po, Canalbianco, Brenta, Piovego, Brentella, Bacchiglione, Retrone, Fratta Gorzone, Sile, Dese, Livenza, Adige e Piave. In 8 dei 10 punti di campionamento sono stati riscontrati uno o più dei 26 composti Pfas analizzati; Retrone e Fratta Gorzone sono i più inquinati da “forever chemicals” e nel Retrone è comparso per la prima volta anche un Pfas di nuova generazione. Quest’anno il Piave si attesta nuovamente sopra la media della qualità dei fiumi del Veneto mentre Bacchiglione e Retrone si confermano “malati cronici” con criticità a livello di escherichia coli (batteri fecali) a causa di scarsa o cattiva depurazione.
A maggio 2025 le volontarie e i volontari di Legambiente hanno raccolto 116 campioni in 53 punti lungo 13 corsi d’acqua della regione, consegnati tempestivamente ai laboratori di ARPAV che ne ha analizzato la presenza di tre inquinanti: escherichia coli (i batteri fecali, la cui presenza è sintomo di una cattiva depurazione), glifosate (erbicida usato sistematicamente in agricoltura e vivaistica per eliminare le piante infestanti) e dal 2024 anche i Pfas (i cosiddetti “forever chemicals” resi famosi dal caso Miteni di Trissino), segno inequivocabile del fatto che la presenza di queste sostanze per il Veneto è un problema da indagare e contrastare con sempre maggiore energia e attenzione. Il metodo utilizzato per i campionamenti è quello della Citizen Science (“scienza dei cittadini”) e rappresenta uno degli elementi più innovativi e strategici della campagna Operazione Fiumi perché consente di ampliare enormemente la capacità di monitorare, conoscere e tutelare i corsi d’acqua del territorio, coinvolgendo direttamente i cittadini e le comunità locali. Il processo infatti non solo incrementa la quantità di informazioni disponibili, ma favorisce anche un senso di responsabilità condivisa verso il bene comune.
I risultati, per i parametri di escherichia coli e glifosate, sono stati presentati tra il 17 maggio e il 21 giugno con un calendario di otto date nei territori attraversati dai corsi d’acqua analizzati: a Fratta Polesine (RO) per Po e Canalbianco, a Fontaniva (PD) per il Brenta, a Vicenza per Bacchiglione e Retrone, a Cologna Veneta (VR) per il Fratta Gorzone, a Treviso per il Sile, a Portogruaro (VE) per il Livenza, a Zevio (VR) per l’Adige e infine a Breda di Piave (TV) per il Piave. In molte tappe non solo si sono presentati alla cittadinanza, agli organi di stampa e agli amministratori locali i risultati dei campionamenti, ma si sono svolti anche laboratori, passeggiate e attività di citizen science per sensibilizzare al tema.
I dati raccolti sono disponibili integralmente nelle pagine 14-18 del Report, con un commento puntuale per ogni fiume. Questo il link al Dossier
A dodici anni dalla scoperta dell’inquinamento da Pfas nelle acque del Veneto e dopo la storica sentenza dello scorso giugno 2025 che ha condannato 11 ex dirigenti della Miteni per disastro ambientale e avvelenamento delle acque, il 14 novembre a Lonigo (VI) numerose associazioni della società civile hanno lanciato il “Patto di Comunità per la bonifica del sito ex-Miteni di Trissino” nell’ambito della campagna nazionale “Ecogiustizia Subito in nome del popolo inquinato” promossa da Acli, Agesci, Arci, Azione Cattolica, Legambiente e Libera per accendere i riflettori sulle mancate bonifiche delle aree gravemente inquinate. L’obiettivo è chiaro: pretendere l’immediata bonifica del sito contaminato, la tutela della salute pubblica e la riconversione sostenibile del territorio più colpito dal disastro Pfas in Italia, che coinvolge 380 km2 tra le province di Vicenza, Verona e Padova e almeno 300mila persone esposte. La campagna ha inoltre stimolato riflessioni attorno all’adattamento ai cambiamenti climatici.
Sabato 24 gennaio alle 9.30 al Museo di Geografia di Padova (via Del Santo, 26), Legambiente Veneto organizza l’incontro “Come stanno i nostri fiumi? Lo stato di salute dei corsi d’acqua in Veneto e le sfide per proteggerli” e racconterà la sesta campagna di “Operazione fiumi – Esplorare per custodire”. Dopo i saluti di benvenuto dei partner, saranno presentati i risultati della campagna e, a seguire, interverranno Arpa Veneto e le Autorità di bacino Distrettuali delle Alpi Orientali e del Po. Infine il regista veneziano Giovanni Pellegrini mostrerà in anteprima un assaggio del suo docufilm “La via delle Anguane” in cui sono presenti i volontari che hanno partecipato ai campionamenti di Operazione Fiumi 2025. Per iscriversi e maggiori dettagli il link è questo.
Redazione Ecopolis
