LA STRADA È LA NON VIOLENZA

Immagina tutte le persone vivere insieme in pace. Domenica 12 ottobre Marcia PerugiAssisi

 

 

Guerra! Sono circa 56 i conflitti attivi nel mondo che coinvolgono, direttamente o indirettamente, almeno 92 paesi. È il numero più alto dalla Seconda Guerra Mondiale. Gaza, Ucraina, Myanmar, Sudan, Yemen, Siria, Etiopia, Repubblica Democratica del Congo, Mali, Niger, Afghanistan… La pace è sotto attacco e si perpetrano i peggiori crimini contro l’umanità tutta. Il Diritto internazionale è stato scardinato e dobbiamo porre un limite. La pace non è un concetto astratto, me deve diventare un progetto politico e culturale. Vogliamo vivere in pace la pace.

Un’azione non violenta è la risposta che sta salendo dalle piazze di tutto il mondo e domenica 12 ottobre possiamo ribadire il nostro No alla guerra!  con la Marcia PerugiAssisi. «In un pianeta in fiamme, in un mondo in guerra, noi vogliamo spingerci in una direzione e in un mondo diverso» recita l’appello per la Marcia.

“Con la Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità di domenica 12 ottobre vogliamo affermare che la pace è troppo importante perché possa essere lasciata nelle mani dei governanti che ci stanno trascinando in guerra. La pace  non si difende e non si costruisce né con le armi né con la guerra ma rispettando e difendendo la legalità internazionale democratica e il diritto internazionale dei diritti umani. La pace si difende e si costruisce promuovendo la dignità e la vita di ogni persona e di ogni popolo – è l’appello di Marco Mascia, Presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova –  La Marcia PerugiAssisi è la Marcia che vuole accrescere la nostra capacità di cura reciproca e del pianeta. La cura è l’anima della fraternità. E la fraternità è l’alternativa alla guerra”.

Ricordiamo l’Articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

E se serve un altro motivo ancora per partecipare ricordiamoci che nel 2025 siamo a 80 anni dalla Liberazione e dalla fine della seconda guerra mondiale e a 80 anni dalla fondazione dell’Onu.

 

Donatella Gasperi, direttrice Ecopolis

Credit foto: Active State Based Conflicts in 2024_Uppsala Data Program