Ca’ Roman minacciata da una lottizzazione che prevede la costruzione di 77 villette. Contro il progetto raccolte in pochi giorni oltre 40mila firme
L’estate appena trascorsa ha conosciuto, a Venezia, la mobilitazione popolare e delle associazioni ambientali contro il progetto di realizzazione di un nuovo insediamento di 77 villette turistiche, da realizzarsi presso l’isola di Pellestrina, in località Ca’ Roman, nelle immediate vicinanze dell’oasi LIPU.
Ca’ Roman costituisce un’area di straordinario valore ambientale per la laguna di Venezia: come già detto qui si trova l’oasi LIPU che assicura un presidio di biodiversità e la possibilità di nidificare a molte specie. Inoltre, essa rappresenta una delle ultime zone di transetto tra mare e laguna libera da insediamenti antropici, e pertanto in essa sopravvive l’originario e originale paesaggio lagunare.
La storia di questo progetto parte in realtà da lontano. Già nel 2011 la società “Ca’ Roman srl”, proprietaria dell’area a ridosso dell’oasi, ove in passato esisteva una colonia e permangono i reliquati dei manufatti, presentava al Comune di Venezia un piano di recupero di iniziativa privata, che prevedeva un insediamento turistico residenziale da oltre 25.000 metri cubi. Il progetto viene adottato nel maggio 2012, e immediatamente origina un dibattito sulla sua opportunità, sia all’interno dell’amministrazione, sia nel pubblico dibattito, in particolare eccependo il fatto che il piano non fosse stato sottoposto alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS), giacché le norme regionali non lo prevedevano.
Nel marzo 2013 il Consiglio di Stato accoglie, riformando la sentenza di primo grado del TAR Veneto, il ricorso fatto dalle associazioni ambientaliste (in particolare Italia Nostra) contro l’intervento e, nello stesso periodo, la Consulta dichiara l’incostituzionalità della legge regionale per la parte in cui escludeva la necessità della VAS per i piani come quelli di Ca’ Roman.
Nell’ottobre 2014 la gestione commissariale del Comune approva un nuovo piano, che prevede inizialmente la realizzazione di 42 nuove villette, poi elevate a 77 con alcune varianti. Per 10 anni tutto viene congelato, fino a che, nel 2024, l’amministrazione guidata dal Sindaco Luigi Brugnaro approva definitivamente il Programma Urbanistico Attuativo (PUA) delle 77 villette.
Questa la storia del progetto che, come evidente, ha scontato fin dall’inizio carenze e profili di illegittimità. Il presente vede la società “Ca’ Roman srl” avanzare sulla realizzazione del Piano, ma soprattutto conosce la straordinaria mobilitazione popolare che, in pochi giorni, raccoglie oltre 47.000 firme sulla petizione (Firma qui la petizione), rivolta al nuovo sindaco di Venezia, per bloccare i cantieri e, il 7 agosto, vede una grande manifestazione, cui partecipano centinaia di cittadine e cittadini.
Legambiente Venezia ha aderito e sostiene questa mobilitazione, nella convinzione che occorre invertire la rotta sulle scelte che vanno a compromettere l’ambiente lagunare e continuano, passo dopo passo, l’imporsi a Venezia dell’unica monocultura economica che è il turismo. L’auspicio e la richiesta è che, ora, la Giunta Comunale, si renda conto dell’inopportunità di questo progetto, e vi soprassieda per sempre, nella convinzione che gli interessi collettivi e i beni comuni abbiano la priorità, anche costituzionalmente sancita, sugli interessi privati.
Gabriele Scaramuzza, Presidente Legambiente Venezia
