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Marcia della paceSettecento i partecipanti per una bella giornata in cammino con canti e poesie. Molte le famiglie con bambini. E tutti a chiedersi: “Ma ci voleva una marcia della pace così per farci incontrare?”. E poi decine e decine di candidati, sia al consiglio comunale che a Sindaco.

Di questa giornata ci rimangono le molteplici foto (già visionabili in rete sul profilo facebook di Legambiente assieme alle video interviste di TV7 con Gianna Benucci e Sandro Ginestri) e le numerose bandiere arcobaleno sventolanti nell’afa di corso Milano e via Chiesanuova.

Anche i media, solitamente tiepidi, hanno voluto raccontare adeguatamente l’evento. Come il Mattino, ad esempio, che ne ha fatto un pezzo corredato da foto on line quasi fosse una diretta. Lo trovate qui.

L’avvisaglia di un successo si intuiva dai clic e commenti sugli articoli pubblicati in ecopolis nelle settimane precedenti, ma soprattutto dall’ottima riuscita di “Arena di Pace e Disarmo”, l’evento del 25 aprile a Verona promosso dalle Reti italiane della pace e della nonviolenza. Una grande ed insperata presenza (oltre 13.000 partecipanti) che darà forza ed entusiasmo alla campagna per la “Difesa civile non armata e nonviolenta”. A Padova domenica abbiamo registrato un primo effetto: una positiva contaminazione.

Se questa è la cronaca, non possiamo però sottrarci da alcune considerazioni politiche.

Siamo in campagna elettorale e ipotizziamo che se diventerà Sindaco uno dei candidati progressisti (Ivo Rossi, Daniela Ruffini o Francesco Fiore) almeno la ex caserma Prandina diventerà un parco. E’ destinata a verde nel PRG dal 1957!

Perché tanto ottimismo? Ruffini e Fiore erano con noi a camminare, accompagnati da molti militanti nei loro schieramenti, Rifondazione Comunista e Padova 2020.

Rossi non c’era, ma erano presenti esponenti autorevoli dei due partiti che lo sostengono. A partire dal segretario provinciale del Pd Massimo Bettin, insieme a parecchi candidati della lista Pd fra cui abbiamo riconosciuto Fabio Rocco, Nona Evghenie, Cristina Toso, Milvia Boselli, Anna Abbate, Margherita Colonnello, Gianluca Gaudenzio; oltre ai principali candidati di SEL (Marina Mancin, Teresa Di Riso, Fabio Cassetto), anche in questo caso accompagnati dal segretario provinciale (citiamo quelli che abbiamo riconosciuto, forse ce n’erano altri …. ci scuseranno se non li abbiamo riconosciuti).

Ci auguriamo che molti di questi marciatori diventino consiglieri comunali.

A loro spetterà un lavoro difficile, primo fra tutti convincere l’eventuale Sindaco Ivo Rossi che alla Prandina un parcheggio da 500 auto non sa da fare. Le dichiarazioni in questo senso fatte negli ultimi mesi/anni da Rossi e dall’assessore all’urbanistica Dalla Vecchia sono preoccupanti.

Domenica il messaggio è stato chiaro: queste ex caserme devono essere destinate a parchi, servizi pubblici, non per centri commerciali o parcheggi. Gli spazi dell’ex Prandina sono molto grandi: 66.000 mq, dei quali 50.000 destinati a verde pubblico da anni. Mentre l’attuale giardino è di soli 4.000, unico spazio verde in centro storico.

Dopo la marcia sappiamo che possiamo contare su molti esponenti politici che vogliono Padova vera città della Pace.

Le associazioni eco-pacifiste non faranno mancare idee, proposte e sostegno a coloro che vorranno trasformare le ex caserme in parchi. Come sempre ci rivolgeremo a tutti.

Andrea Nicolello-Rossi, direttore ecopolis

ULTIMA ORA: neanche il tempo di pubblicare l’articolo su ecopolis che arriva la doccia fredda: Rossi firma il patto Ascom: “Un nuovo park alla Prandina”, titola il Mattino on line; il passaggio sul destino dell’ex caserma nel pezzo a firma di Claudio Malfitano: cè la Prandina. In tempi di crisi, dunque, si arriva a soluzioni praticabili: «Realizzeremo un parcheggio nell’ex caserma Prandina. Questo ci consentirà di riqualificare corso Milano e di liberare dalle auto piazza Insurrezione».

9 Responses to “E parco Prandina sarà”

  1. Legambiente Padova scrive:

    Il Sindaco Rossi ha promesso all’Ascom che, se rieletto, trasformerà la Prandina in un parcheggio. Alla marcia della pace di domenica insieme a noi per chiedere che la Prandina diventasse un parco c’erano tanti candidati del PD, a partire dal segretario provinciale Massimo Bettin.

    Chiediamo a lui e agli altri candidati presenti (abbiamo di sicuro intravisto Fabio Rocco, Nona Evghenie, Cristina Toso, Milvia Boselli, Gianluca Gaudenzio, Anna Abbate, Margherita Colonnello). Forza, 4 giorni eravate insieme a noi a chiedere che l’ex caserma diventasse un parco: siete in tanti, potete far cambiare idea a Ivo!

    • Massimo Bettin scrive:

      Carissime amiche e carissimi amici,
      ho condiviso nel merito la bellissima manifestazione di domenica partecipandovi anche a nome del Pd ma con l’umiltà e la consapevolezza di essere ospite all’interno di una mobilitazione promossa da un importante numero di soggetti civici della nostra città.
      Sono convinto che una vasta area della Caserma Prandina debba essere dedicata a parco con lo scopo di un consistente allargamento del giardino Cavalleggeri che a questo si potrà collegare per costruire un nuovo grande spazio verde nel centro di Padova. Su questo c’è il mio personale impegno. Sono convinto che questa è l’intenzione anche di Ivo Rossi, nell’idea che adibire uno spazio dell’area a parcheggio non snaturerà questo progetto, contribuendo anche a un alleggerimento della presenza di autovetture in tutta la zona di corso Milano, riguadagnando anche piazza Insurrezione come luogo di socialità e incontro.

      • Grazie Massimo.
        Il rischio che intravediamo è che un parcheggio per essere poco più di un buco non sia compatibile col parco e vada a sacrificare il verde. Sul resto concordiamo con te: liberare Corso Milano e Piazza Insurrezione.
        Attenzione però: portare il parcheggio alla Prandina non risolve ad esempio i problemi di intasamento di Chiesanuova, perché tutti coloro che arrivano dall’area Chiesanuova Rubano continueranno a muoversi su quella direttrice (e non c’è Gra che tenga in questo caso), perché come è noto i parcheggi sono attrattori di traffico.
        Insomma, la nostra preoccupazione è che liberato Corso Milano si sposti il problema poco più in là, limitandoci a dirigere il traffico più che a governarlo. Del resto ci sono un sacco di parcheggi vuoti che distano 300 mt dalla Ztl, più o meno quanto distano i parcheggi dei centri commerciali dalle rispettive entrate.
        Ma avremo modo di parlarne in maniera più approfondita una volta che i progetti saranno più chiari, augurandoti di averti come nuovo interlocutore in consiglio comunale.

        • Legambiente Padova scrive:

          ovviamente se ci si mettono anche Marina Mancin, Teresa Di Riso e Fabio Cassetto di SEL (tutti presenti domenica per la marcia “Dalle caserme ai parchi”) magari Rossi lo convincete a cambiare idea!

  2. Carlo Binetti scrive:

    Bettin Massimo e la convergenza delle rette parallele

  3. spartaco vitiello scrive:

    Non so quanto questo pesi sulla difficoltà di trovare parcheggio, ma ho la netta impressione che molte auto rimangano in strada perché i garage e i box sono intasati di mobili e suppellettili spinti giù dall’arrivo di sempre nuovi acquisti.
    Alla fine siamo sempre lì, la ricerca di “nuovi spazi” è una diretta conseguenza della continua produzione di “nuove cose” . L’unica soluzione è costruire un’economia dove il riciclo, il recupero e il riuso (degli spazi e degli oggetti) abbia un ruolo importante.

  4. luca luciani scrive:

    … Piazza Insurrezione recuperata alla dimensione sociale?: è una idea positiva, ma come lo si potrebbe fare? … quello spazio possiede realmente un suo potenziale di attrattiva sociale? … e l’annosa questione di realizzare un parcheggio sotterraneo per i residenti senza garage o posto auto?

  5. Pietro Santamaria scrive:

    E’ una vecchia storia; al pacifismo senza SE e senza MA il PDS prima, il PD poi, ha sempre risposto balbettando (o peggio).
    Vogliamo ricordare il D’Alema Presidente del Consiglio nel 1999 e la guerra in Serbia con tanto di 78 giorni di bombardamenti? Dopo la conclusione dei negoziati di Rambouillet, falliti per l’ingerenza degli USA che agirono per trasformare l’autonomia del Kossovo in indipendenza, “l’Italia si trovava veramente in prima linea: parlo non solo delle basi che ovviamente abbiamo messo a disposizione (della NATO), ma anche dei nostri 52 aerei, delle nostre navi” (cit. Massimo D’Alema).
    Quindi molti auguri alle associazioni eco-pacifiste e a tutti noi: se i neo eletti del PD vorranno “svuotare gli arsenali e riempire i granai”, sarà una bellissima novità.
    Teniamo a mente i nomi di chi era presente alla marcia della pace e chiediamo loro di votare a favore di un grande parco della PACE, contro tutte le guerre, SENZA SE E SENZA MA.

    Pietro Santamaria

  6. Fabio Rocco scrive:

    Io credo che l’impegno perché la Prandina diventi un parco non sia negoziabile, l’area è enorme, va attrezzata e sistemata perché il centro città è privo di un parco degno di questo nome, di un luogo di incontro e di svago, dove si possano organizzare eventi e manifestazioni culturali. Un luogo al servizio delle famiglie, delle associazioni, di tutti i cittadini che da tanto tempo aspettano che sia recuperato alla città. Da consigliere comunale mi impegnerò con determinazione per ottenere questo risultato.

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