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OLYMPUS DIGITAL CAMERAE’ stata accolta dagli organi di Bruxelles la petizione, presentata da una delegazione di cittadini lo scorso 15 marzo, con la richiesta di bonifica della fabbrica dei veleni ex C&C di Pernumia.

Nella lettera di risposta si afferma che  le questioni sollevate sono ricevibili in quanto trattano una materia che rientra nell’ambito delle attività dell’Unione Europea e che la Commissione europea svolgerà un’indagine preliminare sui vari aspetti del problema.

Erano stati tre rappresentanti del comitato “SOS C&C”, accompagnati dall’ eurodeputato Andrea Zanoni, membro della commissione ENVI – Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo - a consegnare nelle mani della Presidente Erminia Mazzoni la petizione popolare firmata da 2400 cittadini, dove si chiedeva di intervenire per la bonifica di un deposito di rifiuti tossici che dal 2005 minaccia con il suo pericoloso contenuto di 52.000 tonnellate di materiale eterogeneo  altamente nocivo il territorio e i cittadini di Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare, ma non solo.

Si evidenziava l’inquietante vicinanza di questa struttura a zone urbane, residenziali, industriali, agricole, così come al Parco Colli, classificato Zona di Protezione Speciale e proposto come Sito d’Importanza Comunitaria. Si sottolineavano i rischi cui poteva andare incontro la struttura: incendio (come avvenuto nel 2007), tromba d’aria, nonché il rischio di essere coinvolta da un’eventuale esondazione del vicinissimo canale Vigenzone, che più volte negli ultimi anni ha superato il livello di allerta.

Attualmente, con i 500.000 euro stanziati dalla Regione Veneto nel 2011, si stanno eseguendo i lavori previsti per la messa in sicurezza del sito: chiusura delle fessurazioni sulle pareti dello stabile, analisi per la classificazione dei cumuli secondo i nuovi parametri di legge, analisi della tenuta statica dell’edificio.

Gli amministratori locali sono molto soddisfatti di quanto fatto finora, un po’ meno la popolazione che da anni li tallona perché vengano interpellati tutti gli Enti superiori per la soluzione del problema e si abbrevino i tempi per l’esecuzione delle opere. Lo stanziamento di 500.000 euro del 2011 sta per essere utilizzato nel 2014. Lo stanziamento di 200.000 euro fatto dalla Regione alla Provincia nel 2009 per la caratterizzazione delle aree esterne, occupate in passato da cumuli di rifiuti tossico nocivi, non è ancora stato utilizzato.

E’ bene dunque che gli amministratori locali, anziché fare tanti proclami, percorrano tutte le vie per arrivare alla definitiva bonifica del sito, dato che i soldi messi in campo finora sono cifre irrisorie, assolutamente inadeguate per poter effettuare la bonifica o anche solo l’asporto di tutto il materiale depositato all’interno dei capannoni.

L’interessamento dell’Unione Europea, e l’indagine della Commissione parlamentare, possono risultare fondamentali per accelerare la risoluzione di un problema sul quale incombe non solo la crisi economica,  ma anche incomprensibili lungaggini burocratiche e discusse attribuzioni di responsabilità.

L’attenzione sulla vicenda della C&C si è ampliata con la costituzione di un Coordinamento di Associazioni e Comitati del territorio, che ha lo scopo di dare maggiore voce alla cittadinanza e di fare sinergia delle diverse e specifiche competenze. Oltre al Comitato SOS C&C e alla Vespa di Battaglia Terme, anche ISDE (Medici per l’Ambiente), Legambiente Padova, Legambiente Este, WWF Colli Euganei e Italia Nostra danno il loro contributo perché la tutela della nostra salute e del nostro territorio sia davvero una priorità per i nostri delegati politici.

Riferimenti: comitatososcec@gmail.com – fb: Comitato Sos Cec – www.lavespa.org

Annachiara Capuzzo – comitato sos C&C

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